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Il piccolo mondo della Curva Sud costituito da I Caimani del Piave e dalla New Generation, quattordici anni gli uni dodici gli altri, ma uniti da una consolidata Amicizia, dall'Amore verso i colori biancocelesti e sopratutto dal profondo divertimento che ci dà il tifare Sandonà . Una Fede, Un Mito, Un Amore Infinito |
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Rai Report
Il dg Petrollini crede ancora nella salvezza del Sandonà
«Il Sandonà è ancora in corsa per la salvezza». Ad affermarlo è il direttore generale Gianni Petrollini. Nella trentunesima giornata di campionato si sono avverati tutti gli incubi dei biancocelesti. Contro la Sagittaria Julia è accaduto quanto di più negativo il mister Tommaso Volpi aveva previsto. Grazie ad una vittoria il Montecchio si avvicina in classifica, staccato ora di sole due lunghezze. Mentre il Sandonà dopo essere meritatamente andato in vantaggio è stato raggiunto da un pareggio degli avversari in zona Cesarini. Mancano ancora solo tre gare, altre tre possibilità per i biancocelesti di risollevare le loro sorti. Domenica a San Donà lo scontro diretto sarà contro il Montebelluna, poi diventano fondamentali le ultime due partite contro Trento e Jesolo. «Una grande prestazione del Sandonà - continua Petrollini - Il pareggio è stato un vero peccato, contro una Sagittaria che ha fatto il primo tiro verso la nostra porta solo a metà del secondo tempo. Ma siamo una squadra giovane, alla fine avevamo in campo un giocatore del ‘90, tre dell’ 89 e uno dell ’88. Una squadra dotata di esperienza avrebbe fermato il risultato sull’1-0, noi invece abbiamo preso il classico gol della domenica». In ottica classifica lo Jesolo è l’ottava squadra con 35 punti, il Sandonà è a quota 29. «Se facessimo 9 punti arriveremo a 38 e saremmo salvi - continua Petrollini- è ancora presto per fare i calcoli definitivi ma restiamo in corsa per la salvezza e non ci arrendiamo. Cercheremo di arrivare più in alto possibile. Affronteremo tutte e tre le prossime gare con lo stesso piglio, mi auguro che lo Jesolo sia fuori dai giochi, ma quando verrà a San Donà non sarà certo per dire "accomodatevi". Tre squadre che andremo ad affrontare come domenica scorsa, la nostra situazione è questa e non ci nascondiamo». Il direttore generale tiene a precisare anche l’episodio concitato seguito fuori dal campo dopo la gara. «Nessuno dei dirigenti è stato contestato dalla tifoseria. Uno dei tifosi avversari ha offeso i nostri ultra e abbiamo cercato di fare da pacieri per evitare situazioni spiacevoli». (Davide De Bortoli)
Una mezza verità è sempre meglio che nessuna verità
Decisioni del Giudice Sportivo
A CARICO DI DIRIGENTI
Inibizione a svolgere ogni attività per 2 gare
VOLPI TOMMASO (Sandonà 1922) Per avere profferito frasi offensive all'indirizzo di un Assistente Arbitrale, allontanato.
Quando accadde alla dodicesima giornata notai già sta cosa ma non volli darle importanza, ora ovviamente camminando in quel filo sospeso sopra un burrone dove abbiam finito di far finta di niente, meglio rimarcarla e lasciar nell'aere l'ennesimo ingrippato quesito riguardo a questo nostro villipeso Sandonà. Come mai non abbiamo in panchina un allenatore che possa qualificarsi per tale? Come mai è la seconda volta che viene allontanato ed è la seconda volta che viene squalificato quale dirigente? Sicuramente anche questa fa parte delle decine di cose che non van dette, perchè in questo strano Sandonà le cose devi sempre leggerle tra le righe e quando vengon dette devon apparire sempre dalla parte dove è meglio farle vedere. Per intanto Volpi in tribuna nelle gare con Montebelluna e Trento, di patentin munito abbiam comunque sempre Masitto. Il giudice sportivo ci ha comunque portato anche una notizia che ci può avvantaggiare visto che Segato del Città di Jesolo ha rimediato tre giornate di squalifica, salterà quindi il ritorno allo Zanutto nell'ultima gara di campionato.
Tempo poche decine di minuti e mi è arrivata la precisazione, il signor Volpi è a tutti gli effetti l'allenatore del Sandonà ed in federazione lui figura con la qualifica di allenatore. Per la seconda volta consecutiva il Comitato della Serie D è stato incapace a legger il referto dell'arbitro, che poveretto lui nemmeno sa leggere una distinta di gara. Son proprio dei tontoloni evidentemente questi due arbitri. Siam proprio sfortunati quest'anno, tutti ce l'han su con noi peggio di Calimero.
Il derby SagittariaJulia -Sandonà si chiude con un inutile 1 a 1
Un gol in pieno recupero del centrale difensivo Arcaba tiene in corsa la SagittariaJulia. E’ finito in parità il derby del Veneto Orientale tra i concordiesi di mister Stefano Andretta ed il Sandonà: un risultato che in ottica salvezza sa di occasione sprecata per i padroni di casa e che serve a ben poco ai sandonatesi, ormai condannati ai playout. Una batosta morale non indifferente per gli uomini di Volpi che non hanno fatto i conti con il carattere dei nerazzurri, mai propensi a mollare sino all’ultimo secondo. Avvio equilibrato del match che gradatamente passa nelle mani degli ospiti. I nerazzurri non riescono ad imprimere la necessaria intensità alla manovra, di conseguenza prevedibile ed inefficace. Nell’ultimo quarto d’ora, Marzochella ha sui piedi per tre volte la palla del possibile vantaggio: la mira, però, non è sicuramente quella delle giornate migliori. Rovesciata di Marzochella, Villotta spazza sulla linea di porta, i sandonatesi invocano il rigore per un fallo precedente, ma l’arbitro, invece, vede un fuori gioco. Andretta varia l’assetto tattico nella ripresa ed i concordiesi si fanno più intraprendenti, costruendo un paio di opportunità che Della Bianca prima e Blasina poi, non riescono a concretizzare. Quando tutto sembra destinato a concludersi sul pari, la partita s’infiamma al 36’. Sandonà in vantaggio con Rosolen che, sfruttando uno svarione difensivo juliense, s’invola e fulmina in diagonale Gobbato in uscita. Immediata la reazione dei locali che vedono il palo negare il pareggio a Cervesato. Striato si salva ancora su Cervesato nei minuti di recupero ma nulla può al 49’, quando Arcaba scarica all’incrocio dei pali dalla distanza. (Andrea Ruzza)
Volpi desolato: «Raggiunti da un eurogol»
L'allenatore biancoceleste: «La Julia non molla mai, dovevamo prestare più attenzione»
Rabbia Sandonà. L’urlo in gola per una vittoria ormai in mano che avrebbe consentito agli uomini di Volpi di sperare ancora nella salvezza anticipata è stato ricacciato in gola proprio sul fischio finale, davanti al bolide del concordiese Arcaba che si è spento all’incrocio dei pali alla sinistra di Striatto, posizionato leggermente fuori dai pali. Al rientro negli spogliatoi, scambi di opinione tra compagni: tutto poco edificante. Mister Volpi ha assistito all’intera ripresa dalla tribuna, espulso al rientro dagli spogliatoi, dopo aver protestato in maniera vibrante con la terna arbitrale per un rigore non concesso in chiusura di prima frazione su segnalazione del guardialinee che ha visto un precedente fuori gioco. Non sa cosa dire il tecnico sandonatese, la delusione è tremenda ed il volto esprime la rassegnazione per i playout ormai certi. "Cosa dire – ha esordito allargando le braccia – non ci va proprio bene niente. Siamo caduti su un eurogol. Chi ha visto la partita, credo non possa esimersi dal costatare come il risultato di parità suoni bugiardo nei nostri confronti. Abbiamo offerto un’ottima prestazione, costruendo diverse palle gol che purtroppo non abbiamo concretizzato. Parliamo di sfortuna, ma in definitiva – ha ammesso Volpi - è anche colpa nostra perché dovevamo fare più attenzione. Avevo avvertito i ragazzi che in questi momenti dove tutto ti gira storto era fondamentale non distrarsi. Ormai la partita era finita, anzi si era ben oltre il recupero che l’arbitro aveva indicato". E proprio sull’operato del direttore di gara l’allenatore sandonatese ha le maggiori perplessità. "Diciamo pure che ha arbitrato male, non capisco la decisione presa alla fine del primo tempo. C’era un rigore sacrosanto che non ci è stato concesso per un fuori gioco che ritengo inesistente. La partita sarebbe potuta cambiare in maniera radicale". Non solo i playout sono ormai certi ma alla luce del successo colto in trasferta dal Montecchio, al Sandonà adesso fa paura anche la retrocessione diretta. "Dobbiamo fare attenzione, ormai il Montecchio si è fatto sotto". Sulla stessa lunghezza d’onda, il direttore sportivo Petrolini. "Avevo avvertito i ragazzi che la SagittariaJulia non molla sino all’ultimo secondo e ciò, nostro malgrado, si avverato. Abbiamo giocato bene ma ancora una volta ci sentiamo penalizzati dall’arbitro. Ormai ci succede troppo spesso. Sono cinque sei partite che va in questa maniera. E’ stata una partita tiratissima che avremmo meritato di vincere. Adesso dobbiamo cercare di fare attenzione al tentativo di rimonta del Montecchio".
TUTTO DA RIFARE
Sandonà-Sagittaria derby (quasi) inutile
Segna Rosolen, pareggia Arcaba un punto ciascuno che serve poco in chiave playout. Alla fine del primo tempo annullato un gol per fuorigioco ai biancocelesti
CONCORDIA SAGITTARIA. Un gol di Arcaba all’ultimo secondo di recupero permette alla Sagittaria Julia di acciuffare il Sandonà, fissando l’1-1 finale nel derby salvezza. Il pareggio lascia immutata la classifica delle due squadre, che restano in zona playout: i concordiesi tredicesimi, a un punto dalla salvezza, i sandonatesi terzultimi e adesso incalzati a due lunghezze dal Montecchio. La divisione della posta quindi rimanda tutto alle ultime tre partite di campionato, mentre il Sandonà si rammarica per aver bruciato la vittoria. Primo tempo tutto, o quasi, sandonatese, con i padroni di casa in imbarazzo davanti alla migliore organizzazione degli ospiti. Il Sandonà ha sfiorato più volte in vantaggio, andando pure in gol prima dell’intervallo, ma l’arbitro ha annullato per fuorigioco, tra le proteste biancocelesi. Ne ha fatto le spese il tecnico Volpi, espulso dal fischietto palermitano Todaro. Nella ripresa il tecnico di casa Andretta ha corretto il tiro, togliendo un centrocampista, inserendo la mezza punta Compagno, e rompendo quindi l’isolamento offensivo dell’ariete Stefano Della Bianca. La partita è diventata più equilibrata, ma a rompere lo stallo è stato il Sandonà in gol a 8’dalla fine, grazie un’invenzione di Capecchi (migliore in campo), bravo a smarcare Rosolen. Nell’occasione si infortunava il portiere concordiese Gobbato, sostituito da Bellomo: nel contempo Andretta metteva in campo pure il buon vecchio Doratiotto al posto di Boldarin. Quando tutto pareva finito, ecco il tiro da trenta metri di Predrag Arcaba, difensore centrale al 5º centro stagionale, che sorprendeva il colpevole Striatto fuori dai pali. A fine gara sollievo concordiese e rabbia in casa Sandonà. La cronaca: 7’ legnata di Perissinotto fuori a fil di palo; 24’ tiro fiacco di Danieli da ottima posizione, dopo bell’assist di Masitto. Al 29’, 34’ e 39’ Gobbato salva tre volte su conclusioni mancine di Danieli. E’il momento migliore per gli ospiti, che culmina al 45’: palla filtrante da destra, Danieli finisce giù a contatto con un difensore, l’azione prosegue, c’è un rimpallo e la palla entra in porta, ma un guardalinee sbandiera il fuorigioco. L’esultanza del Sandonà si trasforma in forte protesta. Ripresa: Andretta all’8’toglie l’inutile Pavan dalla mediana e inserisce Compagno, che farà un discreto lavoro d’attacco. 14’, Della Bianca sfiora il gol con una capocciata delle sue, dopo splendido assolo di Marson. 31’, numero smarcante di Della Bianca per Blasina, il cui fendente è deviato da Striatto. 37’, rete del Sandonà: Capecchi parte palla al piede, lancia in profondità per Rosolen, che s’infila a destra e segna in diagonale. Il numero due sandonatese involontariamente colpirà anche al volto Gobbato proseguendo la corsa, e causando la sostituzione del numero uno concordiese. La Sagittaria Julia prima sfiora il pareggio al 40’ in mischia con Doratiotto e Cervesatto, poi al 46’con un bolide di Cervesatto. Infine il pareggio ariva un istante prima del fischio finale, quando Arcaba raccoglie il pallone dalla sinistra e lascia partire un tiro a lunga gittata, che uccella Striatto. (Gianluca Rossitto)
Andretta: «Un pari più che meritato». Petrollini: «Quel gol era regolare»
CONCORDIA SAGITTARIA. Stefano Andretta commenta il pareggio in extremis della Sagittaria Julia: «Nel complesso credo che il pareggio sia meritato, pur avendo evidenziato ancora una volta le nostre difficoltà ad imporre il gioco in casa nostra. Dopo un primo tempo in cui eravamo contratti e timorosi, nella ripresa ho inserito Compagno in attacco, la squadra ha guadagnato metri, e alla fine ha costruito qualche palla gol in più dei nostri avversari». Soddisfatti quindi del punto? «Per come si era messa sì, ora dovremo guadagnarci la salvezza nelle ultime tre partite». Il direttore sportivo del Sandonà, Petrollini, respinge gli insulti di alcuni tifosi biancocelesti e si concede ai taccuini: «Per l’ennesima volta giochiamo meglio noi dell’avversario, eppure non vinciamo. Ancora una volta, aggiungo, troviamo un arbitro che ci mette il bastone tra le ruote: quello su Danieli, alla fine del primo tempo, era rigore». Salvezza più lontana? «I risultati lasciano tutto come prima, o quasi: adesso dobbiamo vincere gli ultimi scontri diretti». (g. ros.)
Trentunesima Giornata
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Chioggia S. - Belluno |
1-1 |
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Città di Jesolo - Tamai |
1-1 |
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Domegliara - Pordenone |
0-0 |
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Eurotezze - Union Quinto |
1-0 |
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Montebelluna - Virtus Vecomp |
0-1 |
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Sacilese - Bolzano |
3-0 |
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Sagittaria Julia - Sandonà |
1-1 |
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Sanvitese - Montecchio M. |
0-1 |
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Trento - Somma |
1-1 |
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Classifica: Sacilese p.64; Eurotezze p.61; Domegliara p.56; Union Quinto p.55; Chioggia S. p.52; Pordenone p.46; Tamai, Belluno° p.42; Virtus Vecomp p.38; Sanvitese p.40; Città di Jesolo p.35; Trento p.34; Sagittaria Julia p.33; Montebelluna p.32; Somma p.30; Sandonà 1922 p.29; Montecchio M. p.27; Bolzano p.21. (*) 1 punto di penalizzazione |
SAGITTARIA JULIA - SANDONA' 1922 1 - 1 (0-0)
RETI: 80' Rosolen (SD), 94' Arcaba (SJ)
SAGITTARIA JULIA: Gobbato 6.5 (80' Bellomo sv), Cervesato 6, Villotta 5.5, Arcaba 6.5, Paolucci 6, Pavan 5.5 (54' Compagno 6), Marson 5.5, Boldarin 5.5 (80' Doratiotto sv), Della Bianca 5.5, Tonasso 6, Blasina 6.5. All. Andretta
SANDONA' 1922: Striatto 6.5, Rosolen 6.5, Cibin 6, Ekwalla 6 (40' Lorecchio 6), Rao 6.5, Perissinotto 6.5, Isoni 6.5 (50' Biondo 6), Masitto 7, Marzocchella 6, Capecchi 7, Danieli 6.5 (65' De Rosa 5.5). All. Volpi
ARBITRO: Todaro di Palermo 5.5
NOTE: Ammoniti: Marson, Blasina (SJ), Perissinotto, Masitto (SD).
Come una goccia gelata che scivola lungo la schiena strozzato è l'urlo finale dei biancocelesti che ancora una volta alla fine pagan dazio alla sorte, ancora una volta vedono una traiettoria incredibile infrangere le loro più lucenti speranze. Mai come questa volta però la delusione è grande, perchè mai come questa volta il risultato è assolutamente immeritato. Nel calcio esiston anche di queste delusioni che diventan più pesanti se pur avendo delle belle occasioni a disposizione non sei riuscito a sfruttarle al meglio, quell'ultimo maldetto tocco che da sempre ti manca e che è difficile inventarsi. Metter la testa avanti alla fine e non riuscir a vincer, destino baro quello del Sandonà di quest'anno che comunque riesce finalmente a muovere una classifica che sembrava pietrificata. La forza di una vittoria sarebbe stata incommensurbile, che il solo pensare un pareggio così fa male, ma è comunque un qualcosa in più rispetto a ieri, un recuperar convinzione che deve esser centellinato e al meglio usato sin dalla prossima gara. Quanto a questa la si deve legger dalla parte buona anzichè da quella cattiva, perchè inziar dalla fine vorrebbe dire fermarsi a vedere veramente l'unico
neo di una gara giocata con convinzione e caparbietà da parte di tutti, anche da chi pur con una gamba sola ha tentato l'impossibile, anche chi facendo di necessità virtù ha cercato di coprir al meglio ruoli non suoi, di rispolverar finalmente quell'idea di gruppo che si era smarrita cammin facendo in quest'assurda seconda parte di torneo. E' ora che servirà ottimizzare le forze per trovar almeno due vittorie nelle prossime tre gare, che se almeno non ti potran dare la salvezza sicura quanto meno ti possan far galleggiare ad una latitudine meno pericolante di un più due dalla zona retrocessione. Qualche novità in casa Sandonà per questa gara rispetto all'ultima. Primo fra tutti il recupero parziale di Ekwalla il cui problema muscolare ha inciso parecchio sull'andamento di questa parte della stagione, in non ottimale forma il giocatore ha retto solo quaranta minuti ma ha dimostrato quanto un giocatore come lui avrebbe potuto dare dei giusti equillibri ad una squadra priva di una vera interdizione a metà campo. In porta ha giocato Striatto, difesa a quattro con Rosolen e Cibin sulle fasce con Rao e Perissinotto centrali, novità a centrocampo dove Masitto staziona regolarmente davanti alla difesa con centrale Ekwalla, laterali Isoni e Danieli e con un Capecchi più avanzato a dar manforte a Marzocchella. Opta per una formazione prudente il mister concordiese Andretta con il solo Della Bianca avanzato. In porta Gobbato, difesa con Cervesato, Villotta, Arcaba e Marson, a centrocampo Paolucci, Pavan, Boldarin, Tonasso con Blasina a supportare la torre Della Bianca. Gara importante per entrambe le squadre per le quali sarebbe importantissimo incamerare l'intera posta in palio con dei padroni di casa ad un passo dalla zona salvezza mentre i biancocelesti devono assolutamente invertir la tendenza che li vede reduci da otto sconfitte consecutive. Cerca di far la gara sin da subito la Sagittaria Julia ma inspiegabilmente fatica alquanto ad articolar le sue azioni con un Sandonà che è abile nella circolazione della palla e che mette sin da subito in difficoltà l'undici di casa. Sono proprio tutte biancocelesti le occasioni migliori della prima frazione che vanno vicini alla marcatura con Perissinotto con un tiro teso dalla distanza che sibila alla sinistra del palo avversario. Sono le fasce il vero pungolo del Sandonà di quest'oggi, ed è abile Marzocchella a metter in moto Danieli alla mezzora, il giocatore penetra in area ma la sua conclusione è rimpallata dal portiere, è poi la difesa con difficoltà a liberare. Vi è anche un'occasione per Rao che sugli sviluppi di un corner riesce a schiacciar di testa ma è bravo il portier Gobbato a respingere. La Sagittaria Julia nella prima frazione fatica ad arrivar dalle parti di Striatto con una difesa biancoceleste che riesce sempre a disimpegnarsi con ordine limitando la potenza fisica di Della Bianca, peraltro non sempre cercato a dovere dai suoi compagni. Nemmeno alcune punizioni dal limite hanno l'esito sperato e si arriva così allo scadere del tempo quando su un'incursione dalla destra Isoni riesce a bruciar sul tempo Villotta e a frapporsi tra lui e il pallone, il difensore strattona con evidenza il giocatore biancoceleste con Marzocchella e Gobbato che s'avventano sul pallone dando vita ad una serie di carambole cui l'arbitro pone fine su segnazione del segnalinee, ma non sanzionando il primo evidente strattonamento. Dure le proteste biancocelesti che portano poi all'espulsione di mister Volpi subito in apertura di seconda frazione. Ripresa che non ricalca nei ritmi il primo tempo ma che non muta la sua fisionomia, Sagittaria che fatica a trovar spazio in avanti e Sandonà più mobile pur se davanti manca sempre la giusta finalizzazione che permetta il tiro decisivo. Mescola un pò le carte il Sandonà sin dai primi minuti dopo che nel primo tempo era già stato costretto all'inserimento di Lorecchio al posto di Ekwalla. Escono prima Isoni e poi Danieli in luogo di Biondo e De Rosa. Mentre anche mister Andretta cerca di trovare qualche soluzione in avanti inserendo Compagno al posto di Pavan. Son brividi però a metà frazione per un disimpegno ravvicinato di Rao molto simile ad un tiro che Striatto deve impegnarsi per respingere alla stregua di un vero tiro avversario. Non sono molte le vere conclusioni verso le rispettive porte anche se la Sagittaria cerca maggiorente la porta con il duo Della Bianca-Blasina. La gara comunque s'infiamma alla fine quando il Sandonà passa in vantaggio al termine di un'azione corale che vede Capecchi smistar in maniera perfetta sulla destra a Rosolen che s'infila in area dalla destra per battere il portiere Gobbato in uscita. Un vantaggio per i biancocelesti che ha un sapore di liberazione, pochi
attimi nei quali il mondo si ferma e tutto il passato fatto di sconfitte scompare. Nell'azione del gol rimane infortunato il portiere concordiese e mister Andretta opta per inserire oltre al portiere di riserva anche l'esperto Doratiotto per dare il tutto e per tutto nel serrate finale. Va vicinissimo al pareggio poco dopo Blasina che in mischia coglie un clamoroso palo ma ancor più clamoroso è il gol della sicurezza mancato da De Rosa che, pescato splendidamente da un lancio in verticale, viene contrastato da un difensore ed il suo tiro termina clamorosamente sopra la traversa da appena dentro l'area. Ultimi minuti convulsi con la Sagittaria Julia che cerca il pareggio e i biancocelesti ad amministrare una vittoria mai così alla portata. Interminabili i quattro minuti di recupero con una pioggia fastidiosa che aveva iniziato a cadere da qualche decina di minuti, proprio allo scadere il solito pallone in mezzo dalla destra, la difesa allontana debolmente con il pallone che staziona sulla tre quarti dove Arcaba trova il tiro impossibile e con un'area intasata riesce a scavalcar tutti con un pallone che s'insacca a fil di traversa con Striatto inutilmente proteso alla deviazione. E' l'ennesima beffa di questa stagione sbagliata, con l'arbitro che non fa nemmeno riprendere la gara e dà il triplice fischio. Ancora una volta il calcio t'offre una delle sue incredibilità, e a poco serve un Sandonà che ha profuso un'eccezionale impegno in campo e una Sud che ha tifato da par suo per l'intera gara, un solo punto è quello che ci resta in mano. Pesante questa non vittoria che mette in forse una salvezza diretta che sarebbe ridiventata magicamente possibile, i numeri non ci condannano, ma la salita è divenuta più ripida e dietro il burrone più vicino. Ora serve solo vincere, non importa come, ma serve vincere. Vittoria su tutta la linea della curva sud, bella e tenace come da tanto tempo non vedavamo, con tutti, ma proprio tutti, a tifare a più non posso per la nostra Maglia. Solo noi e nessun altro è capace di farlo in questo girone, che vada bene o vada male poco importa, la Sud non molla mai.
Dal Caimani's News Anno 13 Nr. 31 (277)
Fino e oltre al novantesimo, solo per la Maglia....la Nostra!
Come un granello di polvere in una ventosa primavera vaga impazzito il Sandonà in questo finale di stagione che ancor non si sa ben qual sia la sua prossima destinazione. Se pensiamo a cosa abbiam dilapidato in questi pochi mesi dell'anno ben si capisce lo sgomento che regna nella tifoseria e del perchè tutta una serie di personaggi abbian perso ora ogni loro pur minima credibilità. Col senno del poi verrebbe da rimeditar bene su tutte quelle parole che son state dette nei primi mesi di questa stagione, col senno del poi ci renderemo veramente conto che ancora una volta quelle parole si basavano su delle fondamenta poggiate sul nulla, quelle stesse fondamenta che in fretta e furia furon date a Gallo e compagnia cantante, per un concerto stonato degno della peggior osteria. Povero rudere sandonatese, così mal trattato che alle soglie dei novantanni non sa ancor bene chi sia il suo effettivo proprietario, qual sia il suo destino baro, perchè nessuno di coloro che se lo son conteso e che ancor son pronti a farlo han un solo briciolo d'orgoglio della Maglia per la quale tifiamo, tanto siam certi che han pronta la penna vigliacca per l'ultima firma. Vaga dunque quel granello di polvere e con esso la possibilità di salvezza, sballottato in una impietosa sequela di sconfitte che non ammetton replica e che sono solo la fedele testimonianza dei troppi errori che quest'anno son stati fatti. Chi ha agito da dietro una scrivania non ne azzeccato una, chi lo ha fatto a bordo campo presto s'è perso e chi in campo ci è andato s'è messo solamente in balia degli eventi perdendo via via convinzione nei propri mezzi. Era inevitabile perchè quando si dissolve una società, quando chi dovrebbe mantener degli impegni disattende a questi e manca ripetutamente alla sua parola non vi è persona al mondo che possa metter la propria faccia al posto suo, come pure sia ancor disposto a creder più. Impresa difficile quella che ci attende proprio perchè non sai nemmeno ciò che ti aspetta oltre il traguardo, quali strani intendimenti certa gente abbia, eppur è un qualcosa che dobbiam tentare nonostante le otto sconfitte consecutive, le nove in dieci gare, le dieci in dodici gare, le sei nelle ultime sette in casa, le quattro censecutive in trasferta. Numeri impressionanti, con cui fare i conti è difficile alla vigilia dell'unica gara realmente decisiva di questo finale, perchè si ha un bel dire che ci attendono quattro finali quando per arrivar all'ultima non devi aver sbagliato le precedenti, per cui questa e solo questa è quella decisiva. Giocare con la Sagittaria Julia è un derby d'altri tempi che ultimamente ha sempre regalato sensazioni vere e non eccessive soddisfazioni, serve quindi una squadra vera per vincer una partita fondamentale, con la giusta convinzione, con la giusta rabbia e per una volta capace di arpionare anche il più piccolo spiffero di buona sorte che possa capitargli a tiro. Contro la mala sorte vi è solo un antidoto, esser più tenace che mai e sopratutto meritarsi il tifo della Sud. Non vi è tifoseria al mondo che continuerebbe a tifare in simil condizioni, con simil risultati. I piccoli uomini han perso il nostro rispetto, ma la Maglia noi la continuiamo a tifare sempre, fino e oltre al novantesimo.
Fiocco Rosa in casa Chiaverini (... ormai nella lontana Romania)

22 Aprile 2009 - 15:25
Una nota positiva...volevo fare gli auguri ad alessio chiaverini ed alla sua compagna per la nascita della loro figlioletta...ricordi di quando il sandona'ancora volava tra le prime ...
22 Aprile 2009 - 15:49
ciao numero 3 sono alessio chiaverini ti ringrazio per gli augri!me lo ricordo bene di quando volavamo tra le prime...non mollate mai ed augoro a tutti di non trovarsi piu in una situazione come questa!vi ricordo con affetto,un saluto alla curva sud...in perticolare a filippo!!ciao grande
22 Aprile 2009 - 22:21
alessio auguri prima di tutto...secondo...ci vuoi spiegare almeno tu la verita di questo san donà?di petrollini e masiero che ci dici?che ti hanno fatto per arrivare a tutto questo?di la tua opinione!almeno tu hai le palle per risponderci e firmarti!ci conto..ciao
23 Aprile 2009 - 13:36
ciao ragazzi sono alessiol chiaverini,visto che mi avete chiamato in causa vi diro cio che penso:io credo che per fare calcio,in tutte le categorie ci vuole tanta lealta poche bugie e tanti soldi!purtroppo nella vostra realta di tutto quello che ho detto c e ben poco..fino a quando io ero li le uniche parsone che hanno messo dei soldi sono stati il signor CISARIA ed il signor SMERALDI,il resto ha fatto tante parole..MASIERO COMPRESO!!arrivati a gennaio ci siamo ritrovati ad aver preso solo 2 stipendi e mezzo con nessuna garanzia x gli altri soldi rimanenti!personalmente ho avuto una grande opportunita che non ho potuto rifiutare:la 'societa' sapeva tutto,io non sono fuggito da sandona ho solo preso la mia decisione,anche perche a ma sarebbe nata una bimba e sapevo benisimo che soldi non ce n erano piu!!di verita da dire ce na sarebbero altre 1000 ma una citta ed una tifoseria come la vostra non se le merita,anche perche vi farebbero solo ulteriormente incazzare!!mi augro di cuore che presto troviate un po di tranquillita..un abbraccio a tutti!P.S:NON MOLLATE MAI
Sandonà, serve una vittoria
«Dobbiamo trovare una vittoria per il morale della squadra e per uscire da questa situazione». Parole dell’allenatore Tommaso Volpi per commentare il suo Sandonà ancora a secco di vittorie. «Questo era il programma di inizio stagione – continua il mister - sapevamo che rischiavamo di giocare i playout. E se sarà questo l’esito del Campionato li giocheremo». Continua la fase involutiva del Sandonà che nel girone di ritorno ha collezionato sette punti in diciassette gare, trovandosi a cinque lunghezze dalla soglia per evitare i playout. «Siamo calati in attacco - continua il mister - facciamo fatica a fare gol e se in questo gioco non segni è tutto inutile. Contro la Sanvitese avevo detto ai ragazzi di cercare di tenere la palla nella metà campo avversaria. Abbiamo provato con Mangano, poi con Lorecchio disponendoci tatticamente in modo diverso. Capecchi a centrocampo ha lavorato molto, è stato uno dei migliori». «Abbiamo avuto la fortuna di trovarci bene all’andata – prosegue Volpi- conquistando tanti punti ma oggi non possiamo piangerci addosso. Quando siamo partiti in agosto sapevamo di giocare per la salvezza, questo ci poteva riuscire o non riuscire. Il rammarico è che se la squadra giocava in questo modo anche contro il Montecchio o il Bolzano avremmo già la salvezza in tasca. Ma la squadra non è demotivata, va in campo e non regala nulla agli avversari». Secondo il mister nel confronto con i pordenonesi ha pesato l’assenza di cinque giocatori. (Davide De Bortoli)
Magari servisse solo una vittoria per riaccender la luce..... e non commentiamo il resto per amor di patria
Una gara equillibrata lascia i veneziani al terzultimo posto
Sandonà sconfitto dalla Sanvitese
Vittoria della Sanvitese che lascia il Sandonà al terzultimo posto. Una gara equilibrata con i ragazzi di Volpi che spendono molte energie. La Sanvitese veloce nelle ripartenze va in vantaggio per prima, nel secondo tempo punta a difendersi ma quando decide di premere conquista i tre punti. Primo tentativo biancorosso all’ 8’ con la girata di Mazzeo. I biancocelesti rispondono al 12’. Nonostante il controllo difettoso Masitto pesca Marzocchella che mette fuori di poco. Sandonà più intraprendente al 20’ con la punizione di Masitto per la testa di Marzocchella che mette di un soffio sopra la traversa. Al 32’ si rivede la Sanvitese con la conclusione dalla distanza di Campagnolo che sorvola l’incrocio dei pali. Il vantaggio degli ospiti un minuto dopo è firmato dal bomber Nadarevic che, solo in area, si beve Striatto e deposita in rete con un diagonale. Il Sandonà pareggia i conti allo scadere. Assist di Masitto per Capecchi che con un pallonetto batte Zanier. Nella ripresa la punizione al 5’ di Mazzeo costringe Striatto a distendersi. Sandonà più reattivo al 20’ con il tiro-cross di Biondo che Zanier para accartocciandosi. Inizia il pressing della Sanvitese con azioni in rapida successione: alla mezz’ora punizione di Mazzeo, al 33’ Modolo di testa, al 35’ insistono Bovo e Mazzeo. La Sanvitese raddoppia al 38’, conclusione di Mazzeo che Striatto para in tuffo, sulla respinta Bovo con un diagonale pesca il neoentrato Caurio che trafigge l’estremo biancoceleste. Al 44’ occasionissima per il Sandonà: Capecchi mette al centro per Marzocchella che sotto porta alza a campanile. (Davide De Bortoli)
«Hanno segnato due gol con il minimo sforzo»
Volpi non cerca alibi per la nuova sconfitta: «Serve un esame di coscienza»
Ottava sconfitta per il Sandonà che si trova ora a cinque lunghezze dalla zona per evitare i playout. Un risultato negativo nella prima delle cinque gare utili ai biancocelesti per risalire la china e conquistare la salvezza senza passare per i playout. I ragazzi di Volpi contro la Sanvitese hanno messo in campo cuore e corsa ma ancora una volta non hanno conquistato i tre punti. In molti dalle tribune hanno protestato per i sei "fuori gioco" segnalati dal guardialinee Federico Di Capua, che di fatto hanno precluso lo sviluppo di parecchie azioni offensive. Ma l’allenatore Tommaso Volpi non vuol sentire parlare di alibi. "Non mi attacco mai al guardialinee o l’arbitro - commenta Volpi - dobbiamo farci un esame di coscienza e basta. Sapevano che dovevamo essere più attenti alle loro ripartenze, sapevamo di affrontare avversari particolari su queste azioni. Invece nei due i gol ci siamo fatti trovare molto impreparati. Per questo dico che dobbiamo farci un esame di coscienza. I guardialinee o gli arbitri possono dirigere bene o male ma non possiamo dire che possano aver condizionato la gara". Il Sandonà gioca bene nel primo tempo riuscendo a riportarsi in partita con il pareggio, nella seconda frazione però quando i pordenonesi decidono di affondare riescono a passare subito. "Loro con il minimo sforzo hanno fatto due gol portando via la partita - continua il mister - il Sandonà non ha demeritato sotto il profilo dell’impegno. Nel primo tempo abbiamo fatto la nostra gara. Purtroppo abbiamo anche dovuto rinunciare a cinque giocatori dotati di un certa esperienza. Cinque sono tanti per noi, in panchina c’erano tutti ragazzi di classe ‘89 o ’90. Logicamente un giocatore può mancare ma se ne mancano cinque questo diventa un problema. Rao e Bagarollo non erano in campo a causa della squalifica, Danieli e Santagata erano entrambi infortunati, anche Ekwalla è ancora interessato dall’ infortunio, un giocatore che in questo momento può dare parecchio peso a centrocampo. Se nel nostro organico mancano cinque giocatori è finita. Anche per questo - continua il tecnico- ci siamo fatti trovare impreparati. Ai ragazzi ho detto tre volte di prestare attenzione al loro contropiede, mentre alla fine ci siamo fatti trovare scoperti". Volpi analizza in particolare l’ultimo gol subito. "Il portiere ha ribattuto la palla, eravamo sei contro tre e quando prendi gol è normale che qualcuno sbaglia. Ma dobbiamo essere attenti a non commette neanche il minino errore. Abbiamo avuto un’ occasione a cinque minuti dalla fine, una palla servita sulla linea di porta che abbiamo buttato in alto. Anche loro erano impreparati, solo dovevamo essere preparati noi in quell’occasione a metterla dentro". (Davide De Bortoli)
PLAYOUT VICINI
Sanvitese cinica Sandonà s'arrende
Incerto Striatto e troppi svarioni in difesa hanno dato il via libera ai friulani passati in vantaggio con Nadarevic, pareggio di Capecchi Cacurio castiga i biancocelesti
SAN DONA’. Il Sandonà perde il primo dei cinque spareggi salvezza che il calendario gli ha riservato da qui alla fine della stagione. I biancocelesti si sono dovuti arrendere 1-2 alla Sanvitese. E per i ragazzi di Volpi si tratta dell’ottava sconfitta consecutiva: negli ultimi vent’anni di storia sandonatese non si ricorda una serie negativa così lunga. Ora i playout sembrano sempre più vicini. Ancora una volta, però, il Sandonà esce dal campo con la convinzione che avrebbe meritato di conquistare almeno un punto. I tifosi sandonatesi se la prendono - a buon ragione - con i fuorigioco assai dubbi sbandierati dal guardalinee. Ma non sono certo questi ultimi ad aver fatto la differenza. Quanto il fatto che la Sanvitese ha saputo concretizzare le poche occasioni avute, mentre il Sandonà continua a faticare per trovare la via del gol. E in difesa non è immune da colpe, come in occasione della seconda rete della Sanvitese, quando tre giocatori friulani si sono trovati da soli di fronte a Striatto. Ai biancocelesti resta l’alibi delle assenze: ieri mancavano entrambi i difensori centrali di ruolo, Rao e Bagarollo. Ma anche Ekwalla, Danieli e Santagata. La prima occasione è della Sanvitese, all’8’: corner dalla sinistra, in area Mazzeo si esibisce in una mezza girata al volo, Striatto abbranca in presa. Il Sandonà si rende pericoloso, al 12’, sugli sviluppi di un lancio lungo in profondità, che Masitto prolunga per Marzocchella, il cui rasoterra da buona posizione finisce a lato. 20’: Masitto batte una punizione dal limite, in area Marzocchella spizzica di testa, la palla sorvola di poco la traversa. Lo stesso Masitto, al 25’, si esibisce in una splendida punizione «tesa» dalla distanza, che dà l’illusione del gol, ma si spegne a fil di palo. Al 32’ ci prova la Sanvitese con una conclusione dai 25 metri di Campagnolo, che sorvola l’incrocio di pali. E’ il preludio al vantaggio dei friulani, che arriva al 33’: assist in profondità per Nadarevic, che aggira l’incerto Striatto e deposita in rete con un diagonale sul secondo palo. Allo scadere il Sandonà trova il pari: Masitto raccoglie un pallone al limite dell’area di rigore e mette in mezzo per Capecchi, che di piatto insacca con un pallonetto. La ripresa si apre al 5’ con una punizione dal limite di Mazzeo, che costringe Striatto alla deviazione in tuffo. E’ il Sandonà a esercitare un maggior possesso palla, ma di pericoli veri ce ne sono pochi. Così bisogna attendere il 20’ per assistere a un bell’affondo di Biondo, che s’invola e fa partire un tiro-cross, che costringe Zanier alla parata in due tempi. Intorno alla mezz’ora la Sanvitese alza il ritmo e quasi subito trova il gol partita. Al 35’ è Nadarevic a servire un bell’assist di sinistro per Bovo, che conclude di controbalzo, Striatto para. Lo stesso Striatto salva pochi istanti dopo su Mazzeo lanciato a rete. La difesa del Sandonà però capitola al 38’: tiro di Campagnolo che costringe Striatto alla respinta a terra, dormita generale della retroguardia, sulla ribattuta Bovo mette in mezzo per Cacurio che insacca. Al 45’ il Sandonà spreca il pari: corner basso di Capecchi, Marzocchella devia alto da pochi passi. (Giovanni Monforte)
GLI SPOGLIATOI
Volpi: «Avevamo 5 giocatori out»
SAN DONA’. «Abbiamo giocato la nostra partita, purtroppo in questo periodo al minimo errore veniamo condannati». L’allenatore del Sandonà, Tommaso Volpi, prova ad analizzare l’ottava sconfitta di fila della sua squadra. «E’ emblematico il fatto che noi, all’ultimo minuto, abbiamo messo alto sulla linea di porta, mentre la Sanvitese con il minimo sforzo ha fatto due reti e ha vinto la partita - commenta Volpi - Ma il Sandonà non ha demeritato sotto l’aspetto dell’impegno. Purtroppo in questo momento ci va tutto male. Abbiamo anche cinque atleti fuori: un giocatore si può sostituire, ma quando ne mancano cinque contemporaneamente sono davvero problemi. Oggi avevamo una panchina tutta di ragazzini». Il tecnico biancoceleste non cerca alibi nella direzione arbitrale. «Non mi metto a giudicare il guardalinee - conclude Volpi - Dobbiamo solo fare un esame di coscienza. Ai miei giocatori avevo detto che dovevamo stare attenti a non prendere contropiedi, perché la Sanvitese è brava nelle ripartenze. E, invece, sui due gol ci siamo fatti trovare molto impreparati. Dobbiamo cercare di trovare una vittoria per il morale». (g. mon.)
Con questo successo Zanier e compagni si allontanano ulteriormente dalla zona calda e possono prepararsi a festeggiare
Sanvitese, tre punti che sanno di salvezza
SAN DONA’. Una vittoria che sa di salvezza. La Sanvitese conquista sul campo del San Donà tre punti decisivi: con il bottino il gruppo di Fonti può (quasi) festeggiare la permanenza in categoria. A quattro giornate dal termine, infatti, Zanier e compagni si allontanano ulteriormente dalla zona pericolosa. Serve un gol di Cacurio (subentrato a Cester nella ripresa) a regalare la gioia al gruppo della Sanvitese. La prima occasione da rete per gli ospiti arriva all’8’: angolo dalla sinistra, Mazzeo si esibisce in una mezza girata al volo, Striatto abbranca in presa. Dalla parte opposta il San Donà si rende pericoloso al 12’ sugli sviluppi di un lancio lungo in profondità, che Masitto prolunga per Marzocchella, il cui rasoterra da buona posizione finisce però a lato. Ancora, al 20’: Masitto batte una punizione dal vertice sinistro dell'area di rigore, in area Marzocchella spizzica di testa, la palla sorvola di poco la traversa. Lo stesso Masitto, al 25’, si esibisce in una splendida punizione, una rasoiata dalla distanza, che dà l’illusione del gol ai tifosi sandonatesi, ma si spegne a fil di palo. Al 32’ ci prova la Sanvitese con una conclusione dai venticinque metri di Campagnolo, che sorvola l'incrocio di pali. È il preludio al vantaggio dei friulani, che arriva al 33’: assist in profondità per Nadarevic che, non marcato dai difensori sandonatesi, aggira l’incerto Striatto e deposita in rete con un diagonale sul secondo palo. La reazione del Sandonà stenta ad arrivare. Ma proprio allo scadere i biancocelesti trovano il pari, con Masitto che raccoglie un pallone al limite dell’area di rigore e mette in mezzo per Capecchi, che di piatto insacca con un pallonetto. La ripresa si apre al 5’ con una punizione dal limite di Mazzeo, che costringe Striatto alla deviazione in tuffo in angolo. È il Sandonà a esercitare un maggior possesso palla, ma di pericoli veri ce ne sono pochi: solo molto agonismo e tanti batti e ribatti. Così bisogna attendere il 20’ per assistere a un bell’affondo di Biondo, che ruba palla a metà campo, s’invola e fa partire un tiro-cross, che costringe Zanier alla parata in due tempi. 33’: corner per la Sanvitese, in area Modolo ha tutto il tempo di girare di testa a colpo sicuro, Striatto però fa buona guardia. Al 35' è Nadarevic a servire un bell’assist di sinistro per Bovo, che dal limite fa partire una conclusione di controbalzo, Striatto para. Lo stesso Striatto salva pochi istanti dopo su Mazzeo lanciato a rete. La difesa del Sandonà però capitola al 38’: conclusione di Campagnolo che costringe Striatto alla respinta a terra, dormita generale della retroguardia biancoceleste, sulla ribattuta Bovo mette così in mezzo per Cacurio che insacca. Il Sandonà prova a reagire, al 45’, con un corner basso di Capecchi, con Marzocchella che da pochi passi manda altissimo.
Trentesima Giornata
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Belluno - Eurotezze |
2-0 |
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Bolzano - Chioggia S. |
1-0 |
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Montecchio M. - Montebelluna |
0-1 |
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Pordenone - Sagittaria Julia |
1-1 |
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Sandonà 1922 - Sanvitese |
1-2 |
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Somma - Sacilese |
1-2 |
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Tamai - Trento |
0-0 |
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Union Quinto - Domegliara |
1-1 |
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Virtus Vecomp - Città di Jesolo |
1-1 |
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Classifica: Sacilese p.61; Eurotezze p.58; Domegliara, Union Quinto p.55; Chioggia S. p.51; Pordenone p.45; Tamai, Belluno° p.41; Sanvitese p.40; Virtus Vecomp p.38; Città di Jesolo p.34; Trento p.33; Montebelluna, Sagittaria Julia p.32; Somma p.29; Sandonà 1922 p.28; Montecchio M. p.24; Bolzano p.21. (*) 1 punto di penalizzazione |
SANDONA' 1922 - SANVITESE 1 - 2 (1-1)
RETI: 33’ Nadarevic (Sanv), 45’ Capecchi (SD), 83’ Cacurio (Sanv)
SANDONA' 1922: Striatto 6.5, Folin 5, Rosolen 5.5, Biondo 6, Perissinotto 5.5, Cibin 5.5, Mangano 5 (46' Lorecchio 5.5), Capecchi 6, Masitto 6, Marzocchella 5.5, Bianco 5 (70' De Rosa 5.5). All. Volpi
SANVITESE: Zanier 6, Pavan 6.5, Rossi 6, Modolo 6, Bivi 6, Bartoli 6.5 (88' Andreetta sv), Cester 6 (69' Cacurio 6), Bovo 6, Mazzeo 6.5, Campagnolo 6.5, Nadarevic 6.5 (84' Tartalo sv). All. Fonti
ARBITRO: Pieralisi di Jesi 6
NOTE: Ammoniti Marzocchella, Folin (SD), Bartoli (Sanv). Angoli: nd. Spettatori: 300
La premiata ditta Masiero & Petrollini ormai non conosce limiti di sorta e sfonda, o meglio, sprofonda nella storia del calcio sandonatese cogliendo lo storico filotto di otto sconfitte consecutive in campionato, se la memoria non m'inganna a sette eravamo arrivati nella stagione della sparizione "professionistica", abbiam saputo far meglio in questa versione "dilettantistica" sperando sempre che quest'infausto aggancio storico non si compia nella sua interezza. Se del domani non c'è certezza vediam di parlar dell'oggi che ha ancora una volta visto la squadra biancoceleste perdere tra le mura amiche, dove i tifosi sandonatesi che venga neve, splenda il sole, diluvi o semplicemente piova ormai non raccolgon che amarezze. Oggi è piovuto a tratti ma ancora una volta non s'è mossa d'un passo la nostra classifica e fortuna vuole che almeno alle nostre spalle la situazione sia rimasta immutata e quell'angusto penultimo posto è ancora a distanza di sicurezza, quattro punti che ci consentono di non sprofondar nel panico, ma sino a quando? Un girone di ritorno così non ricordo di averlo mai vissuto, con la miseria di sette punti in diciasette gare, praticamente oggi abbiam chiuso il cerchio di una crisi che ancor non conosce orizzonte. Da quel bel primo tempo giocato a San Vito sino a tutt'oggi che con la Sanvitese abbiam nuovamente giocato tutto sembra svanito, ogni certezza, ogni capacità è stata dilapidata. E dire che la squadra ancor si impegna al massimo, ma vi son delle volte che il solo impegno non basta, la realtà è che non sappiam più segnare, l'attacco è assolutamente divenuto inguardabile tanto da rimpiangere persino Morelli che di suo non era poi il massimo. Eppure là in avanti continuamo a non aver un attaccante di ruolo capace di far da punto di riferimento. I ripieghi dei vari mercatini di riparazione inguardabili, Masitto ormai è un trequartista abilissimo nel suggerire, Marzocchella invece ancor non capiamo bene qual sia il suo ruolo, ma attaccante sicuramente no, con un Santagata poi continuamente infortunato. Non vediam la porta, non riusciam a segnare e di conseguenza non riusciremo mai a vincere specie se poi si prendon reti con una tal facilità che divengon quasi impossibili da recuperare. E' una squadra che non lievita, molle pasta a cui evidentemente manca qualche ingrediente, insipida che ben si accompagna con la situazione azimata e di penitenza di quest'annata, senza arte nè fondi ma con delle belle ed indigeste cuote. Problemi di formazione per i biancocelesti che anche in questa giornata dovevan fare a meno di Rao e Bagarollo per squalifica, di Santagata ed Ekwalla per infortunio, di Danieli per influenza, di Trevisiol impiegato solo con la Juniores e via cantando, soliti inciampi di una stagione un pò così. In porta Striatto, difesa a quattro con Rosolen, Folin, Perissinotto, Cibin, a centrocampo Capecchi, Mangano, Biondo e Bianco, in avanti Marzocchella e Masitto. Squalificato Di Prisco mister Fonti ha schierato Zanier in porta, difesa a quattro con Pavan, Rossi, Modolo e Bivi, a centrocampo Bartoli, Cester, Bovo, Campagnolo, in attacco Mazzeo e Nadarevic. Gara giocata su un campo scivoloso per la pioggia caduta nel primo pomeriggio e che nel corso della gara è andata ad intermittenza per poi farsi insistente nella parte finale. Gara che vede subito una Sanvitese ben organizzata e che cerca di governare il gioco, è di Mazzeo la prima conclusione, ma Striatto fa buona guardia. Cerca gli spazi il Sandonà con Masitto in versione suggeritore per Marzocchella che non inquadra la porta, così come poco dopo qando cerca la deviazione di testa su di una punizione sempre di Masitto. E' l'esperto giocatore biancoceleste a non trovar la porta su punizione al 25' quando il suo tiro aggira la barriera ma termina di poco a lato alla sinistra di Zanier. Più incisiva la Sanvitese nella seconda parte della frazione, con Campagnolo che dalla distanza sfiora l'incrocio dei pali alla sinistra di Striatto. E' il preludio al gol che viene su di una ripartenza a centrocampo, con Nadarevic lanciato in profondita che entra in area decentrato sulla sinistra, esce Striatto che viene superato dall'avanti biancorosso bravo nell'indirizzare di piatto da posizione molto angolata un pallone che s'insacca in rete di giustezza. Vantaggio che raggela i biancocelesti che ancora una volta si son fatti infilare in modo troppo facile mettendo ancor di più in salita una gara assolutamente da vincere. Cerca con la forza di volontà il Sandonà il pareggio che arriva grazie ad un'intuizione di Masitto che libera in area Capecchi il cui pallonetto supera Zanier rimettendo in equillibrio la gara giusto prima del riposo. Nel secondo tempo il Sandonà inserisce Lorecchio che rileva sin da subito un evanescente Mangano. E' comunque la Sanvitese con Mazzeo ad impegnare su punizione Striatto in apertura con il portiere che sventa in tuffo. Cerca le fasce la squadra biancoceleste che sulla sinistra trova qualche buono spunto, ma tanti sono anche i fuorigioco segnalati che innervosiscono un pò la squadra sandonatese, che di suo fatica non poco ad arrivare dalle parti di Zanier. Solito vecchio problema, con troppi giocatori poco propensi nel cercar la porta. Buona un'incursione sulla destra di Biondo al 65' che però non trova compagni sul primo palo con Zanier che sbroglia bene la matassa. E' poi un corner di Bianco a metter i brividi in area biancorossa con Capecchi sul primo palo che prolunga di testa ed un pallone che attraversa l'intera porta senza che nessuno abbia la capacità d'insaccare, sembra quasi di veder la stagione biancoceleste. La ricerca della rete inevitabilmente scopre le retrovie sandonatesi che rischiano alla mezzora su un'incursione di Nadarevic che mette nelle condizioni Bovo di batter a rete, ma bravo è Striatto a respingere. E' ancora il portiere sandonatese poco dopo ad uscire bene sui piedi di Mazzeo lanciato a rete, segnali sempre più forti di un cedimento che subito tracima, con una difesa che si fa trovar completamente impreparata all'83' quando su un tiro di Campagnolo respinto da Striatto tre giocatori biancorossi hanno solo l'imbarazzo della scelta su chi dovesse insaccar il pallone, tocca a Cacurio portare a casa questa vittoria che per la Sanvitese potrebbe anche significar salvezza visto che i quaranta punti son già un veder il traguardo. Niente da fare nei restanti minuti, l'ennesima mazzata finale taglia le gambe e le speranze ad un Sandonà che incassa così l'ottava sconfitta consecutiva, che non si pianga per l'arbitro, il segnalinee, le assenze o quant'altro sarebbero solo tàconi per coprir colpe ben più grandi. Chi si crogiolava dei risultati dell'andata, chi si fregava le mani al pensiero del mercato futuro, è meglio che inizi a scalar la montagna dei suoi errori e poi da lassù trovi una soluzione che dia un futuro al Sandonà e un tracciato alla sua via di casa, ma dubitiam che lo sappia fare, qui non vi è un ambiente che aspetta il fallimento del Sandonà, lo stesso è già nei numeri del bilancio come del campo. Malgrado la pioggia oggi la Sud era tutta schierata in Curva a tifar Sandonà, a gridare ancora una volta forte quel che con onore ed orgoglio ha sempre fatto in tutti questi anni sui campi di mezza Italia, nonostante un campionato ancor peggiore di quello dello scorso anno, di una serie infinita di delusioni, dell'assoluta impresentabilità societaria delle ultime annate. Mentre vi era chi trotterellava in lungo ed in largo della tribuna prendendosela con un segnalinee quasi in una danza surreale che vedeva muoversi ritmicamente segnalinee carabinieri e contestatori, la Sud ha continuato imperterrita a tifare ed è questo che nel nostro piccolo siamo tutti orgogliosi di aver fatto in quest'annata dal verso contrario, malgrando i risultati, malgrado le asprezze ultime vi è ancora una cosa in cui credere, la nostra Maglia, finchè infamia non ci separi ma in questo caso ci sarebbero altri conti da fare.
Dal Caimani's News Anno 13 Nr. 31 (276)
Onore e gloria nell'era dei mercanti
L'aria stagnante di questi giorni di festa la dice lunga sulla qualità della vita attorno al lago biancoceleste divenuto stagno. Impenetrabile è oramai la sua superfice tendente al melmoso, tanto che per sette volte il sasso è rimbalzato imperterrito senza mutar la sua corsa. I cerchi concentrici che ne son scaturiti son stati di una qualità così bassa che ben si spiega con la decrescente importanza che ormai ha la compagine biancoceleste in classifica. Sette sconfitte consecutive sono un magro record che pochi han la capacità di raggiungere, pochi hanno l'ambizione di emulare, ma che son la cruda realtà dei numeri che testimonia il vero fallimento del progetto Sandonà di quest'anno. Si ha poco da starnazzar all'interno dello stagno che nessun voglia portar dell'acqua fresca, dove vi è fango vi posson esser sabbie mobili e solo un pazzo potrebbe avventurarvisi fidandosi di voci che non si sa ben da dove vengano, di padroni che se ne stanno nell'ombra, di quote che son divenute una barzelletta per incantar i creditori. Parole, parole, parole viviam nelle parole da due anni, con esse abbiam dovuto spesso confrontarci e talvolta abbiam cercato pure di guardarne il lato buono, quello che avremmo voluto che esse significassero. Ma guardando in un sol senso non sempre si ha la giusta prospettiva delle cose e si arriva sempre ad un punto che a queste bisogna ribellarsi perchè anche la nenia più suadente ha sempre una sua incrinatura ed è in mezzo a questa che or ci siamo infilati. Stiam allargando la crepa, stiam combattendo contro Matrix e tutto il suo cumulo di frottole. Come a dire che di questa società non ci fidiam più, delle sue versioni ultime del racconto, di come sono andate e stanno andando le cose. Nel nostro personale mercato, le balle son divenute troppo care e in periodi di crisi anche i venditori devon capire che non devon prendere troppo per il naso il cuor tifoso. La sorte a volte è beffarda dato che dopo cumuli e cumuli di scelleratezze ancor una volta siam difronte alla stessa avversaria di sempre, a quella Sanvitese che ci annichilì nello spareggio dello scorso anno e che nella gara di andata diede il primo colpo di piccone ad un Sandonà che poi si rivelò dalle fondamenta di cartone. Cinque gare alla fine, non ci è permesso continuar a perdere, ed è curioso che arrivati sino a qua non un commento sia stato rivolto alla squadra che di limiti ne ha tanti ma che pur con quei limiti ha dimostrato all'andata di poter competere al meglio per la salvezza, anche nel loro caso il limite più grande è stato quello di credere in ciò che ti volevan far vedere. A loro e solo a loro ora chiediam che credan nella Maglia, l'unica in fondo che abbia ancor un qualche valore in questo Sandonà decadente e che sembra destinato ad incamminarsi in quello stesso sentiero dove in tempi passati s'era perduto, come e peggio di prima, ma tutto da quel lontano 1994 ha meritato di esser vissuto. Cinque gare alla fine, cinque campi dove cercar battaglia, dove dimostrare che l'onore e l'orgoglio della Sud non son venuti meno, nemmeno nell'era dei mercanti.
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