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Il piccolo mondo della Curva Sud costituito da I Caimani del Piave e dalla New Generation, quattordici anni gli uni dodici gli altri, ma uniti da una consolidata Amicizia, dall'Amore verso i colori biancocelesti e sopratutto dal profondo divertimento che ci dà il tifare Sandonà . Una Fede, Un Mito, Un Amore Infinito |
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Rai Report
Sandonà, gli allenamenti radoppiano
Perissinotto: «Facciamo fatica a segnare»
È tornato ad allenarsi il Sandonà. Dopo la pausa natalizia i biancocelesti alla corte di Tommaso Volpi hanno avviato la preparazione dalla sera del 26 in vista dell’incontro dalla prossima domenica 4 contro i cugini del Città di Jesolo. Fino al 31 doppia sessione di allenamento, con l’interruzione solo il primo gennaio 2009 in cui il ritrovo al centro sportivo Davanzo è fissato per le 15. A fare il punto della situazione è il difensore Riccardo Perissinotto, migliore in campo nell’ultima gara casalinga contro il Trento conclusasi con un pareggio a reti inviolate. Un giocatore che difende, che lancia, che finta, che scatta, autentico faro per la difesa del Sandonà che non rinuncia a qualche incursione a sostegno dei compagni del reparto avanzato. Secondo Perissinotto il suo Sandonà a quota 22 punti occupa una buona posizione (l’ottava) in classifica. «È una posizione migliore delle aspettative di inizio stagione - commenta il giocatore -. Nessuno si sarebbe aspettato un campionato così. L’obiettivo resta salvarci il più presto possibile. Un risultato ottenuto grazie al fatto che siamo un bel collettivo. Nel gruppo sta la nostra forza, non disponiamo di singoli fortissimi, ma abbiamo tanta fame di punti e non manca la voglia di riscattarsi dalla retrocessione dello scorso anno. I miei obiettivi personali sono continuare a giocare bene come ho fatto finora e magari migliorare». Nella gara a Jesolo a pesare saranno le assenze di Bagarollo e Rao, entrambi già in diffida che salteranno la partita, per il tecnico Volpi sarà necessario reinventarsi la coppia di centrali difensivi. «È molto probabile - conferma Perissonotto - che domenica mi vedrete giocare in posizione centrale». Altro neo del Sandonà nelle ultime gare è il reparto avanzato che non riesce a segnare. «Facciamo fatica - continua il forte difensore - questo purtroppo è un momento no per gli attaccanti, un periodo che non va, non gira. Non riesco a capire il motivo ma non riusciamo a buttarla dentro». Anche se secondo il giovane anche il bilancio delle prestazioni dell’attacco biancoceleste resta comunque positivo. «Nell’ultima gara il terreno di gioco era pesantissimo per noi e per gli avversari. Ma almeno noi abbiamo provato a giocare la palla, loro un po’ meno e per questo sono stati sicuramente più agevolati, hanno cercato di difendersi e basta mentre noi abbiamo continuato ad attaccare ed è stata dura, molto dura». (Davide De Bortoli)
Sandonà, tanta fame di gol da 322’ Santagata: «Al Picchi ce la faremo»
SAN DONA’. A Jesolo per tornare a segnare. Gli attaccanti del Sandonà sono reduci da un dicembre «magro»: i biancocelesti non fanno gol da 322 minuti. Quale migliore occasione per sbloccarsi del derby contro il Città di Jesolo, che si giocherà domenica prossima al Picchi? «Purtroppo sono tre partite che non riusciamo a segnare - commenta l’ attaccante Michele Santagata - durante la settimana sudiamo molto, in partita creiamo tante occasioni, purtroppo non riusciamo a insaccare. Non ci siamo riusciti neppure contro il Trento, forse anche per le difficoltà del campo. Mi sembra però che abbiamo dimostrato di giocare abbastanza bene, contro una squadra difficile da affrontare. Ma dobbiamo lavorare ancora tanto». Della sterilità in attacco del Sandonà sono possibili molte chiavi di lettura: un pizzico di sfortuna (il salvataggio sulla linea su tiro di Santagata al 95’ di Montebelluna-Sandonà, ad esempio), la mancanza di freddezza degli attaccanti davanti alla porta, poca velocità in zona gol. «E’ un po’ una somma di tutti questi fattori - prosegue Santagata - sicuramente abbiamo bisogno di un pò più di lucidità sottoporta, serve maggior cattiveria. In allenamento stiamo lavorando molto su questo aspetto: cross, tiri da fuori». Finora, in sedici partite, Santagata ha segnato due reti, entrambe contro il Domegliara. «Per il Sandonà direi che le cose stanno andando bene. Siamo in una tranquilla metà classifica. Forse avremmo potuto fare anche qualcosa in più: abbiamo seminato tanto, ma raccolto un po’ meno. Magari la sfortuna subita in qualche partita d’andata ci verrà ripagata nel ritorno. A livello personale, ho fatto pochi gol, solo due. Ma all’inizio giocavo poco. Adesso sto trovando la forma giusta, l’intesa con i compagni in attacco è buona. Ci troviamo bene sia in campo che fuori, ora dobbiamo sbloccarci». Magari proprio domenica, alla ripresa del campionato, a Jesolo. Santagata regalerà un’altra doppietta? «Ci proviamo. E’ una gara che sento particolarmente, essendo io uno jesolano doc - conclude Michele Santagata - Già l’anno scorso non vedevo l’ora che arrivasse questo match, poi per vari motivi ho lasciato il Sandonà e non ho potuto giocarlo. E’ una partita importante per la squadra, ma pure per me. Ci terrei molto a segnare, anche per togliermi qualche sassolino dalla scarpa». (Giovanni Monforte)
Ed or dopo queste news è tempo di andare, ma prima di viaggiare sarà meglio andar a sognare un pò tra due dolci guanciali. A voi tutti che vi apprestate a festeggiare la fine di quest'anno bisesto sperando nei migliori auspici di quello nuovo, Buon Anno, oggi tutti a festeggiare ma domenica prossima tutti a tifare a Jesolo quando la Sud da ogni dove ha festeggiato correrà sciarpa in mano a tifar Sandonà.......(chiusa la valigia, Erste ora penserà per un pò, ma solo per un pò, alla sua fine anno a Genova)

Destinazione Genova per Erste in questa fine anno, ma non per seguir la scia di penne e piume solo un giusto staccar la spina prima d'infilarmi nella parte discendente del campionato. Nel frattempo tutti si segnino sull'agenda del nuovo anno....4 gennaio 2009 Curva Sud on the road(ina) si và a Jesolo, si và al Picchi, Nessun Manchi!!!
Volpi soddisfatto del cammino del suo Sandonà:
«Ma dobbiamo continuare a pensare alla salvezza»
«Dobbiamo continuare a pensare alla salvezza». Con 22 punti e l’ottavo posto dal vertice della classifica l’allenatore Tommaso Volpi traccia un bilancio positivo della stagione del Sandonà. «Abbiamo portato la squadra a un turno dal giro di boa - continua il tecnico - abbiamo fatto tanto se pensiamo da dove siamo partiti e con tutte le problematiche che avevamo». Unica nota stonata per la rosa biancoceleste in vista dell’incontro del 4 gennaio a Jesolo saranno le assenze di Bagarollo e Rao, entrambi già in diffida e perciò salteranno la prossima gara.
Contro lo Jesolo per Volpi sarà necessario reinventarsi la coppia di centrali difensivi. «Anche questa non è una novità – taglia corto il mister - in ogni partita devo sempre inventarmi qualcosa di nuovo».
Contro il Trento debutto dal primo minuto tra i pali del giovane portiere Riccardo Trevisiol, classe ‘89, cresciuto nelle giovanili del Sandonà. Sicuro come un veterano, tranquillo, risoluto, più volte chiamato in causa dagli attaccanti avversari il giovane è stato autore di un’ottima prestazione. «Nella gara ho fatto la mia parte - ha detto Trevisiol – come nella precedente partita in cui sono entrato per 15 minuti per sostituire Chiaverini. Tengo molto al fatto che si tratta di un esordio in casa, solo due anni fa venivo a vedere il Sandonà ed ero in curva a cantare con gli ultrà. Lo scorso anno ero già con i biancocelesti ma non ho mai giocato. Di questa opportunità devo ringraziare soprattutto il mister Maurizio Valeri che mi ha permesso di fare il salto di qualità ed Alessio Chiaverini, uno dei migliori portieri della serie D. Con tutti i compagni c’è un’ottima intesa, sono più esperti e mi aiutano, in particolare il difensore Giuseppe Rao. Tra le mie caratteristiche la predisposizione per le palle alte, per il resto sono uno abbastanza statico, devo ancora imparare tantissimo e devo lavorare molto sulle mentalità. Ho giocato solo in due partite, devo fare ancora tanta esperienza. Tra i professionisti di riferimento ammiro Marchetti del Cagliari, è uscito dalla serie cadetta, ora è in serie A e soprattutto è italiano». (Davide De Bortoli)
«Vendere lo stadio? Prima quello nuovo»
Tifosi a difesa dello «Zanutto». La società: «Il Comune poteva informarci»
SAN DONA’. «Prima di pensare alla cessione dello Zanutto va costruito il nuovo stadio». La notizia che il Comune ha deciso di inserire l’impianto sportivo di via Pralungo nella lista degli immobili che potrebbe mettere in vendita, com’era prevedibile, ha creato subbuglio tra gli sportivi sandonatesi. C’è chi non vuole neppure prendere in considerazione l’ipotesi di privarsi del glorioso «Zanutto» e si dice pronto a fare le barricate, come quando circolarono le prime voci di possibile dismissione dello stadio culla del calcio sandonatese. Stavolta, però, la maggior parte dei tifosi sembra possibilista sull’accettare il sacrificio dello «Zanutto» (che peraltro ha ormai costi di gestione enormi, visto che nel 2009 compirà ottant’anni), purché però sia pronto prima uno stadio alternativo - da più parti si ipotizza una ristrutturazione del «Davanzo» di via Pertini - e che il Comune imponga a chi beneficerà dell’operazione di farsi carico anche di finanziare il Sandonà Calcio. «In questo famoso piano - è l’interrogativo sul blog in internet dei tifosi - è previsto un nuovo stadio oppure è solo una colossale speculazione edilizia ai danni dello sport?». Anche la dirigenza del Sandonà Calcio lo ha appresso dai giornali senza essere preventivamente informata. «Siamo rimasti un po’ sorpresi - commenta il direttore generale, Gianni Petrollini - Sapevamo che in tempi non sospetti si era parlato di questa ipotesi, ma a noi non è mai giunta alcuna comunicazione. Con l’ Amministrazione abbiamo sempre avuto un rapporto molto buono, speriamo che ci mettano al corrente delle loro previsioni. Dopo le Festività, vedremo di incontrarci anche per chiarire i tempi tecnici della questione. A noi interessa che l’attività calcistica vada avanti, soprattutto per il settore giovanile che necessita di più spazi. Prima che si smantelli lo Zanutto, chiediamo che ci sia messa a disposizione una struttura per giocare. Non vorremmo che si ripetesse quanto accaduto a Concordia. E ci auguriamo - conclude Petrollini - che chi si prenderà lo stadio, si prenda in dote anche il Sandonà». (Giovanni Monforte)
Pordenone e Sandonà costrette ad accontentarsi
Sandonà e Trento si spartiscono il bottino a reti inviolate. Una gara nel primo tempo spezzettata, confusa, difficile da decifrare, ricca di errori su entrambi i fronti, aggravati da un terreno pesante. La manovra dei sandonatesi è lenta, mentre il Trento si affida a contropiedi veloci, spesso supportati da lanci lunghi sulla fascia sinistra, a cercare La Canna. Nella seconda frazione il Sandonà ingessa la manovra dei trentini e mette il turbo, nell’incontro confeziona quattro palle gol senza mai trovare il guizzo decisivo. Avvio equilibrato con le formazioni che si affrontano a viso aperto. Al 4’ primo tentativo dei gialloblu con la conclusione che termina di poco a lato di La Canna. Un minuto dopo occasionissima per il Sandonà. Vitti nella propria area perde l’equilibrio, Mangano si impossessa della sfera ma a distanza ravvicinata si fa ipnotizzare da Deromedi che gli chiude lo specchio della porta. Trento in avanti al 19’, punizione da 25 metri di Meligeni che aggira la barriera ma Trevisiol para distendendosi. I biancocelesti si addormentano e i gialloblu prendono in mano le redini del gioco. Al 28’ altro spunto del Sandonà. Masitto lancia in profondità Mangano che sull’uscita scomposta di Deromedi crossa rasoterra, la palla attraversa lo specchio della porta senza trovare la deviazione decisiva. Trentini pericolosi al 40’, mischia in area, palla sul sinistro di La Vecchia, ma l’estremo biancoceleste respinge con i piedi. Sugli sviluppi del primo corner il Sandonà si accende, mette il Trento alle corde, cingendo d’assedio la porta gialloblu. Prima Masitto costringe Deromedi agli straordinari respingendo di testa, poi Mangano mette fuori di un soffio. Al 43’ padroni di casa vicinissimi al vantaggio. Masitto con un assist pesca Capecchi che da posizione centrale scivola mettendo fuori. Nella ripresa i gialloblu riprendono l’iniziativa con la punizione insidiosa dalla trequarti di La Vecchia per la testa di Caciotti, che mette fuori di un nulla. Il Trento insiste all’8: da centrocampo Meligeni pesca Bez in fuorigioco non rilevato dalla direzione arbitrale, il suo tiro a distanza ravvicinata è respinto da Trevisiol. Cresce il Sandonà, Volpi mette dentro prima Marzocchella, poi Basso facendo arretrate Cibin. Al 17’ punizione da 20 metri battuta da Capecchi da posizione centrale con la palla fuori di un soffio all’incrocio dei pali. Cresce il nervosismo in campo e il Sandonà schiaccia il Trento guadagnando metri su metri. Altra azione gol per il Sandonà al 25’, assist filtrante di Masitto per la sovrapposizione di Mangano che mette al centro ma né Capecchi né Marzocchella agganciano la sfera quel tanto che serve per metterla dentro. Al 27’ il Sandonà protesta per un penalty negato dovuto all’atterramento in area di Masitto. Al 38’ biancocelesti in dieci. Una botta al sopracciglio dell’occhio sinistro costringe Bagarollo ad uscire dal campo in barella. Il Trento si rivede al 44’ con la telefonata centrale di Tisi bloccata da Trevisiol con sicurezza. (Davide De Bortoli)
«Un buon punto dopo due sconfitte»
Volpi: «Quattro volte vicini al gol ma purtroppo la palla non ha voluto entrare»
Sandonà agrodolce per Natale. L’allenatore Tommaso Volpi guarda il lato positivo: con il pareggio contro il Trento il Sandonà mette uno stop alla serie negativa. "L’importante – ha detto il mister - è aver interrotto le due sconfitte. Abbiamo creato quattro palle gol, dico quattro perché non si può sbagliare gol dentro la porta, purtroppo questo è un momento così. Dico sempre che nei campionati si salva o vince chi fa gol. Ma non si può dire che la squadra non abbia costruito in ogni partita, per questo abbiamo la coscienza a posto. Dobbiamo essere ancora più bravi sottoporta, ci serve la cattiveria giusta. Anche oggi all’appuntamento ci siamo arrivati con tutti: Marzochella, Capecchi, Mangano, Masitto, con tutti purtroppo abbiamo sbagliato. Quello che ci conforta è il piano del gioco, su un campo che sicuramente ci danneggiava con gli avversari che si sono messi a verticalizzare, contropiede e ripartenze. La squadra ogni volta colleziona quattro o cinque palle-gol ma bisogna essere più cattivi per concretizzare. L’allenatore può dare l’agonismo ma non la cattiveria. Posso preparare l’azione ma il senso del gol lo devono avere gli attaccanti". Con l’inserimento di Marzocchella e Basso il tecnico ha provato a vincere la gara in tutti i modi. "Abbiamo giocato con quattro punte- conferma Volpi- sapevo che loro appena hanno tolto Bez avrebbero cercato il pareggio. Noi abbiamo inserito la quarta punta ma neanche giocando larghi con Marzocchella e Basso siamo riusciti ad andare dentro e fare gol. A Marzochella è saltata la palla all’ultimo secondo nel momento in cui la aveva lì, invece di colpirla di prima intenzione, una botta e via, ha cercato di saltare l’uomo in area piccola". Tra gli episodi che potevano dare una svolta all’ incontro anche l’atterramento di Masitto in area con la direzione arbitrale che non ha concesso il penalty ai biancocelesti. "Preferisco non commentare- continua Volpi- durante la gara sinceramente non ho visto l’azione. Masitto mi ha detto che si trattava di un fallo degli avversari ma noi dobbiamo fare gol su azione, non recriminare un calcio di rigore. Ho rivisto su internet anche il rigore inesistente che ci hanno fischiato contro domenica scorsa ma se ci attacchiamo a queste cose non dovevamo perdere nessuna partita". Non destano preoccupazioni fortunatamente le condizioni di Bagarollo, uscito dal campo dolorante in barella per una botta rimediata all’altezza sopracciglio dell’occhio sinistro. Ieri la squadra si è sciolta in vista della pausa natalizia con gli auguri del mister e della dirigenza, il ritrovo è per la sera del 26 in cui inizierà la preparazione per la partita contro il Città di Jesolo della prossima domenica 4 gennaio. (Davide De Bortoli)
POLVERI BAGNATE
Il Sandonà manca l'affondo con il Trento
SAN DONA’. Allo Zanutto finisce a reti bianche tra Sandonà e Trento. Ed è un film già visto: biancocelesti più timorosi nel primo tempo, per poi divenire padroni del campo nella ripresa. Ennesimo episodio contestato in area - stavolta è un rigore negato a Masitto, atterrato vistosamente - ma soprattutto solito Sandonà, che costruisce diverse occasioni da rete, ma sottoporta non riesce proprio a trovare la «zampata» vincente. Una sterilità, che comincia a preoccupare: il Sandonà non segna ormai da 322 minuti. Il punto conquistato, comunque, è prezioso, perché muove la classifica, dopo le due sconfitte consecutive. Match contraddistinto da un gioco molto spezzettato e da tanti errori da una parte e dall’altra: di più però non si poteva chiedere, su un terreno ridotto a un campo di patate. Nel Sandonà buon esordio tra i pali di Trevisiol, chiamato a sostituire l’infortunato Chiaverini, ma il migliore in campo è stato Perissinotto: diga in difesa e motorino sulla fascia. Nel primo tempo il Sandonà fatica. Al 4’ si fa vedere il Trento con La Canna. Sul capovolgimento di fronte è il Sandonà ad avere una grossa occasione: Vitti scivola in area, favorendo Mangano, che però calcia addosso a Deromedi in uscita. Al 18’ il Sandonà perde Ekwalla per infortunio, al suo posto Biondo. 19’: punizione dalla distanza di Meligeni, rasoterra angolato, ma Trevisiol neutralizza a terra. Più Trento nella fase centrale della prima frazione. Sono i biancocelesti però a rendersi pericolosi, al 28’, con un assist in profondità di Perissinotto per Mangano, Deromedi esce a vuoto, ma sull’assist al centro nessun sandonatese è pronto alla deviazione. 40’: sull’ennesima azione confusa in area del Sandonà è La Vecchia a trovare lo spunto, Trevisiol si oppone coi piedi. Sul finale di frazione il Sandonà scalda i motori. Al 41’ è Masitto a calciare dal limite, Deromedi toglie la palla dall’incrocio dei pali. Quindi tocca a un rasoterra di Mangano, che sibila a fil di palo. Poi, al 43’, l’azione più ghiotta: bella falcata di Masitto sulla destra, delizioso cross al centro per l’accorrente Capecchi, che davanti alla porta scivola al momento di calciare. Trento pericoloso in avvio di ripresa, con una girata di Cacciotti, al 5’, e un tiro ravvicinato di Bez (8’), su cui Trevisiol è molto bravo ad opporsi. Poi il Trento va anzitempo negli spogliatoi, il Sandonà s’impossessa del centrocampo e la gara diventa un monologo. Al 17’ è Capecchi, con una punizione a girare, a far gridare al gol i tifosi, ma la palla termina fuori all’incrocio dei pali. 25’: splendido passaggio filtrante di Masitto per Mangano che s’incunea in area, assist al centro, ma Marzocchella e Capecchi perdono l’attimo per la deviazione in area piccola. Al 40’, i biancocelesti restano in dieci, con Bagarollo costretto a uscire per infortunio e i tre cambi già eseguiti. E la gara finisce così qui. (Giovanni Monforte)
Volpi: «Non so cosa dire, non abbiamo cattiveria»
SAN DONA’. Sembra diventata ormai una maledizione: il Sandonà produce gioco, ma non riesce proprio a segnare. «Ormai non so più che dire - commenta l’allenatore Tommaso Volpi - L’importante è aver interrotto la serie di sconfitte. Anche in questa partita però abbiamo costruito almeno quattro azioni nitide, ma non si possono sbagliare certi gol. Purtroppo è un momento in cui la fortuna non ci assiste. Non c’è una partita in cui il Sandonà non abbia costruito il gioco. Per questo siamo con la coscienza a posto, ma dobbiamo essere ancora più bravi sottoporta. Non abbiamo la cattiveria giusta». Cosa manca in zona gol: velocità, astuzia tecnica o è solo un momento sfortunato? «Ci manca un uomo che faccia gol - conclude Volpi - perché i gol li sbagliamo a tu per tu col portiere, non è un problema di saltare l’avversario. Purtroppo l’allenatore può insegnare a preparare l’azione, lì davanti sta all’ attaccante metterci il suo fiuto». Poi spazio agli auguri ai tifosi. Ieri è stata anche la giornata dell’esordio in D, dal primo minuto, del portiere Trevisiol: esame superato. «Non ho fatto nulla di straordinario, ma penso di aver assolto al mio compito - commenta Trevisiol - Devo ringraziare il nostro preparatore, Maurizio Valeri, perché con lui ho fatto il salto di qualità. Mi alleno con Chiaverini, che è uno dei migliori portieri della D, e ho sempre avuto dei compagni più vecchi, che mi hanno aiutato. Era il mio esordio dal primo minuto e mi ha fatto piacere poterlo fare in casa. Fino a due anni fa venivo a vedere il Sandonà e cantavo con gli ultras, adesso sono in campo: meglio di così...». (Giovanni Monforte)
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Belluno - Sanvitese |
6-0 |
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Bolzano - Sagittaria Julia |
0-0 |
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Chioggia S. - Eurotezze |
0-1 |
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Montecchio M. - Tamai |
3-0 |
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Pordenone - Città di Jesolo |
0-0 |
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Sacilese - Domegliara |
2-2 |
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Sandonà 1922 - Trento |
0-0 |
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Union Quinto - Montebelluna |
2-1 |
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Virtus Vecomp - Somma |
3-0 |
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Classifica: Sacilese p.33; Eurotezze p.32; Union Quinto p.27; Chioggia S. p.26; Tamai* p. 25; Pordenone p.23; Virtus Vecomp p.23; Sandonà p.22; Belluno*, Domegliara*, Sanvitese p.20; Montebelluna p.19; Trento* p.17; Sagittaria Julia p.16; Somma, Città di Jesolo p.15; Montecchio M. p.14; Bolzano p.7. (*) 1 gara in meno |
SANDONA' 1922 - TRENTO 0 - 0
SANDONA' 1922: Trevisiol 7, Folin 6 (46' Marzocchella 6), Perissinotto 6.5, Ekwalla sv (19' Biondo 6), Rao 6.5, Bagarollo 6, Mangano 6.5 (76' Basso sv), Capecchi 6, Masitto 6.5, Santagata 5.5, Cibin 5.5. All. Volpi
TRENTO: De Romedi 6.5, Casagrande 5.5, Vitti 5.5, Lavrendi 6.5, Di Napoli 6, Badona Monteiro 6.5, La Vecchia 6 (55' Tisi 6.5), Meligeni 6, Bez 5.5 (79' Silvestro sv), Cacciotti 6.5 (79' Gattamelata sv), La Canna 5.5. All. Merlino
ARBITRO: Pellegrini di Roma 5.5
NOTE: Ammonito: Bagarollo, Rao, Capecchi (SD), Badona Monteiro, Cacciotti, Meligeni, Casagrande (T). Angoli: 3-0. Spettatori: 500
Termina sul nulla di fatto questo incontro di fine anno tra il Sandonà e il Trento, un gran manovrare fin sulla tre quarti delle due squadre per poi perder la bussola quando serviva finalizzare con i portieri a dover sbrogliare solo un qualcosa più dell'ordinaria amministrazione. E dire che la gara è stata ugualmente combattuta, con il solito terreno pesante che ultimamente nella stagione invernale ha sempre condizionato parecchio le gare giocate allo Zanutto. Torna in attivo il bilancio punti del Sandonà dopo un paio di gare non troppo fortunate e con una classifica che mantiene la sua medialità, obiettivo che potrebbe centrare anche il Trento se vincesse il recupero, mentre ora deve accontentarsi del limite primo di una zona play-out che non è poi lontanissima dalla posizione occupata dai biancocelesti. Una delle particolarità del Sandonà di questi tempi è che i problemi non vengon mai meno, l'unica variante sono i protagonisti. E allora per un Capecchi e un Ekwalla al rientro, vi sono Chiaverini e Rosolen in infermieria mentre per Lorecchio continua la squalifica anche per l'incontro di oggi, e ci fermian qui dato che questa scomoda continuità sarà rispettata anche nella prossima gara. Squadra un pò più coperta quella che propone mister Volpi, in porta l'under Trevisiol, difesa con Folin e Perissinotto sulle fasce e Rao e Bagarotto centrali, a centrocampo in mediana Ekwalla, alla regia Capecchi con Mangano e Cibin ad agir larghi, in attacco Masitto e Santagata. Qualche cambiamento anche sul fronte trentino a causa dell'indisponibilità del centrale difensivo Caurla. In porta De Romedi, Casagrande e Vitti sulle fasce difensive con Badona Monteiro e il neoacquisto Di Napoli centrali, a centrocampo Lavrendi, Meligeni, Cacciotti con La Vecchia in supporto delle punte Bez e La Canna. Inizia bene il Sandonà che potrebbe approffittare di un errore difensivo di Vitti, il tiro di Mangano s'infrange però sul corpo in De Romedi in uscita. Con il passare dei minuti cresce la manovra del Trento che mantiene l'iniziativa, cosa che aumenta allorquando perde fisicità per l'infortunio di Ekwalla, costretto alla sostituzione a causa di un problema muscolare, al suo posto entra Biondo. La supremazia territoriale non porta molti tiri verso la porta biancoceleste e il portiere Trevisiol viene impegnato solamente su di una punizione di Meligeni dalla distanza. E' poi La Vecchia a trovare oltre la mezzora spazio in area, ma è ancora bravo Trevisiol che devia con i piedi. Cresce il Sandonà nel finale e và vicino alla rete con Masitto che cattura caparbiamente un pallone sulla fascia destra penetrando lateralmente in area, potente il suo tiro sul primo palo ma è Badona Monteiro che di testa riesce ad allontanare con il portiere fuori causa. E' un buon momento per i biancocelesti, al termine di una manovra corale viene lanciato sulla fascia sinistra Mangano che entra in area, ma sciupa tutto cercando la conclusione personale anzichè tentare di servire i meglio piazzati Masitto e Santagata. Proprio in chiusura sfiora ancora la rete il Sandonà grazie ad un'azione di Masitto sulla destra che infila la difesa arrivando sul fondo e traversando in mezzo per Capecchi che in spaccata non riesce a inquadrare la porta. Cambia ancora assetto Volpi nella ripresa inserendo Marzocchella al posto di Folin e spostando in fascia difensiva Cibin, E' il Trento a rendersi pericoloso in questo inizio ripresa con Cacciotti il cui tiro è parato facile da Trevisiol. Ma è ancora il Trento al 53' ad avere la sua più ghiotta occasione per segnare: palla in profondità per Bez che decentrato sulla destra controlla bene, salta il suo controllore ma la bordata è respinta bellamente da Trevisiol. Cerca di aumentare la spinta in avanti mister Merlino inserendo Tisi al posto di La Vecchia. Al 62' è il Sandonà a rendersi pericoloso su punizione, ma il tiro di Capecchi passa poco lontano dall'incrocio dei pali. La grande occasione dei biancocelesti arriva al 70' quando Masitto dalla tre quarti sinistra opera un'illuminante verticalizzazione per Mangano tagliando fuori la difesa, il giovane biancoceleste entra in area e traversa in mezzo ma sia Capecchi che Marzocchella non trovano il tempo della battuta a tu per tu con il portiere. Cala di tono la gara nei restati minuti con una squadra sandonatese che rimane anche in dieci dall'80' a causa di un infortunio che costringe Bagarollo ad uscire anzitempo, ma nulla cambia nelle alchimie della gara che rimane innesorabile sul nulla di fatto. Feste un pò più tranquille per il Sandonà che torna a far marciare la classifica, ma che dovrà cercare in questo periodo di trovare le giuste soluzioni per il derby di Jesolo, dato che dovrà ovviare al penalizzante handicap di presentarsi in quel del Picchi senza entrambi i centrali difensivi, che già in diffida e oggi sono stati ammoniti. Gara di tifo anche sugli spalti con gli ultras trentini che han cercato di supportare al meglio la propria squadra ma con una Sud che non è stata da meno e che anche oggi prima, durante e dopo la gara ha dato il meglio di sè. E' stata un'annata complicata quella della Sud, vissuta intensamente sin da quel lontano gennaio quando dal fondo della classifica riuscimmo a collezionare ben 31 punti nel girone di ritorno, risultati alla fine inutili. Siam sopravissuti a Luigi Gallo, abbiam resistito ad una retrocessione per poi ripartire con coraggio verso nuove conquiste più numerosi e forti che mai, non arretrando di un passo e non smettendo mai di tifare Sandonà, ora ci dicono che lo Zanutto verrà messo pure in vendita, spero che non credan che Sud molli proprio ora, siam abituati alle battaglie.....Buone Feste a tutti, ma pronti a riprender la sciarpa e correr fin allo stadio Picchi il 4 gennaio, vi è un appuntamento da non mancare il derby con il Città di Pavanetto. (....sperando che la sciarpa sia quella nuova....Mauro mòvete!!!)
La Nuova
Il Comune potrebbe alienare anche l'ex pretura
Il glorioso stadio Zanutto è in vendita
Il progetto prevede al suo posto un'area residenziale di grande pregio
SAN DONA’. A far notizia è soprattutto la presenza dello storico stadio Zanutto e del grande parcheggio al suo esterno. Ma spiccano anche l’ex pretura in piazza Indipendenza, il vecchio inceneritore di via Cima 11 e i vecchi capannoni dell’area Papa di via Pralungo. Sono i «gioielli» di famiglia che il Comune potrà mettere in vendita. Se e quando ancora non si sa, ma intanto la «lista della spesa» è stata approvata dal Consiglio. Tecnicamente si chiama «Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari». In pratica, è il piano che stabilisce come il Comune intende gestire il suo patrimonio, prevedendo anche la possibilità di trovare nuovi finanziamenti attraverso la vendita di quegli immobili di cui non si ha più bisogno. Non si fissano tempi e modi della vendita (per cui sarà necessario un nuovo voto del Consiglio), ma si stabilisce che tutti questi immobili, finora intoccabili, diventino ora cedibili, se il Comune lo vorrà e si troverà un acquirente. «Con l’approvazione del piano - conferma il sindaco Francesca Zaccariotto - i beni possono essere venduti o concessi ai privati per non più di cinquant’anni, per la loro riqualificazione attraverso interventi di recupero, restauro, ma anche con nuove destinazioni d’uso». Ventidue le aree individuate tra cui figurano pure l’ex materna Collodi di Passarella e l’ex elementare di Fiorentina, nonché il vecchio centro anziani di via Risorgimento. Per l’area dello Zanutto, il piano ipotizza un futuro ad area residenziale, con nuove case al posto del vecchio stadio. Quanto al ricavato, «le somme introitate - ha chiarito Zaccariotto - saranno utilizzate anche per la realizzazione delle opere pubbliche del piano triennale». No secco dal Pd che ha chiesto, con quattro emendamenti poi bocciati, di togliere dal piano lo stadio e i suoi parcheggi, l’ex pretura e l’area di via Cima 11. «Il piano è un impegno a vendere, ma per noi alcuni di questi beni non vanno toccati. E poi, non avendone un bisogno assoluto, è il momento giusto per vendere? - ha attaccato Michele Marangon - Questo piano è caratterizzato da una gigantesca operazione immobiliare. E lo Zanutto è il pezzo più grosso. locali dell’ex pretura poi sarebbero ottimi per i bisogni del Comune». (Giovanni Monforte)
Solitamente la domenica non è dedicata ad alcun articolo, questa è l'eccezione. Giusto giusto per le feste di Natale abbian scoperto che il Padrone di casa ci vende la Casa d'ogni tempo. Spero ovviamente che non pensino di ricevere un applauso a priori per questo. In questo famoso piano triennale è previsto un nuovo stadio oppure è solo una colossale speculazione edilizia ai danni dello sport? Ai magnati della politica l'ardua risposta..vedremo di approfondire la cosa!!!
Dal Caimani's News Anno 13 Nr. 16 (261)
Un regalo di Vittoria
La lunga cavalcata di quest'anno solare dove tutto e il contrario di tutto s'è intrecciato si avvia oggi alla conclusione. Ultimo capitolo di un qualcosa che nelle vittorie ha conosciuto la beffa delle sconfitte e capriolando in avanti è riuscito in un modo incredibile a risalir la china. Arrivati ai limiti dell'estate ben in pochi si sarebbero mai aspettati un Sandonà così, arrivati ai margini del Natale ci scopriam in tanti ad aver abbracciato un progetto che con poco sta facendo tanto,
e che nemmeno un paio di sconfitte a dir poco sconcertanti per gli attori che vi si sono infilati nel mezzo del cammino, posson attenuarne la soddisfazione. Ma è proprio dalle recenti sconfitte che possiamo trarne ancor maggiori motivazioni dato che aldilà degli evidenti torti arbitrali vi è stata una squadra che ha saputo reagire e se nell'ultima partita in casa è rimasta attonita a guardar una sorte che come si muoveva era un dolore quasi che nella nebbia incocciassimo in fronte continuamente dei lampioni, con il Montebelluna nonostante le evidenti difficoltà causate dalle squalifiche e dagli infortuni abbiam saputo andar oltre cercando quegli equillibri che ci han portato ad un soffio dalla vittoria. Avrebbe avuto dell'incredibile vincer così, ancor più dell'incredibile è stato il modo nel quale si è perso. Spesso s'incensa un pò troppo la malizia ai danni dell'ingenuità, spesso l'esser furbo è considerata una qualità, non pensando che in fondo è una ben magra soddisfazione perchè la furbata è un qualcosa che rimane lì solitaria non potendo esser condivisa con nessuno, sino a quando la sorte non ti presenterà il conto. Questa è anche la prima domenica dopo il mercato e se il Sandonà ha cambiato poco o nulla del proprio organico, ben più corposo è stato il maquillage cui si è sottoposto il Trento che nelle ultime settimane è stato praticamente ridisegnato uscendone molto rafforzato. I risultati parlano chiaro, se prima vi era una squadra che pareggiava molto e talvolta perdeva, ora ha virato deciso e quel talvolta divien spesso vittoria. Per i biancocelesti un impegno alquanto ostico dato che si presenteranno privi degli infortunati Chiaverini e Rosolen oltre dello squalificato Lorecchio, ma con il rientro di Ekwalla e Capecchi quegli equillibri instabili visti domenica scorsa troveran una certezza consolidata. Si torna dunque ad incrociar il Trento quest'oggi e non si può non ricordar quello che è stato, un passato che ritorna e ti riporta alla mente una stagione gloriosa quando una squadra in cui pochi credevano riuscì a compier l'impresa più grande centrando una strabiliante promozione alla serie C1. In quest'annata non chiediam tanto, la nostra promozione si chiama salvezza, alle soglie del Natale ogni desiderio non è mai vinto, cerchiam dunque un regalo di vittoria.
Festosità Ultrà
Sembra proprio che il calendario ultimamente ci regali unicamente degli appuntamenti con la memoria, un qualcosa che la Sud ha vissuto intensamente per poi riporre nei propri cassetti i ricordi più belli. Era una freddissima giornata di novembre quella nella quale giocammo con il Trento, oramai ben dieci anni fa. In quell'annata che divenne splendente, l'inizio non fu facile e quella con il Trento nell'avventura di quell'anno rappresentò un appuntamento importante. Quella fu la prima vittoria che il Sandonà di Rocchi conquistò allo Zanutto, la prima di una lunga serie che solo quindici giorni dopo ci vide battere pure la corazzata Viterbese. Fu anche una gara legata ad un braccio rotto che un allor giovin esponente della Sud si provocò nell'esultanza per il gol. Poi legato al collo quel baccio ingessato iniziò a viaggiare al seguito di una squadra che come quel braccio seppe trovare la gioia dell'esultar per la vittoria più grande. Il calcio del resto è fatto di questi appuntamenti che vivon di presente ma hanno anche il piacere del ricordo. In quella
Curva che iniziava con quella vittoria un suo percorso che la portò a spasso tra alcune delle più grandi tifoserie che noi abbiam mai incrociato, s'iniziava a seminar della mentalità vera che solo nel terreno irto di difficoltà nel quale atterrammo qualche anno dopo ha saputo germogliare al meglio. Un lungo percorso che ora ci vede in tanti dietro ad uno striscione a tifare per il Sandonà, con un orgoglio che quasi si fatica a capacitarsi come possa la città non specchiarvisi dentro, alla pari . Questo è il quindicesimo Natale della Curva Sud, un lungo percorso che ci ha portato ovunque al seguito della nostra squadra, quest'oggi vi sarà una tifoseria ospite che di storia ne ha il doppio della nostra essendo nata nel 1978. Questo per dire che la passione non ha tempo. A cavallo delle feste due appuntamenti importanti per la Sud, due appuntamenti particolarmente sentiti per tutti coloro che tifan Sandonà, il primo con chi condivide la passione ultrà il secondo con chi questa passione ha cercato di comprarla, per Feste facciamoci un regalo tifiamo come non mai, tifiamo Sandonà!
Intervista a Matteo Capecchi
Siamo lieti di avere ai nostri microfoni Matteo Capecchi il capitano del Sandonà. Proveniente dalla Toscana dove la stagione scorsa, secondo le statistiche hai vissuto uno dei migliori momenti della tua carriera regalando alla tua ex squadra (Cecina) la bellezza di 12 gol da centrocampista, adesso si e aperta una nuova parentesi della tua vita calcistica e sei qui da noi come descriveresti questa nuova esperienza? Mi son trovato sin da subito a mio agio, con la squadra, la città, i tifosi, l'ambiente. Ho trovato un ambiente sereno, con qualche difficoltà all'inizio superato anche grazie al lavoro del direttore sportivo Petrollini e dell'allenatore Volpi che ci hanno permesso di lavorare serenamente. Qualche difficoltà c'è stata ma diciamo che è stata un'esperienza altamente positiva.
Osservando il tuo curriculum fanno rilievo le 7 presenze in serie B nelle file del Vicenza e le piu' di 60 tra C1 e C2 nella metà degli anni 90, cos'ha impedito a Matteo Capecchi di restare tra i professionisti? Mi sono messo in luce piuttosto presto, ho subito calcato palcoscenici importanti come Vicenza, Spezia, Siena. Son sempre stato tra i protagonisti nelle squadre in cui ho giocato, poi ovviamente possono esser tanti i motivi o le circostanze per le quali non rimani in quell'ambiente. Tante volte quando sei giovane fai delle scelte per poi accorgerti degli errori fatti crescendo. Io comunque non rimpiango nulla delle scelte che ho fatto.
Quest'anno stai effettuando la tua quindicesima stagione nel mondo del calcio, parlaci di qualche momento indimenticabile della tua carriera… Ce ne sono stati parecchi, dalle prime esperienze tra i professionisti alla prima panchina in serie A con l'Atalanta quando ero molto giovane. Però mi piace ricordare le cose più recenti, come possono essere anche quelli trascorsi qui a San Donà. E' chiaro che non sono dei momenti indimenticabili, ma sono positivi ed esaltanti come può essere la condivisione di un progetto qua a San Donà. Poi è chiaro che di momenti indimenticabili ne ho avuti parecchi altri, ma me li tengo per me e non tutti appartengono sicuramente al calcio.
Sei stato piu' volte definito nel sito dei tifosi, un trascinatore, una delle colonne di questo nuovo Sandonà, il cuore del centrocampo; In quale modo durante la settimana, prima e durante il match cerchi di trovare la massima concentrazione e le motivazioni per farti trovare sempre pronto? Questo sarebbe da spiegare ai più giovani come trovare gli stimoli giusti durante la settimana. Ai miei tempi, da professionista, pensavo sempre alla partita che dovevo fare, ora i giovani hanno più libertà, più svago, pensano molto meno al calcio in sè e per sè. Io nel mio piccolo cerco di fare le cose sempre al 100 per 100 e questo è un consiglio che dò ai miei compagni più giovani: allenarsi sempre al massimo perchè la prestazione della domenica è sempre il frutto del lavoro fatto durante la settimana. Magari giocatori navigati come possiamo essere io e Masitto ora pensiamo più all'aspetto fisico che a curar una tecnica già affinata, ma per i più giovani è importante dare sempre il massimo durante quelle due ore di allenamento.
Molti giovani della Squadra hanno riconosciuto che tu e Masitto siete un punto di riferimento fondamentale per la loro crescita, nelle squadre dove hai militato precedentemente le società si affidavano ai giovani cosi' tanto come in quelli di Sandonà? Negli ultimi anni in serie D devo dire di si, visti i regolamenti. Devo anche dire che quest'anno oltre ad esserci tanti giovani ce ne sono tanti di validi specialmente nella nostra squadra. I nostri giovani non li cambierei con nessuno, non ne ho visto in altre squadre capaci di impressionarmi come fan loro. Me li terrei stretti perchè sicuramente potranno fare una buona carriera.
Tutti i giocatori nelle precedenti interviste mi hanno riferito che il successo di questo Sandonà è da attribuire all'unione del gruppo. Secondo il tuo esperto punto di vista, sapresti trovare qualche altra caratteristica che sta influendo positivamente sul cammino della Squadra? Io ho sempre ritenuto che la nostra squadra deve vivere i suoi momenti in allegria, ci deve essere quell'entusiasmo per aiutarsi a vicenda e per perseguire il nostro obiettivo che rimane la salvezza. C'è questo amalgama tra vecchi e giovani che sta funzionando, lo spirito di gruppo è molto importante e noi lo stiamo cementando e penso che questo affiatamento lo si sia notato anche durante le gare.
Rivedendo le moviole della partita contro il Montebelluna è stato chiarito che il rigore era inesistente. Un altro episodio simile, accompagnato da scelte arbitrali molto discutibili ha decretato la sconfitta casalinga nel derby, ma a tuo parere come ha giocato il Sandonà nell'ultima gara? Secondo me abbiamo fatto una buona gara. Presentarsi a Montebelluna, pur non essendo una trasferta difficilissima, e non concedere niente all'avversario vuol dire che il Sandonà è una squadra tosta. E' chiaro che se noi molliamo a livello di intensità e di agonismo diventiamo una squadra normale e possiamo soccombere con tutti. A Montebelluna abbiamo fatto una discreta gara. E' un periodo che siamo un pò sfortunati sotto rete, diciamola così.
Domenica c'e' il Trento, con che mentalita' scenderete in campo? Veniamo da due sconfitte consecutive, sappiamo che in casa abbiamo fatto un pò fatica, un pò per demeriti nostri e un pò per dei torti arbitrali. Abbiamo fatto una buona settimana, siamo carichi, speriamo che il campo ci aiuti nel nostro gioco. Siamo fiduciosi per chiudere bene quest'annata, terminarla a 24 punti sarebbe un buon punto di partenza per il nuovo anno.
Adesso vorrei farti una domanda che ci interessa particolarmente, a tuo parere quali sono le tifoserie che ti hanno lasciato piu' impressionato durante la tua carriera? Indubbiamente quando giochi negli stadi importanti come sono stati per me Vicenza, Udine, Brescia, è chiaro che ti trovi di fronte a delle reltà importanti e consolidate nel tempo. Nei dilettanti o meglio dalla C2 in giù di tifoserie importanti ne ho viste ben poche. O per lo meno raramente trovi una tifoseria che segue sempre la squadra e in un determinato modo come è quella del Sandonà. In effetti bisogna riconoscerlo è una delle migliori tifoserie che ci sono nel palcoscenico dilettantistico, del nord italia almeno. Io sono stato a Ivrea, Cuneo, in piazze abbastanza calde, però devo dire che la continuità che ha la curva del Sandonà di trascinarti sia in casa che in trasferta e il numero delle persone che tutte le domeniche ci da una mano è importante.
Come contribuisce a livello psicologico durante la partita essere appoggiati da una curva come quella di San Dona? E' molto esaltante perchè ho notato che a differenza di tanti altri posti ci sono molti pochi cori a favore di un singolo giocatore ma molti rivolti alla squadra. E questo all'inizio mi è sembrato strano, sembrava quasi che sbagliassimo noi qualcosa. Invece poi con il passare del tempo ho capito che loro sono veramente attaccati, come giusto che sia, alla squadra ancor più che al singolo giocatore. Tutto questo è molto bello e speriamo che domenica siano in tanti come sempre per darci una mano a battere il Trento, così ci faremo gli auguri di buone feste.
Il Sandonà aggiunge due diciottenni in difesa
Presi Isoni e Callegher, via Morelli. Per domenica dubbio Chiaverini
SAN DONA’. Tra mercato e infortuni, il Sandonà (serie D, girone C) si prepara alla sfida casalinga di domenica contro il Trento. Ieri il dg Gianni Petrollini ha annunciato l’arrivo di due nuovi difensori, destinati a ingrossare il nutrito parco di giovani promesse a disposizione dell’allenatore Tommaso Volpi. Si tratta dei difensori Nicola Isoni e Mattias Callegher, entrambi classe ’90. Isoni arriva dalla Beretti del Venezia, mentre Callegher proviene dalla Primavera dell’Udinese, allenata da Rodolfo Vanoli. Per Callegher, che è nato e cresciuto in riva al Piave, si tratta peraltro di un ritorno in maglia biancoceleste, da ex delle giovanili. La società ha ufficializzato anche alcuni «tagli». Non rientrano più nei piani societari i giovani Leoni e Fraghì e l’attaccante Emanuele Morelli. L’arrivo di quest’ultimo, in estate, aveva destato particolare curiosità, per i suoi trascorsi televisivi nel reality «Campioni» con il Cervia di Ciccio Graziani. Sul campo però non ha convinto i dirigenti biancocelesti: l’esperienza di Morelli al Sandonà si chiude con 10 presenze e una sola rete segnata. Le partenze di ieri si aggiungono a quelle, già note da qualche tempo, di Bresciani (andato al Casier Dosson), Minelli e Giovannetti. A tenere banco, però, sono soprattutto le condizioni fisiche del portiere Alessio Chiaverini, vittima di un infortunio domenica scorsa a Montebelluna. La diagnosi parla di stiramento muscolare al sartorio. Dovrà restare fermo almeno un paio di settimane: domenica al suo posto giocherà Trevisiol. In forse pure la presenza del difensore Rosolen, che ha rimediato una botta al femore della gamba destra. Oggi sarà sottoposto a ecografia. Solo dopo l’esito si potrà sapere se contro il Trento giocherà. (Giovanni Monforte)
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