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Il piccolo mondo della Curva Sud costituito da I Caimani del Piave e dalla New Generation, quattordici anni gli uni dodici gli altri, ma uniti da una consolidata Amicizia, dall'Amore verso i colori biancocelesti e sopratutto dal profondo divertimento che ci dà il tifare Sandonà . Una Fede, Un Mito, Un Amore Infinito |
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Emergency

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Rai Report
La Nuova
Il Sandonà presenterà domanda di ripescaggio
SAN DONA’. Il Sandonà continuerà comunque a esistere. Si iscriverà al campionato di Eccellenza e, nello stesso tempo, presenterà domanda di ripescaggio in D. L’incarico di istruire la pratica (c’è tempo fino al 26 giugno) è già stato affidato all’avvocato Fabio Giotti. E’ quanto emerso dalla conferenza stampa convocata ieri dal diesse biancoceleste, Gianni Petrollini. «La società resta in vendita - spiega Petrollini - ma nel frattempo stiamo progettando il futuro insieme al settore giovanile. Iscriveremo la squadra all’Eccellenza, ci sono già le liberatorie dei giocatori. E presenteremo domanda di ripescaggio, per cui secondo le nostre previsioni abbiamo buone possibilità». In città però già si parlava di bilanci portati in tribunale. «Ci sono delle ingiunzioni di pagamento - prosegue Petrollini - ma tra questo e far fallire una società ne passa. Bisogna che ci siano istanze fallimentari, che al momento non mi risultano esserci». Petrollini dice di stare ancora riflettendo sul suo futuro, ma poi ammette che al 90 per cento resterà. E la cessione della società? «Prima di tutto - aggiunge il diesse biancoceleste - la città dovrebbe ringraziare di avere un presidente che si è venduto pure i suoi beni per far fronte agli impegni. Solo quest’anno ha speso 250 mila euro. Ha commesso anche grandi errori, soprattutto negli anni precedenti: la scorsa stagione si è svenato per portare la squadra in D. Non è vero però che Masiero non vuole vendere la società. Anzi, ho ricevuto da lui la delega a trattare il passaggio di quote, ma da ottobre ad ora non si è fatto avanti nessuno. Se ci sono gli acquirenti che vengano allo scoperto, anche per procura. Ho avuto solo un paio di richieste di presidenti che avrebbero voluto comprare il titolo, ma ci siamo opposti». E se nessuno si farà avanti? «Andremo avanti noi - assicura Petrollini - allestiremo un grosso settore giovanile, per la prima squadra sarà una stagione risicata, senza fare proclami». Un ultimo pensiero va alla bagarre di domenica scorsa: «Si può contestare, ma vedere il presidente Masiero scaraventato a terra da uno spintone mi ha molto scosso...». (Giovanni Monforte)
Il Gazzettino
"Graziano Masiero è pronto a lasciare"
"Graziano Masiero è pronto a lasciare il Sandonà con i conti a posto, serve però che qualcuno si faccia avanti". E' quanto dichiarato dal direttore tecnico Gianni Petrollini che prospetta una soluzione che andrebbe incontro alle istanze dei tifosi e dichiarando che la società presenterà richiesta di ripescaggio "Ho atteso qualche giorno - premette Petrollini - perché ero molto scosso dalle scene viste domenica. Capisco l'insoddisfazione di tifosi ed ultrà per quello che hanno passato nella stagione, ma non capisco i gesti computi come spingere a terra Masiero, che anche quest'anno ha speso 250mila euro per mantenere la squadra impegnando il proprio patrimonio. Io faccio il mio dovere fino in fondo, mi aspetto che qualcun altro lo faccia chiedendo scusa". L'insoddisfazione dei tifosi oltre che alla retrocessione in Eccellenza con tutta probabilità era dovuta alla scelta di Masiero di cedere a Luigi Gallo, l'inizio dei problemi che poi si sono acuiti. "Certo - conferma Petrollini - ma le colpe di Masiero nascono prima. L'aver voluto troppo bene al Sandonà e speso cifre elevatissime nelle passate stagioni. Lo scorso anno si è svenato per portarla in serie D". Per il futuro del Sandonà Petrollini assicura che Masiero è pronto a farsi da parte accollandosi i debiti. "In città si chiacchiera di tanti imprenditori interessati. La verità è che finora non si è visto nessuno, solo qualcuno ha chiesto informazioni per sparlare. Se la società interessa aprano una trattativa, incarichino qualche commercialista se non vogliono comparire. Dove sono? Ci vogliono i fatti, ci vuole chiarezza". A chi vorrebbe un Sandonà attaccato alla canna del gas Petrollini ribatte con i punti di forza della gestione: 30 punti guadagnati nel ritorno dalla prima squadra, il settore giovanile in attivo per il primo anno e le liberatorie da parte dei giocatori. "Attendiamo i documenti per il ripescaggio - continua Petrollini- che sarà curato dall'avvocato Fabio Giotti, secondo i calcoli abbiamo delle buone possibilità". (Davide De Bortoli)
Il Gazzettino
"Masiero lasci il Sandonà"
Il gruppo di tifosi dei Caimani chiede il cambio al vertice
A Sandonà è mur contro muro tra dirigenza e tifosi. Da una parte il presidente Graziano Masiero che a fronte degli sforzi sostenuti ha spiegato di non sentirsi compreso dalla cittadinanza e imputare ai tifosi di aver creato un clima ostile attorno alla squadra che ha portato alla retrocessone in Eccellenza. Dall'altra i Caimani del Piave che respingono al mittente le accuse. Stefano Pasqualato uno dei leader dei sostenitori biancocelesti non ha dubbi: "Masiero dimentica che abbiamo sostenuto il Sandonà sino all'ultima gara. Inutile dare la colpa ai tifosi per una stagione sfortunata (ndr Erste eufemisticamente parlando) come questa. Inutile indignarsi per ciò che è accaduto dopo l'ultima partita (ossia un'aspra contestazione della tifoseria ndr) se per tutta la stagione ha raccontato favole tradendo la fiducia di chi fino a poco tempo fa era dalla sua parte non nelle vittorie ma nella caparbietà del cercar il bene del Sandonà". Secondo Pasqualato i tifosi hanno compreso bene tute le difficoltà incontrate dalla dirigenza ma il loro disappunto è iniziato già nel settembre dello scorso anno con la gestione affidata a Luigi Gallo che non convinceva, "mentre loro - continua l'interessato - si son svegliati solo tre mesi fa". Anche l'ipotesi del ripescaggio viene vista per ora come una chimera e a livello dirigenziale in riva al Piave si auspica un ricambio. In questo caso la ricetta dei tifosi prevede che Masiero lasci la società con i conti a posto. "Inutile ingannare la gente con l'idea del ripescaggio - sostiene Pasqualato - il vero problema non è l'aspetto sportivo ma i debiti che la società ha accumulato. Per uscire dal tunnel si dovrebbe optare per la stessa formula utilizzata dalla squadra sandonatese di rugby: il vecchio presidente si è tenuto tutti i debiti con un piano di rientro ed è partita una nuova società". Se così fosse, secondo quanto sostengono i tifosi, il Sandonà sarebbe ai primi posti in graduatoria per un'eventuale ripescaggio. Novità sono attese per oggi pomeriggio in cui è previsto un incontro tra Masiero e il direttore sportivo Gianni Petrollini per fare il punto della situazione. (Davide De Bortoli)
La Nuova
Retrocessione dolorosa, mentre Masiero respinge insulti e accuse
Sandonà, risvegliarsi in Eccellenza I tifosi: «Non meritavamo questa fine»
SAN DONA’. Dopo la rabbia, i dubbi: che sarà del Sandonà? La retrocessione taglierà del tutto le già traballanti gambe delle società? Quesiti che attanagliano i tifosi. In ventiquattr’ore il loro sito è stato inondato da un centinaio di messaggi. Nel mirino ci sono tutti, ma il più indiziato è sempre il presidente Masiero, già al centro della contestazione post gara di domenica. Il bilancio, per fortuna, è più limitato di quanto sembrasse all’inizio: una vetrata sfondata, una porta rotta, qualche spintone, ma nessun provvedimento dei carabinieri, almeno per ora. Quanto all’umore dei tifosi, ecco le parole di uno dei leader della curva, Stefano Pasqualato: «Una stagione così non se la meritava nessuno - spiega - far calcio in simili condizioni è privo di dignità: nei confronti dei giocatori, di tutti coloro che in società hanno continuato comunque a lavorare e sopratutto nei confronti dei tifosi, elogiati ovunque per il loro tifo. Cosa accadrà ora nessuno può dirlo. Auguriamo tutto il peggio possibile ai responsabili di questo scempio immane». Quanto agli ambienti societari c’è chi ipotizza di avanzare domanda di ripescaggio. Per avere qualche chance, però, bisognerà prima risanare i conti. «La vittoria del Montecchio non fa una grinza - commenta il presidente Graziano Masiero - ma per me sono gli insulti e le minacce rivolte al presidente che hanno fatto retrocedere il Sandonà. A inizio stagione è mancata la società per le note vicende (il periodo di Gallo, ndr), ma poi in qualche maniera la dirigenza è stata presente. Non prendere atto della situazione societaria e non aggrapparsi all’unico salvagente che teneva a gallo la baracca, è stato l’errore più grande fatto dall’ambiente. Perché è mancata di nuovo la società». Masiero difende i giocatori, ma sul suo futuro non si esprime, anche se nelle sue parole c’è un’amarezza che sa di addio. «Ho fatto tanti sacrifici per portare la squadra dalla Promozione alla D - conclude Masiero - ma ho constatato che poca gente ha capito e ci ha dato una mano, anche solo morale. Gli ultimi tre mesi per me sono stati molto difficili, far debiti per mantenere in piedi il gruppo e sentirsi minacciati è davvero brutto». (Giovanni Monforte)
Il Gazzettino
Sandonà, il più deluso è Masiero
Il presidente amareggiato dalla contestazione che ha accompagnato la retrocessione
Si spengono le luci della serie D, si accendono quelle dell'Eccellenza. Qualcuno della dirigenza pensa di fare domanda di ripescaggio anche se in questo momento sulla società resta un grosso punto interrogativo. L'epilogo dei playout è stato nel peggiore dei modi: tifosi imbufaliti contro la dirigenza. Ieri oltre 60 interventi al vetriolo sul sito dei Caimani del Piave. Decisiva la sconfitta nell'ultima gara, ultima tappa forzata di una stagione in cui è accaduto di tutto e di più. Una girandola continua di giocatori tesserati dal Sandonà (circa una cinquantina), due allenatori avvicendatisi sulla panchina: Giovanni Colella sostituito da Tommaso Bellucci, due direttori sportivi: Patrizio Salviato prima e poi Gianni Petrollini, due presidenti: Luigi Gallo che poi ha restituito il timone a Graziano Masiero quando ormai la barca affrontava la tempesta. In riva al Piave resta l'amaro in bocca per chi è partito, quei Mirabelli, Davanzo, Gerlin, Pagliarin, Da Riz e per chi ha preso il loro posto: Maccagnan, Patti, Pavani, Zuccon, Melani, ieri applauditi dai tifosi che hanno riservato il veleno alla dirigenza. Il rammarico è anche per una squadra capace di imprese epiche e colpi inaspettati: vincere contro il Domegliara, rimontare due reti alla Sambo, vincere al 94' contro il Montebelluna, conquistare 5 vittorie nel girone di ritorno in trasferta. L'altra faccia della medaglia sono rovesci incredibili con punteggi anche severi come lo 0-3 di domenica scorsa e una condotta alla "o la va o la spacca". "La partita l'ha meritata il Montecchio - il commento asciutto del presidente Masiero - ma il campionato lo abbiamo perso quando hanno cominciato ad offendermi sul sito dei Caimani. Mi sono fatto stampare i commenti degli ultimi 2 mesi. Gli insulti e le minacce sono quelle che hanno fatto retrocedere il Sandonà". Il patron spiega di provare un sentimento di amarezza. "All'inizio è mancata la società - continua Masiero - per le note vicende (la gestione Gallo ndr), poi però è stata presente con i miei sacrifici che sono facili da capire. Ho trovato delle difficoltà perché non sono Berlusconi o un grosso industriale. Pochissimi però hanno capito la situazione e ci hanno dato una mano o un appoggio morale, riconoscendo i sacrifici che stavamo facendo: dal punto di vista finanziario io, ma anche Petrollini, il mister, i ragazzi, chi lavora negli impianti. Questa è stata la mazzata. I ragazzi hanno capito, qualcuno da fuori invece si è divertito a gettare bombe che hanno sortito questo effetto. Gli ultimi tre mesi sono stati molto difficili. Fai debiti e poi ti senti offeso e minacciato. E' stata molto dura". Sul futuro Masiero spiega che nel mondo del calcio è stato coinvolto e pensa di aver dato a San Donà portando la squadra dalla Promozione alla serie D. "Due promozioni e una retrocessione ci possono stare, vista anche la situazione in cui ci siamo mossi quest'anno. Credo che nella vita ci siano cose più importanti, è necessario affrontarle dando loro la giusta attenzione e senza trascendere". (Davide De Bortoli)
Sono appena tornato da una gara dei nostri giovanissimi, vi assicuro che ho visto 11 leoncini in campo lottare con i colori del Sandona', hanno subito il gol del pareggio negli ultimi cinque minuti di una gara tiratissima (deve essere un male sandonatese), che bello vedere ancora le maglie biancocelesti correre per il campo. Ma non era di questo che volevo scrivere, l'avrei fatto prima ma come dicevo ho aperto il pc solo adesso. Oggi Matteo Patti ci ha salutato, gli hanno tolto l'hotel ed e' costretto ad andare a casa, non sa' se tornera' ma da uomini adulti quali siamo sappiamo che si e' trattato di un'addio. Molti non sanno che negli ultimi tre mesi Matteo aveva preso ad allenare una delle due squadre degli esordienti del Sandona', non ha perso un allenamento, e dopo essersi ammazzato con la prima squadra correva a cambiarsi per andare dai "suoi ragazzi" ai quali si era affezionato e che a loro volta lo vedevano come un dio in terra. Ci sa' fare Matteo con i ragazzi, gli sa' insegnare facendoli divertire ed e' importante con ragazzi di 10-12 anni. Parlando con lui qualche giorno fa' mi aveva espresso la speranza che le cose si fossero aggiustate, stava troppo bene a Sandona' e con i suoi "giocatorini". Da subito ha cercato in tutti modi di rifutare il piccolo rimborso che gli spettava come allenatore, abbiamo dovuto insistere molto perche' accettasse, lui lo faceva solo per passione. Caro Matteo molti ti hanno definito un grande, tanti un bravo giocatore, qualche vigliacco un terrone, bhe' e' un onore per me oggi dichiarare che sono terrone quanto lo sei te. Perdonami se oggi mentre ci annunciavi il tuo saluto non ti guardavo negli occhi ma continuavo a scrivere la lista per stasera, ma se l'avessi fatto ti saresti accorto del velo che scendeva sui miei occhi. Sei un grande Patti e posso solo che augurarti la migliore fortuna che ci possa essere per un uomo e un giocatore come te. E' stato bello e commovente vedere oggi i ragazzini dei pulcini che ti salutavano " ciao Matteo" senza sapere che non ti avrebbero piu' rivisto. So' che i tuoi ragazzi son rimasti male al tuo saluto, non ti ho voluto accompagnare perche' e' stato un momento solo tuo. Adesso aspettano che tu mantenga la promessa, quella di venirli a vedere, magari da giovanissimi, giocare. Grazie Matteo ed un bocca al lupo di vero cuore da chi ti stima e ti ricordera sempre con affetto. So' comunque che da oggi potro' dire di aver conosciuto un uomo, un grande giocatore ed un grandissimo allenatore. Lorenzo Clarizia.
Tutte queste parole le facciamo nostre, è chi ha giocato sulla pelle di questi ragazzi e di quelli della Curva che non merita alcun rispetto. Alla fine vi è sempre una giustizia che non è quella dei tribunali, ma quella degli uomini, quella che misuri con la rettitudine delle parole. E a volte può capitare che nemmeno l'ultimo calcolo ti riesca e che il titolo diventi carta straccia. Risottolineo, se il pareggio in questo play-out avesse voluto significare la vendita del titolo sportivo a qualche danaroso presidente, allora son lieto che il fato abbia deciso altrimenti. Non devon esistere mercificazioni nel mondo del calcio, chi vende o acquista titoli sportivi è solo un mercante senza dignità. La delusione del dopo è ancora troppa, troppe lacrime versate da tutti coloro che per questa Maglia han macinato i chilometri, superato gli ostacoli, inalzato le bandiere....nello sport si vince e si perde, siam sicuri che la nostra delusione è la stessa di tutti coloro che per questa Maglia han lottato quest'anno tra enormi difficoltà e rabbie mai sopite, oso sperare ora che il presidente non si limiti ai monumenti di parole ma paghi le spettanze di ognuno prima di togliere il disturbo, ogni sua altra parola è oramai inutile.
www.venetogol.it/pagine/video_dettaglio.cfm
| Andata (18 Maggio 2008) | |
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Montecchio M. - Sandonà 1922 |
1-1 |
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Virtus Vecomp - Este |
0-0 |
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Ritorno (25 Maggio 2008) |
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Sandonà 1922 - Montecchio M. |
0-3 |
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Este - Virtus Vecomp |
2-4 |
SANDONA' 1922 - MONTECCHIO M. 0 - 3 (0-0)
RETI: 77' Guerra, 92' e 95' Napoli (M)
SANDONA' 1922: Cionini 5, Melani 5, Patti 5, Perissinotto 5, Falanca 5, Conti 5 (83' Fanelli), Zuccon 5, Bravo 5, Pavani 5, Maccagnan 5, Bovo 5 (61' Biondo). All. Bellucci
MONTECCHIO MAGGIORE: Posocco 6, Gandolfi 6 (55' Pieropan/ 85' Nikolic), Vanzo 6.5, Aliberti 5.5, Noro 7, Vallarsa 6.5, Corà 6, Roverato 6.5, Guerra 7 (91' Tommasoni), Gallo 7, Napoli 7. All. Vittadello
ARBITRO: Merlino di Udine 7
NOTE: Espulso: 78' Bovo (SD) dalla panchina. Ammoniti: Bravo, Maccagnan (SD), Corà, Noro, Guerra (M). Angoli: 2-8. Spettatori: 600
Game Over........Verrebbe da buttar via la chiave e chiudere questa gara in un vecchio cassone con tutti i peggiori ricordi passati, verrebbe da incazzarsi a morte con chi questa gara in fondo l'ha giocata passivamente in attesa degli eventi, verrebbe da incazzarsi ancor di più con chi ha regalato questa brillante stagione a tutti quei tifosi che anche quest'oggi hanno riempito una curva tifando a più non posso, verrebbe.....ma a che servirebbe. Assolutamente a nulla perchè chi ci ha regalato tutto questo non ha speso una sola parola per incitare l'ambiente alla salvezza essendo oramai la sua parola uguale a zero, perchè questi giocatori di nefandezze ne han subite a iosa, perchè di gare pessime ne abbiam vissute decisamente troppe in questo campionato. L'orgoglio ci aveva portato sino alle soglie del paradiso dandoci una doppia chance di salvezza, alla fine questo ha procurato l'ennesimo fallimento di una stagione avara di soddisfazioni e che ci fa precipitare nuovamente in quel burrone nel quale impudicamente e di nascosto ci avevan ricacciato appena all'indomani della vittoria del campionato scorso quando in fretta e furia si consegnò baracca e burattini a tal Gallo da Sampierdarena, un luminare nel suo campo che ha saputo far terra bruciata in un batti baleno. Sicuramente una motivazione a tutto questo vi sarà, ma di sportivo deve aver avuto ben poco dato che le risultanze teniche ed umane son rapidamente precipitate per poi ritornar ai limiti vitali solo nell'incredibile girone di ritorno. Per capire l'oggi in fondo bisogna guardare a ciò che è accaduto solo qualche mese fa, basta solo andare indietro tra le pagine di questo stesso blog. Inutile indignarsi per ciò che è accaduto nel dopo partita se per tutta una stagione hai raccontato favole tradendo la fiducia di chi sino a poco tempo fa era dalla tua parte non nelle vittorie ma nella caparbietà del cercar il bene del Sandonà. E questo vale sia per chi è andato in campo con la nostra maglia prima, durante e dopo la macchiettistica tarantella delle quote come per chi da più di un decennio segue questa squadra da dietro uno striscione, questa stagione non se la meritava nessuno. Quante le storie, e tra queste troppe le balle, il sottoscritto in questa stagione ha avuto modo di parlare a più riprese con tutti, e sottolineo tutti (mancano all'appello solo Battista e tal Ciancilla), i protagonisti della tragicommedia sandonatese di quest'anno, devo dire che mettendo assieme le tante versioni della storia che via via mi venivan narrate l'unica linearità era rappresentata da questo inevitabile finale che solo l'orgoglio di Squadra e Tifosi quasi riusciva a sovvertirne la trama. Ma il destino è baro, se non cerchi di cavalcarlo non puoi che esserne dissarcionato e così è stato anche in quest'ultima gara dei play-out. In questa che avrebbe dovuto essere una gara dove giocarsi le ultime stille di sudore e tagliare finalmente quel traguardo impossibile dove tutti meritavano di arrivare, il Sandonà ha compiuto lo stesso errore commesso domenica scorsa quando si è messo ad attendere il Montecchio sulla propria trequarti venendo poi innesorabilmente punito nel finale. Non ci si può però arrabbiare più di tanto della cosa dato che in fondo la rosa ristretta e poco variegata ha inciso notevolmente nell'economia del campionato biancoceleste, e quando le energie vengon meno è difficile anche sol correre più dell'avversario. Una debolezza tipica di chi smaltita la rabbia si ritrova debole e privo di certezze. Aveva confermato la formazione coperta di domenica mister Bellucci che lamentava la sola assenza di Marzochella, in porta Cionini, laterali Perissinotto e Patti con al centro Falanca e Conti, del reparto difensivo faceva parte anche Melani posizionato però nella linea dei centrocampisti con Zuccon, Bravo e Bovo, in avanti Pavani e Maccagnan. Piccola variazione per mister Vittadello che per sostituire lo squalificato Ferrari inseriva il giovane Gandolfi ritrovando al contempo l'esperienza di Posocco in porta. La gara non è stata bellissima con due squadre piuttosto similari nelle loro titubanze ma con gli ospiti che forti delle loro tre punte e favoriti dalla prudenza sandonatese han sempre mantenuto costante a propria supremazia territoriale. Fin troppo attendista il Sandonà che pure nei più semplici disimpegni talvolta metteva l'apprensione addosso, e che dall'altro lato si rivelava eccessivamente macchinoso nel dispiegare il suo gioco in avanti. Nel primo tempo poco da segnalre di marca sandonatese mentre parecchie son state le palle vaganti vicentine in area dalle parti di Cionini con un'occasionissima allo scadere con Gallo che riusciva ad insaccare di testa ma dopo essersi aiutato irregolarmente ai danni di Conti. Ripresa sulla falsariga del primo tempo, con i paventati problemi biancocelesti dell'aver due risultati su tre favorevoli che han accresciuto la prudenza anzichè scioglierla in un gioco più fluido, un'ancora a penzoloni che non poteva che incagliarsi al primo ostacolo venendone trascinata sul fondo, e con essa le speranze di salvezza sandonatesi. Più passavano i minuti e più l'iniziativa rimaneva nelle mani ospiti, logico che prima o poi il patatrac poteva esser dietro l'angolo. Dopo un paio di grosse occasioni con Gallo che prima non riusciva alla deviazione ravvicinata e poi sfiorava la rete da posizione decentrata con un'ottimo rasoterra che sfilava di poco a lato del palo lontano della porta da Cionini, al 77' arrivava il vantaggio: cross dalla sinistra ed incornata di Guerra che si infilava a fil di traversa sulla sinistra di Cionini. Curiosamente il pallone s'insaccava per poi trovare uno spiraglio tra le maglie della rete ed uscire, per l'arbitro nessuna esitazione e gol convalidato come del resto tutta la Sud ha pienamente visto. La rete bucata, quante volte nel girone di andata quella stessa rete è stata rattoppata ad inizio gara, nella gara più importante anch'essa ha ceduto definitivamente. Un macigno sulle speranze di salvezza dei giocatori sandonatesi che come automi si son spinti in avanti venendo poi infilati in contropiede per due volte da Napoli. Un 3-0 che non rende giustizia ma che alla fine delle due gare premia i vicentini meritatamente e punisce noi non troppo giustamente per quello fatto nel girone di ritorno ma i cui risultati non han potuto nascondere le troppe misere vicende che han infarcito il nostro cammino. Uno schiaffo alla Sud questo play-out, uno schiaffo che fa male perchè nell'anno nel quale il tifo ha dato un segnale vero di vitalità la puzza di cadavere sul fronte dirigenziale è stata troppa anche per chi da tanti anni segue il Sandonà in ogni dove abbia giocato e di variabili ne abbia viste tante. Far calcio in simili condizioni è privo di dignità, nei confronti dei giocatori, di tutti coloro che in questa società han continuato comunque a lavorare e sopratutto in quello dei tifosi, derisi in ogni campo per le assurdità dirigenziali manifestate ma elogiati ovunque per il loro tifo e il loro modo di seguire la propria squadra. Fosse arrivata la salvezza non sarebbero cambiati i toni di questo requiem dato che ad una domanda specifica il presidente Masiero non ha dato risposta alcuna: E' vero che eran in corso trattative per cedere il titolo sportivo di serie D qualora ci fossimo salvati? Ora a retrocessione conseguita e al perdurare del silenzio in merito, non mi importa più di saperlo, anzi fosse stato vero son quasi contento dell'evolversi degli eventi quanto meno sarebbe stato messo un limite al peggio. Diceva un sommo intenditor non più tardi di dicembre che dovevam aspettar che passasse la nuttata per veder una qualche evoluzione, orbene la notte perenne è scesa su San Donà, non è detto ora che a fronte del fallimentare bilancio economico più che ancora di quello sportivo del Sandonà calcio questo sparisca e con esso la gioia palazzinara della San Donà Matrigna potrebbe inghiottire in un sol boccone pure lo Zanutto. Dignità vorrebbe che ora si cercasse di dare una continuità più certa al calcio Sandonà, nonostante lo sfilar di assessori comunali e consiglieri regionali, allo Zanutto quest'oggi ancora una volta vi è stata la dimostrazione di quanto quest'anno a San Donà i conti con la dignità son risultati troppo sballati. Cosa accadrà ora nessuno può dirlo......auguriamo tutto il peggio possibile ai responsabili di questo scempio immane.......26 Maggio 2008 ore 4.22 fine della Storia.
Caimani's News Anno 12 Nr. 37 (244)
Vinciamo quest'ultima Battaglia, onoriamo la Nostra Maglia
L'ultimo capitolo di questo campionato è davanti a noi, la strana Storia del Sandonà di quest'anno troverà finalmente il suo giusto finale. Come un grande libro abbiamo sfogliato con passione questo campionato, talvolta inerpicandoci nelle difficili vicende che lì si narravano, con tanti personaggi noir che nemmeno il più fulminato degli sceneggiatori avrebbe potuto dar vita. Un'incredibile helzapoppin di personaggi e situazioni che come ogni saga che si rispetti quando arrivi alla fine del racconto non sapresti risalir il filo seguendo la stessa trama che ti ha condotto sin lì, ma essendo oramai all'ultima gara è un pò inutile ora guardar indietro anche se il fazzoletto che teniam in tasca ha una quantità tale di nodi che prima o poi dovremmo sciogliere o usar come arma. Per i prossimi novanta minuti poco importano del resto le crudità ambientali e i pressapochismi di malaffare, conta solo il risultato di questa gara, conta il riuscire a vincere una sfida i cui contorni avevan dell'impossibile. Strane le sensazioni che possono venire da simil spareggi quali possono essere i play-out, scontri diretti con dei paletti che non è detto che facilitino di più il compito e diano dei vantaggi facili da conquistare sul campo.
Proprio il Sandonà di quest'anno ha dimostrato con i fatti che non vi son destini precostituiti se questi hanno dietro di loro la giusta convinzione per cercare di raggiungere il massimo. Dopo un girone di andata come quello disputato dai biancocelesti e con un quadro societario più simile alla faccia buia della luna che ad un ambiente dove rinfrancare le convinzioni più vere, pochi avrebbero mai pensato che a distanza di solo qualche mese saremmo arrivati dove siamo ora. A turno in tutte queste gare son stati esaltati sia i difetti che i pregi di questa squadra, il dolce e l'amaro non è mai venuto meno ma proprio in questo convivere degli opposti sta la vera forza di un Sandonà che deve sentirsi brutto dentro per riuscire a divenir bello. Deve ruzzolare nel modo più duro per ritrovare la forza di rialzarsi. Nullo quindi è stato l'effetto sull'intimità morale dei quattro sganasoni rimediati dalla Sanvitese e quasi è un bene lo stesso pareggio conseguito dai biancocelesti in quel di Montecchio domenica, ora è la voglia di vittoria quella che deve trovare nuova esaltazione, quella voglia di riscatto che molte volte ha soppiantato la facile paura portando alla conquista delle più difficili vittorie. L'orologio del campionato è arrivato alla fine, al culmine della fatica conquistiamo la Vittoria, conquistiamo la Salvezza, nessuno mai potrà mai immaginarne la fatica e la gioia messe assieme che una tal impresa può dare, nessuno tranne coloro che con orgoglio si son battuti per questo Sandonà solo Cuore. Vinciamo quest'ultima Battaglia, onoriamo la Nostra Maglia.
A difesa di una Fede
La strana anima della Sud non ha deluso nemmeno in quel di Montecchio. Le avversità degli elementi ancora una volta hanno imperversato sul cammino del tifo biancoceleste, ma la grande coalizione delle negatività non ha fatto breccia. In tanti siam arrivati in terra vicentina e fra noi pure una rapprensentanza da Castel San Pietro a dimostrare che il filo delle amicizie della serie C non conosce sfilacciamento di tempo o categoria. Più di qualche goccia di Pioggia ha appesantito l'immensa fatica del tifar Sandonà di quest'anno ma è ancor poco se messo a confronto con l'orgoglio di aver seguito questa squadra in ogni campo abbia giocato, di aver tifato in ogni stadio e a qualsiasi latitudine di classifica abbiamo noi giocato. La bassa classifica è uno status che non può mortificare una tifoseria e forse è l'esser divenuti la vera immagine del calcio sandonatese di fronte al variegato congresso che rappresenta la serie D il segnale più vero di quanto le difficoltà della società siano state sin troppo lampanti in questo torneo nel quale alla fine è proprio il Sandonà a rappresentare la vera sorpresa del campionato quasi a far dispetto ai troppi generali senza munizioni. Forse nessuno sarebbe sopravissuto
ad un'ecatombe emozionale di queste proporzioni, se passo dopo passo non fossimo riusciti a rinforzare gli argini e a tirar fuori l'orgoglio di tutti, ed alla fine abbiam avuto la soddisfazione di aver retto al giudizio del campionato qualsiasi sia l'esito di quest'ultima gara. Il tifo è stato uno dei componenti essenziali affinchè quegli argini avessero la forza per resistere, orgoglio e umiltà sono state le parole d'ordine della Curva in tutti questi mesi nei quali non ci siam mai tirati indietro dal dar battaglia a chiunque non avesse ben chiaro cosa significa per noi tifar Sandonà e quale onere si ha rappresentando una società come la nostra che ha faticato all'inverosimile per risollevarsi dalla polvere per metterla poi in mani improvvide. La Storia si difende, la Maglia si difende ed è proprio per questo che quest'oggi siam arrivati a quest'ultimo atto per conquistar vittoria e con essa la preziosità di una salvezza che sarebbe come il conquistar la categoria una seconda volta. Oggi allo Zanutto, domani dovunque i nemici della Fede vorran vinciam la nostra battaglia più grande....Noi non ti lasceremo MAI.
L'Ultima Sfida
Montevarchi,Rimini,Mantova,,Casalserugo,Quinto.
Non sono dei nomi qualunque disposti in modo irrazionale.
Per tutti i veri tifosi sandonatesi rappresentano delle città,delle date, delle partite memorabili.
Un’alternanza di emozioni,di senzazioni,di lacrime:qualche volta espressione di vittoria,altre volte di profonda delusione e di sconforto.
Ma la Storia è fatta così. Chi vuole viverla da protagonisti è consapevole che spesso gli verrà chiesto di decidersi il proprio futuro e il proprio destino in una sola giornata,in un pomeriggio. In Novanta minuti.
Quella di domani è l’ennesima prova che la Storia biancoceleste deve affrontare.
Non conta più niente. Ciò che conta è solo il risultato finale.
I vari Gallo,Ciavarella,Salviato sono esperienze passate. Le mille difficoltà fanno ormai parte del bagaglio emotivo. Le incredibili vittorie al novantesimo sono rinchiuse all’interno dei calendari.
Tutto questo non conta più niente.
Conta il domani. L’impegno rifuso nel campo,la grinta scaricata contro l’avversario,la concentrazione,l’orgoglio di indossare quella Maglia.
Conta esserci. Esserci per l’Ac Sandonà 1922. Per la nostra storia. Per tutti Noi che non abbiamo mai mollato in questi anni bui. Per tutti noi che siamo andati ovunque a testa alta. Per i ragazzi della New Generation, per i veterani dei Caimani,per chi come Noi ha fatto dell’essere ultras una filosofia di vita.
Conta tifare. Per questi splendidi ragazzi che hanno dimostrato quanto valga la forza del gruppo. Per Mister Bellocci che ha promesso su sua figlia che questa squadra si dovrà salvare. Per tutti coloro che su questo gruppo hanno scommesso nonostante fosse più facile criticare e remare contro corrente.
Ragazzi siamo pronti?
Su la sciarpa e buttiamoci nella mischia.
Vince sempre chi più a lungo ci crede e più a lungo sa patir.
Non dimenticatelo.
Bandacasta..questione di militanza decennale
Montecchio
L’incredibile campionato del Sandonà non poteva certo terminare domenica nello spareggio contro la Sanvitese.
Nient’affatto. Così era troppo bello perché troppo facile. Un po’ come la pubblicità del “ti piace vincere facile”. Pensiamoci bene:dopo tutto quello che abbiamo passato quest’anno,era possibile ottenere la salvezza in uno spareggio? Suvvia,non scherziamo.
Abbiamo visto dei compagni di squadra mettersi le mani addosso.
Abbiamo preso quattro gol uno più imbarazzante dell'altro.
Praticamente non siamo nemmeno mai scesi in campo.
Siamo l'Ac Sandonà 1922,e la nostra Storia ci insegna che per noi nulla è stato facile.
Ed eccoci qui a preparare l’ennesima trasferta. L’ultima trasferta di un anno maledetto,di un campionato che sembra essere cominciato cinque,sei,dieci anni fa e che solo ora volge al termine.
Sarà salvezza o triste ritorno in Eccellenza?
Il nostro avversario sarà il Montecchio. Giusto per far capire che queste due partite saranno una vera e propria scalata:si sale verso la gloria oppure si scivola nel baratro della disperazione e del rimpianto.
Tre ingredienti per affrontare questa scalata:coraggio,testa e cuore.
Coraggio perché nessuna grande impresa è stata compiuta senza ardore. Un coraggio che non deve portare a sottovalutare l’avversario e i pericoli che ci possono capitare.
Testa. L’ha ripetuto anche il mister Bellocci. A questo Sandonà in molte occasioni viene a mancare la testa:quell’ingrediente che ti fa ragionare su ciò che si sta facendo,quella lucidità che ti fa capire e percepire la realtà.
E infine una buona dose di cuore, di generosità,di impeto che,senza travolgere la necessaria lucidità, ti stimolano a sopportare la fatica e ad affrontare l’avversario con maggior determinazione.
Solo con questi tre ingredienti riusciremo nell’impresa.
Forza ragazzi,noi ci crediamo.

CI VOGLIAMO COSI'!!!

| Andata (18 Maggio 2008) | |
|
Montecchio M. - Sandonà 1922 |
1-1 |
|
Virtus Vecomp - Este |
0-0 |
|
Ritorno (25 Maggio 2008) |
|
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Sandonà 1922 - Montecchio M. |
- |
|
Este - Virtus Vecomp |
- |
MONTECCHIO MAGGIORE - SANDONA' 1922 1 - 1 (0-1)
RETI: 27' Maccagnan (SD), 66' Ferrari (M)
MONTECCHIO MAGGIORE: Scalabrin 6, Aliberti 5.5, Vanzo 6.5, Ferrari 6.5, Noro 6, Tresso 6 (63' Montagnan 6), Corà 6 (87' Gandolfi sv), Roverato 6.5, Napoli 6, Gallo 5.5, Tommasoni 5.5 (46' Guerra 6). All. Vittadello
SANDONA' 1922: Cionini 6, Melani 6, Patti 6.5, Rosolen 6.5, Falanca 6.5, Conti 6, Zuccon 6, Bravo 6.5, Pavani 6.5, Maccagnan 7, Fanelli 6 (75' Bovo sv). All. Bellucci
ARBITRO: Vallorani di San Benedetto del Tronto 7
NOTE: Espulso: 84' Ferrari (M) per somma in ammonizioni. Ammoniti: Roverato (M), Falanca, Pavani (SD). Angoli: 8-0. Spettatori: 250
Il Sandonà riesce a domare i venti di tempesta e a governare delle vele che dopo il risultato dello spareggio avrebbero potuto causare danni ben pesanti in questa prima gara dei play-out. Le avverse condizioni metereologiche vissute oggi son nulla rispetto a quelle che hanno accompagnato la formazione biancoceleste in tutto questo torneo, ma son stati abili i sandonatesi al culmine della tempesta a continuar a mantener la nave nella rotta per la salvezza. Un clima terribilmente autunnale è quello che si abbatuto su questo maggio che ha indotto la formazione di Bellucci ad adottare un atteggiamento tattico ben più accorto di quello solito, in una gara dove sbagliare avrebbe potuto pregiudicare tutto il lavoro fatto in questi lunghi mesi di passione. Fondamentale in questa gara era raccogliere un risultato positivo che garantisse l'egual vantaggio della gara odierna anche nel ritorno dello Zanutto,
vincere sarebbe stato il massimo, un pareggio non muta di nulla tali fattori ma ora i minuti da giocare sono solo 90. Il campo pesante ha suggerito a mister Bellucci di optare per un assetto che avesse una difesa più presente nella propria zona di competenza e rafforzata ulteriormente dall'inserimento di Rosolen con un Pavani sacrificato in un ruolo di contenimento. In porta ha giocato Cionini, difesa a cinque con Melani, Patti, Rosolen, Conti e Falanca, a centrocampo Bravo, Zuccon e Pavani con Fanelli a supportare Maccagnan in avanti. Se in casa Sandonà si è dovuto fare a meno per squalifica di Perissinotto e Marzocchella, nessun problema sull'altro fonte per mister Vittadello. I rossi di casa tra l'altro godevano pure di quel piccolo vantaggio dato dall'aver potuto preparare questa gara da lungo tempo e con una settimana in più di riposo campionato. Recuperati tutti gli infortunati in porta ha giocato l'under Scalabrin, difesa con Aliberti, Vanzo, Ferrari e Noro, a centrocampo han giostrato Tresso, Corà, Roverato e Tommasoni, in avanti Gallo e il giovane Napoli. Gli influssi di Giove Pluvio su questa partita son stati pesanti con pioggia prima, durante e dopo la gara che ha reso insidioso il terreno di gioco pur mantenendo lo stesso in una perfetta praticabilità. Gara che nel complesso non ha fatto vedere grandi conclusioni a rete con un primo tempo equillibrato ed un secondo dove i locali han cercato di rovesciare un risultato che li vedeva destinati ad un fatal destino. Sono i padroni di casa a cercare sin da subito di indirizzare nel miglior modo possibile la gara e per far ciò hanno cercato spesso e volentieri le vie laterali con tanti cross buttati in mezzo all'area anche se non troppo fortunati grazie ad una difesa sandonatese finalmente accorta. Poteva costar caro in apertura al Sandonà una disattenzione sugli sviluppi di una punizione quando Ferrari manca di un nulla la deviazione sul traversone dalla tre quarti di Roverato dopo che il difensore di casa aveva eluso il fuorigioco. E' di Rosolen la prima occasione della gara per i sandonatesi, ma il suo tiro dalla distanza non riesce ad inquadrare la porta. In una gara come questa posson esser i calci franchi a divenire la vera chiave dell'incontro, è da uno di questi che per poco Maccagnan non mette nelle condizioni di battere a rete Patti, mentre subito dopo dall'altra parte una bella discesa sulla destra di Roverato trova puntuale sul susseguente traversone la deviazione di testa di Tommasoni ma il centrocampista sbaglia lo stacco e il pallone va ampiamente alto. E' la solita punizione di Maccagnan a mutar gli equillibri al 28' quando da posizione centrale trova la barriera impreparata, il pallone filtra e beffa il portiere Scalabrin sulla sua sinistra. E' un vantaggio importante che galvanizza i biancocelesti che sfiorano il raddoppio poco dopo sugli sviluppi di una punizione calciata nel mezzo di un'area affollatissima ma è bravo Scalabrin a respingere la conclusione ravvicinata, come è abile in chiusura Cionini a sventare di pugno un tiro di Roverato. La ripresa è di marca vicentina con un Sandonà che arretra pericolosamente il proprio baricentro anche sulla spinta di una squadra di casa che ha trovato esperienza e centimetri con l'inserimento di Guerra in avanti a costituire un tridente con Gallo e Napoli. E' proprio Gallo ad andare vicino alla marcatura in apertura ma è bravo Conti a sbrogliare, mentre sono decisamente troppi i palloni conquistati dai biancocelesti e consegnati senza colpo ferire agli avversari. E così sono i vicentini al 66' a pervenire al pareggio, corner di
Roverato, pallone teso sul primo palo che trova Ferrari pronto a sovrastare tutti ed infilare di testa Cionini sul palo lontano. Il pareggio regala un pò di timore agli uomni di Bellucci che rischiano sui tanti palloni gettati in mezzo dai rossi di casa ma la difesa riesce sempre a liberare con un Bellucci che migliora un pò la situazione inserendo Bovo al posto di Fanelli e riportando nel suo ruolo Pavani. Qualche pallone in più anche per Maccagnan che prima impegna Scalabrin nella respinta di pugni dopo una bella azione personale, mentre qualche minuto dopo subisce un fallo al limite dell'area da parte di Ferrari che rimedia così il secondo cartellino giallo e di conseguenza vede terminare qui il suo campionato. Nulla di fatto negli ultimi attimi, il voler e non posso delle due squadre si dovrà necessariamente trasferire tra sette giorni in quel dello Zanutto dove ai biancocelesti sarà sufficente non perdere per conquistare l'agognata salvezza. Nonostante la giornata incredibilmente piovosa anche nel vicentino la Sud è riuscita a portare il proprio entusiasmo ed il proprio tifo, tanti gli ultras al seguito a cui si sono aggiunti anche dei ragazzi giunti espressamente da Castel San Pietro in ricordo di un'amicizia nata in un magico campionato che nel 1999 ci dischiuse le porte della C1 nella famosa disfida di Mantova. Il tifo mai si è placato durante la gara, una prova d'amore che la dice lunga su quanto alla Sud questa Maglia stia a Cuore e sia pronta a difenderla da qualsivoglia avversario amico o nemico che sia. Questa è stata anche l'ultima trasferta della stagione, l'ultimo stadio che ha potuto toccar con mano la passione della Sud, or si chiude l'annata allo Zanutto....teniamoci il coltello tra i denti tutta la settimana ancor non abbiam conquistato nulla, ma nussun molli un solo istante e come disse Cesare oramai trapassato Non date le spalle a nessuno la Salvezza dipende unicamente da Noi, Conquistiamola!!!
Caimani's News Anno 12 Nr. 36 (243)
Oltre la Linea della Vittoria
Ci avevam fortemente sperato che quella di domenica scorsa fosse l'ultima partita della stagione, ci avevam sperato almeno per una decina di minuti di gara, e poi ancor per un'altra manciata di minuti dopo la rete di Maccagnan. Poi il filo del nostro destino è tornato innesorabilmente a tendersi e i biancocelesti son finiti giù cadendo innesorabilmente nella rete di questi play-out. Bastava poco per rimaner lassù se solo uno spiffero di buena suerte avesse dato un'ulteriore mano ai biancocelesti....altro che spiffero sarebbe servito quest'anno, siam già dei miracolati per aver saputo fare dello surf sulle ali di un uragano, un occhio all'orizzonte ed uno all'abbisso che ti si apriva sotto i piedi. Questa stagione è giunta alla fine in linea con quello che in fondo è stato il nostro cammino, un'eterno rodeo che ha visto i biancocelesti ruzzolare nella polvere più volte, capaci sempre di rimontare in groppa anche se ovviamente ora l'energia è minore. Questo in fondo è la vera pecca del Sandonà di questo girone di ritorno, gli inevitabili contraccolpi
di una rosa limitata che nello spareggio che avrebbe potuto dire Paradiso si è trovata col fiato corto e con delle assenze importanti che han tolto qualsivoglia soluzione tattica a mister Bellucci. Del resto quando si rincorre un'obiettivo è inevitabile incorrere in delle battute a vuoto, anche nei mirabilanti trenta punti conquistati in questo girone di ritorno queste han dei nomi e dei cognomi, ma dietro questi vi son anche gare nelle quali si è riusciti ad andare oltre l'ostacolo, a mettere la grinta al servizio del Cuore, è inutile quindi pensar ai punti perduti quando all'oggi questo non può portar alcun giovamento. Nella gara di odierna si fondono passato e presente, due facce di un Sandonà che deve avere la forza di conquistarsi ora il futuro. Mai nella sua storia i biancocelesti hanno disputato questo tipo di gare, dove in 180' si decide un destino nel quale il peggio si chiama retrocessione. In passato siam sempre riusciti ad evitarle, quest'anno non è stato così, quest'anno è diverso da tutti gli altri. Nella fatal pena siamo riusciti comunque ad ottenere una condizionale data dalla posizione conquistata al termine delle trentaquattro gare di campionato, se servirà o meno dipenderà molto dal Sandonà prima di tutto, da quanto riuscirà a giocare come sà. Ed in questo importantissima sarà questa gara di andata in terra vicentina dove nella notte dei tempi del campionato riuscimmo ad ottenere un risultato di parità tra la calura di un settembre ancor molto estivo ed un Sandonà ancor molto eccellente. Pericoloso sarebbe però qualsivoglia calcolo, il sedersi sullo scranno di un vantaggio in attesa degli eventi, per il Sandonà visto domenica sarebbe la sua fine. Coltello tra i denti dunque, in questi 180 minuti ci si gioca tutto un campionato, tutta una credibilità costruita minuto per minuto, risultato dopo risultato, battaglia dopo battaglia, ci davan per morti or siamo ancora qui a combattere in prima linea, se i generali son scappati non così han fatto tutti coloro che con Grinta e Umiltà combatteranno anche oggi per difender questa Serie D, per difender questa Maglia. Non è più il momento della paura, è venuto quello del cercar la Vittoria, costi quel che costi...la Gloria è Gratis!!!
Noi non ti Lasceremo Mai
Nello slalom di questo campionato è capitato troppo spesso di inforcare un paletto che ti scivola impudicamente tra le gambe e ti ricorda quanto complicata sia la stagione che stiam vivendo. Nonostante le tante gare sin qui tifate la Sud non è ancora troppo avvezza alle tafazzate che ti sbirillano la passione, ma non avendo mai mollato sino ad adesso parrebbe stupido farlo proprio ora. Perdere uno spareggio come quello di Sacile non può che far male dopo il tanto tifare, il tanto sperare, l'impegnarsi in un qualcosa che lungo tutti questi mesi ha dato una coesione inaspettata a tutti coloro che nella Sud si son ritrovati a tifar biancoceleste e che in campo ha avuto i giusti emuli di quest'impresa. A fronte di generali improponibili è toccato al Popolo della Sud indicare una via certa nel campo di battaglia. Dopo tante gare siam ancora qui a cercar nuovamente battaglia ma con la certezza
che questa sarà l'ultima trasferta della stagione, l'ultima disfida utile affinchè riuscire a trovare quella vittoria che rappresenterebbe anche il nostro trionfo in una stagione come questa adatta solo ai puri di Cuore. Ci si attacca a tutto a volte per avvinghiare i favori del fato ed è curioso come anche il pullman per Montecchio si sia inchinato a questo ricercar un vento favorevole. Non abbiamo fatto tantissimi pullman quest'anno, ma tutti son stati legati ad una sorte non troppo benevola. Curiosamente solo quello fatto per Montecchio è riuscito ad ottenere un punto, per tutti gli altri risultati ben al di sotto delle attese, ben al di sotto del tifo della Sud. Or che questo pullman per Montecchio non vi è più, di sicuro non sta a significare una resa della Sud, ma anzi tutt'altro, la voglia di esserci è ancor più cresciuta, tutti cercheranno di salire su quelle ali del destino che ci conduranno in quel del vicentino per riuscire a governare un volo che ci porti nuovamente là dove solo un tifo bello, potente e variegato come quello della Sud merita, rimanere in serie D. 180 sono i minuti che ci separano dal limite ultimo del campionato, oltre 3000 sono quelli che già ci siam lasciati alle spalle, nessuno è stato importante come questi eppure ognuno di essi ha cementato in Noi quella forza che ci vede qui quest'oggi per affrontare questa nuova battaglia con lo steso ardore che ci ha contraddistinto quest'anno, di certo la Sud non arretrerà nemmeno di fronte a questa nuova impresa.....In trasferta ovunque tu sarai, Noi non ti lasceremo Mai.
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