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Il piccolo mondo della Curva Sud costituito da I Caimani del Piave e dalla New Generation, quattordici anni gli uni dodici gli altri, ma uniti da una consolidata Amicizia, dall'Amore verso i colori biancocelesti e sopratutto dal profondo divertimento che ci dà il tifare Sandonà . Una Fede, Un Mito, Un Amore Infinito |
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Rai Report
Da La Nuova di Oggi
In campo già contro l'Este?
Accordo raggiunto Anselmi a Sandonà
SAN DONA'. Il nuovo anno porta al Sandonà la punta a lungo inseguita. Il direttore sportivo Gianni Petrollini ha ormai chiuso l'accordo con Massimo Anselmi (nella foto), 33 anni. Romano di nascita, attaccante puro, destro di piede, Anselmi ha alle spalle una lunga militanza tra C/2 (Avezzano e Frosinone) e D (Marcianise, Tavolara e Bojano, tra le altre squadre), collezionando 263 presenze e firmando 76 reti. Approdato due stagioni fa alla Santegidiese, nell'ultimo campionato ha giocato con L'Aquila (Eccellenza abruzzese), dopo essere transitato per Paternò e Petacciato. Petrollini sembra stesse seguendo anche un altro attaccante, che però non è riuscito a svincolarsi. Con Anselmi, invece, l'intesa è raggiunta e il giocatore è atteso in riva al Piave già mercoledì, alla ripresa degli allenamenti. «E' una prima punta d'esperienza - assicura Petrollini - Un giocatore forte di testa, che non manca mai di spizzicare il pallone in area». 
Davanti Anselmi farà coppia stabile con Maccagnan. Probabile il suo esordio già contro l'Este (il 6 gennaio), visto che il giudice sportivo ha inflitto ben due giornate di squalifica a Marzocchella, per l'espulsione rimediata contro l'Itala San Marco. Intanto, nonostante lo stop al campionato, Melani & C. stanno lavorando duramente al Davanzo, agli ordini di mister Bellucci. Unico assente Patti, rimasto in Sicilia per risolvere alcuni problemi di famiglia. Ieri i biancocelesti hanno sostenuto una doppia seduta di allenamento. Stamane breve sgambata in famiglia con gli allievi, poi il rompete le righe.
Sembra imminente anche l'attesa schiarita societaria, dopo i veleni delle settimane scorse. Ancora fuori sede l'a.d. Luigi Gallo, ufficialmente per problemi di salute, al Davanzo si è rivisto il presidente Graziano Masiero, che, non è mistero, non ha mai condiviso l'operato di Gallo, prendendone spesso le distanze. E un primo segnale del nuovo corso potrebbe essere il ritorno di Renzo Perissinotto alla guida del vivaio. (Giovanni Monforte)
Dunque al limitar del nuovo anno arriva finalmente quell'attaccante tanto promesso in tutti questi mesi. Sarà il campo a dire se di abile punta si tratta oppure solo di uno di quei tanti giocatori che negli anni si son abituati a cambiar squadra ad ogni apertura delle liste. Vedremo e giudicheremo, ma questo sarà affar del prossimo anno, giusto qualche giorno in giro per Roma servirà ad ErSTE per ritemprare lo spirito da questa annata di merda, lasciamo ai dirigenti di adesso lo spalarla, il riempir i camion della nettezza urbana e il far pulizia, perchè di questo ha bisogno il Sandonà al momento: far pulizia. L'augurio è che non rimangan piume nè penne per la via, unicamente così la Sud dal 6 gennaio potrà finalmente dedicarsi solo e totalmente ad uno scopo: salvare il Sandonà. Buona Fine Anno a Tutti e che ogni più recondito desiderio possa illuminare il cielo dell'anno entrante.
Massimo Anselmi
ruolo: attaccante
piede di calcio: destro (altezza cm 176)
nato a Roma il 23/06/1974
Carriera
2007-08 Gabelletta |Ecc. Umbria|
2006-07 (gen) L'Aquila |Ecc. Abruzzo| 8 pres 1 rete
2006-07 (nov) Petacciato |D gir.H| 3 0
2006-07 Paternò |D gir.I| 3 0
2005-06 Santegidiese |Ecc. Marche| 22 11
2004-05 (nov) Bojano |D gir.G| 22 9
2004-05 Ostia Mare |D gir.E| 9 3
2003-04 (ott) Ercolanese |D gir.G| 25 8
2003-04 Pomigliano |D gir.G| 3 1
2002-03 (ott) Marcianise |D gir.G| 24 11
2002-03 Ariano Irpino |D gir.H| 9 1
2001-02 Latina |D gir.G| 16 4
2000-01 Tavolara |D gir.G| 33 12
1999-00 (feb) Anagni |CND| 16 8
1999-00 Terracina |CND| 10 1
1998-99 Frosinone |C2 | 0 0
1997-98 Frosinone |C2 | 22 2
1996-97 (nov) Altamura |C2 | 9 1
1996-97 Frosinone |C2 | 12 3
1995-96 Avezzano |C2 | 21 4
1994-95 Avezzano |C2 | 24 0
1993-94 Avezzano |C2 | 9 0
1992-93 Avezzano |C2 | 1 0
1991-92 Avezzano |C2 | 1 0

Le false promesse si azzannano per il culo, solo carne bianca per la disadorna tavola biancoceleste. Il Sandonà siamo Noi, Solo Noi!!!
Diciottesima Giornata
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Belluno - Union Quinto |
0-2 |
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Domegliara - Virus Vecomp |
1-0 |
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Este - Sambonifacese |
1-1 |
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Eurotezze - Rivignano |
0-0 |
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Itala San Marco - Sandonà |
4-0 |
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Montebelluna - Tamai |
0-1 |
|
Montecchio M. - Chioggia S. |
0-3 |
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Sacilese - Città di Jesolo |
2-2 |
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Sanvitese - Sarone |
0-0 |
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Classifica: Itala San Marco p.38; Sambonifacese, Chioggia Sottomarina p.36; Domegliara p.31; Sacilese p.30; Union Quinto, Este, Città di Jesolo p.28; Tamai, Eurotezze p.27; Virtus Vecomp, Sanvitese p.24; Montebelluna p.19; Belluno p.17; Sarone p.15; Sandonà 1922 p.12; Montecchio Maggiore p.11; Rivignano p.9. |
ITALA SAN MARCO - SANDONA' 1922 4 - 0 (2-0)
RETI: 21’ Moras (I), 33’ Rossi (I), 68’ Pereira (I), 81’ Roveretto (I)
ITALA SAN MARCO: Tusini 6, Conchione 6, Racca 6, Tardivo 6.5 (85' Cipracca sv), Gallinelli 6, Arcaba 6.5, Francioni 6 (54' Roveretto 6.5), Carli 7, Rossi 6.5, Neto Pereira 7 (75' Mujesan sv), Moras 7. All. Zoratti
SANDONA' 1922: Cionini 6.5, Melani 5, Perissinotto 5, Pavani 6 (75' Lorecchio sv), Gerace 6, Falanca 6.5, Zuccon 6.5 (64' Conti sv), Marzocchella 5, Bravo 5.5 (70' Romeo sv), Maccagnan 6, Patti 6. All. Bellucci
ARBITRO: Valente di Roma 6.5
NOTE: Espulso: 90' Marzochella (SD) per proteste. Ammonito: Perissinotto (SD)
Non era indubbiamente questa la gara nella quale andare a caccia di punti preziosi per una classifica altamente deficitaria di per sè stessa, nè serviva questa ulteriore gara per decretare l'assoluto fallimento della gestione societaria da parte di Luigi Gallo, però nemmeno l'impegno messo quest'oggi ha potuto regalare soddisfazione alcuna alla squadra biancoceleste. La buona Sorte la puoi sfiorare, ma vi è l'incapacità assoluta di poterla afferrare, in questa strana annata manca l'alchimia giusta per far si che questa squadra si possa dire tale e che trovi in sè la forza per andar oltre le difficoltà, quella capacità di capitalizzare il lavoro trasformandolo in punti. Troppi sono i ruoli scoperti, troppa la confusione tattica, troppi i torti fatti da questa dirigenza a giocatori e ambiente perchè possa il tutto cambiare d'incanto. Ombre scure sul futuro, con un amministratore delegato ricco solo delle tante parole e sparito chissà dove ed una squadra oramai spoglia lasciata alla deriva. Proprio un bel Natale.....delle Festività così penso ogni giocatore che abbia accettato questa scommessa se le ricorderà a lungo, e mediterà sulle braci del camino se mai ne valga ancora la pena. E' proprio questo il grande interrogativo del nuovo anno, se la peste continuerà ad imperversare, se Mordor continuerà a regnare, quanti saranni i giocatori che il 27 saran presenti agli allenamenti? La prossima gara in programma è per il 6 gennaio, per intanto raccontiamo questa a cui abbiamo assistito, e tifato, oggi, una gara chiusa nel pronostico sin dall'inizio e vinta largamente e con merito dalla capolista. Questo dicembre infernale per i colori biancocelesti si è chiuso come preventivato con una secca sconfitta, dopo che nelle precedenti giornate avevamo via via incontrato tutte le pretendenti alla vittoria del campionato. Rosa ormai ridotta all'osso quella sandonatese con tanti giovani in panchina e con un nuovo debutto sin dal primo minuto, trattasi di Falanca difensore centrale siciliano con una buona militanza in serie C. In porta ha giocato Cionini, difensori laterali Melani e Perissinotto con Falanca e Gerace centrali, a centrocampo Pavani, Zuccon, Bravo, Patti con Marzocchella in supporto all'unica punta Maccagnan. Nessun problema per mister Zoratti che ha schierato Tusini in porta, in difesa Conchione, Racca, Gallinelli ed Arcaba, a centrocampo Tardivo, Francioni, Carli, Moras, in avanti Rossi e il brasiliano Neto Pereira. Gara equillibrata nella prima fase ma poi subitissimamente chiusa dai padroni di casa allorchè son giunti al raddoppio. Sin dall'inizio sono gli isontini a cercare di impegnare la difesa biancoceleste spesso in difficoltà con un Neto Pereira a giostrare sempre al limite del fuori gioco. Dopo un bel tiro dalla distanza respinto con difficoltà da Cionini in due tempi, sono un paio di punizioni dal limite a mettere i brividi alla difesa sandonatese. Al 21' arriva però il vantaggio ad opera di Moras: bella azione sulla destra di Neto Pereira e traversone in mezzo che trova Moras appostato sul palo lontano, il giocatore controlla bene e batte prontamente realizzando la rete del vantaggio. Bella è la reazione dei sandonatesi che vanno vicino al pareggio su di una punizione dal limite di Patti, fuori di poco. E' poi Marzocchella a sciupare l'unica grande occasione manovrata dei biancocelesti, servito benissimo in area, a tu per tu con il portiere Tusini temporeggia troppo e il portiere riesce a respingere. Una manciata di minuti dopo non è fortunata la battuta di Zuccon su di una nuova punizione dal limite, il pallone centra la traversa. Non dispiace quindi il Sandonà per la grande volontà che mette, ma è indubbia la sterilità offensiva che ancora l'attanaglia e come sempre accade basta un nonnulla per subire. Al 31' infatti arriva il raddoppio dell'Itala sempre sulle ali di una nuova azione di Neto Pereira che si destreggia sulla tre quarti destra per poi trovare liberissimo sul fronte opposto il compagno di reparto Rossi che non ha alcuna difficoltà a controllare ed insaccare. Disco rosso dunque per il Sandonà che nel secondo tempo tenta di riaprire la gara complice anche una certa volontà di controllare la stessa da parte degli uomini di Zoratti ma rare sono le vere occasioni per impensierire la difesa avversaria. Di contro son sempre pericolose le incursioni dell'Itala tanto che in un paio di mischie i biancocelesti si salvano di un niente. Al 68' l'arbitro fischia anche un rigore a favore dei padroni di casa per un fallo subito da Rossi in area piccola, sul dischetto si porta Neto Pereira che insacca innesorabilmente sulla destra di Cionini. Nessun vantaggio per i colori biancocelesti dalla girandola di cambi, con una squadra di casa che porta a quattro le sue reti all'81' grazie allo sgusciante Roveretto che sulla destra trova lo spazio per inserirsi e confezionare il poker natalizio. Ben poco natalizio è invece a tempo scaduto lo spirito del guardialinee sotto la tribuna che richiama l'attenzione dell'arbitro dopo aver ricevuto qualche parola di troppo da Marzocchella, per il giocatore cartellino rosso, il decimo ricevuto in questa stagione dai biancocelesti. E dire che di un unico cartellino rosso la Sud ha fortemente chiesto l'esibizione, quello per Luigi Gallo il fine conoscitore delle materie calcistiche che in terra sandonatese ha ribadito la sua scarsa preparazione in materia. E' stato lui uno dei protagonisti più gettonati dei cori della Sud quest'oggi, cori che ancora una volta son stati belli potenti per tutti e novanta i minuti di gioco. Sembra quasi un gioco masochistico il nostro, un sperare che un coro ti faccia gol, che si trasformi in destriero e faccia superare a questa squadra l'ennesimo ostacolo del suo percorso. Un cantare al vento che fatica a gonfiare le vele biancocelesti oramai logore per un girone di andata ai confini degli abissi. Giocatori a salutare la Sud a fine partita, cosa accadrà dopo natale nessuno lo sà, nè chi è in campo nè chi è in curva, però tutti hanno ben presente chi sia il colpevole.....Te ne devi andare!!!
Dal Caimani's News Nr. 18 Anno 13 (226)
Un Calcio....di Culo
Con dicembre finisce il girone di andata e ci si immette già in quello di ritorno, come in una grossa corsa al regalo pure il Sandonà si è accodato per il suo giro di boa e come chi è costretto a guardare nel proprio borsello prima dell'ultimo acquisto deve mettersi dietro e sperare di trovare le giuste soddisfazioni nei saldi postnatalizi. Che sarebbe stata una annata difficile tutti lo sapevano, che queste difficoltà avrebbero avuto un simile percorso difficilmente qualcuno avrebbe mai potuto immaginarlo. Eravamo tutti speranzosi all'inizio quasi che le illusioni dei proclami avessero fatto breccia in noi, certi comunque di avere quella solidità di squadra che sempre è il primo presupposto per affrontare al meglio le difficoltà. Mal ce ne colse, se uno dà un'occhiata a quella che era la rosa all'epoca della prima di campionato e la confrontasse con quella attuale potrebbe pensare a due campionati distinti. Nulla praticamente è rimasto come a settembre, la tenace disarmonica opera di tal Luigi Gallo ha spazzato via ogni cosa e la già sofferente situazione economica è divenuta ancor più tragica con un sodalizio biancoceleste divenuto nel panorama sandonatese quasi un elemento da evitare vista la poca credibilità oramai raggiunta, sportivamente ma ancor più economicamente. Tre mesi son bastati per dar corpo a tutte le peggiori previsioni che spesso anche noi abbiam sottolineato facendocene portatori sani, ora che le chiacchere son divenute vento in bocca al nulla è ora di cambiare prima che queste divengano tempesta, ora che anche i ciechi sembran aver riavuto il dono della vista è ora di cercar una nuova via. Le rivoluzioni avvengono sempre dal basso e dopo la dittatura barbara è ora che chi è stato oggetto diventi soggetto, se si vuole avere qualche speranza che il tronco spoglio del Sandonà possa rigermogliare bisogna tagliarne finalmente la parte infetta ed innestare nuova vita.
Dunque il campionato va avanti anche se il Sandonà sembra fermo, non potrebbe essere altrimenti visto il calendario di dicembre, pronostico rispettato, l'equipaggiamento non permette di aver troppe ambizioni nei ghiacci dell'alta classifica. Prima della sosta ecco dunque il picco più alto quello dal quale è possibile ruzzolare giù a valanga. La tenace resistenza del Sandonà in queste ultime gare non ha cambiato il destino avverso, ne ha però contenuto la portata ed è così che probabilmente sarà anche in questa gara. La speranza è sempre l'ultima a morire, ma per ora i biancocelesti sperano unicamente di non morire. Difficoltà di formazione nella gara con l'Itala, tra infortuni, squalifiche e nuovi esodi le possibilità di mutar gli eventi sono minime. Se vi fosse ancora la squadra dell'andata potremmo quasi aver l'ardire di dire di esser in credito con la Sorte per come i più forti isontini son stati beneficiati a settembre, essendo la Sud quasi l'unica surpestite l'auspicio più vero è quello di riuscire a dare un calcio in culo al Gallo e conquistare una speranza di vita, e di culo in culo magari riuscire ad ottenere l'insperato, bisogna Crederci, bisogna Correre, bisogna Combattere!!!
E or tocca a Mordor
Son tredici anni che esiste la Sud e quella di Natale è sempre stata una sosta che ha regalato più sofferenze che gioie. E' strano a dirsi ma anche andando indietro con i ricordi, la tradizione è stata spesso rispettata pure nei campionati disputati da prim'attori. Questa è però un'annata particolare, di quelle nelle quali il trovar gioia poco dipende dal lato sportivo ma molto dal come la Sud si riesce a rapportare alla situzione in atto. E' proprio una stagione di merda, dove alle speranze non sono coincise le certezze. Dove alla voglia infinita di tifare della Sud in campi finalmente ridiventati simil professionistici, non ha coinciso egual orgoglio nell'esser specchio di una Società che si dice esser il Sandonà. Due cose distinte si son messe in moto in questo campionato, da una parte quella ufficiale del Club con il suo fiato corto e la sua immagine minimalista, dall'altra la Sud che ovunque è andata è stata lodata per il suo tifo e per tutto quel mondo che gli gira attorno. Anche quest'anno siam scesi in trincea, una trincea che ben presto ha assunto le fattezze delle Termopili, nemici di fronte, non amici dietro. Un difender la posizione a tutto tondo che alle soglie del Natale non sembra mutar prospettiva, o forse si. Il martellar le linee galliche ha spogliato il "non amico" che or vaga a casaccio e con i generali in rotta. La verità è che i più rotti siam noi. Alle sue promesse non abbiam mai creduto, ai suoi fatti ancor meno, alla sua storia...bè quella difficilmente avrebbe potuto esser solo vuota leggenda. La credibilità la si misura con i fatti ed i suoi sono talmente incredibili che qui non avranno mai futuro. Si ha ben dire che dovremmo guardare solo il lato sportivo, la squadra in campo e disinteressarci del lato societario, quest'anno è impossibile farlo perchè una gestione così raffazzonata difficilmente sarebbe stata mai pensabile. Abbiamo abbattuto il Vermilungo, poi
è stata la volta della Torre di Saruman, ora tocca a Mordor...non siamo nel mondo fantastico di Tolkien ma nella realtà biancoceleste, eppure contro quei simulacri sembra di lottare. La Sud è piccola, ma tenace nel suo pensare e nel suo fare, e ancor più nel suo tifare. Nessuno in questo campionato ha potuto mettere in dubbio questo, nessuna tifoseria ha saputo far meglio. A modesta classifica non è coincisa meno qualità di tifo che si lotti con le prime come con le ultime, che si vinca oppure si perda. Ed or via a Gradisca, uno stadio all'inglese per il tifo Old Style sandonatese, questa è la tifoseria biancoceleste sempre ed ovunque a mettere a sua faccia a difesa di una Conquista e di una Maglia, il Sandonà siamo Noi, Solo Noi.
C'era una volta....or non ci sono più
Certo è strano il calcio moderno. Vinci un campionato, conquisti un obiettivo esaltante e poi? A fronte di un bel pò di debiti passi il testimone a tal Luigi Gallo, rinomato imprenditore calcistico famoso per i suoi incredibili successi sportivi dalle Alpi a Pantelleria, fin'anche in Albania, Libia ed Eritrea. In men che non si dica questo ti mette il Sandonà all'interno della scatola Gallo Holding, ti shakera per bene la squadra che come per incanto causa inedia è costretta a cercarsi un pasto caldo altrove. Poco importa al divino imperator, il giocator andante lo sostituisci con giovin imberbi venenti, e di mercato in mercato la rivoluzione è servita. Or che siamo a Natale la bussola rotea impazzita incapace di capir qual si voglia rotta affidabile. Proprio un cammino che manderebbe in sollucchero i più grandi romanzieri, ma che molto probabilmente potrebbe essere l'ultimo capitolo del libro dedicato alla storia ottantacinquennale del calcio Sandonà prossimo alla stesura. Proprio una bella impresa questa, come sempre puoi costruire il più grande grattacielo al mondo ma se alla fine questo crolla a poco serve contar quanti piani avevi raggiunto, le macerie ne saranno sempre lo scomodo risultato. La cosa incredibile di questa storia è che il motivo per il quale tutto iniziò non ha trovato soluzione, i debiti son rimasti tali anzi c'è chi dice ce sian cresciuti nonostante qualcuno vada recitando la leggenda che questo Sandonà è finanziariamente vitale. Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sà quel che lascia ma non sà quel che trova. Chi mai sarà quel tamarro che ha imboccato questa strada che or si è rivelata una rotonda?
Luce tetra al campo Davanzo, buio e freddo tutt'intorno che si fondono in questo grigissimo finale d'anno. Si assottigliano sempre più le fila di un Sandonà con l'animo ormai in rotta. Confermate le voci circa l'accesa discussione accaduta ieri, confermate le grida ribelli che oramai si elevano anche all'interno dello spogliatoio, confermato il silenzio stampa che ovviamente non blocca gli spifferi. Come potrebbe essere altrimenti, per un allenatore che si guarda bene da aprir becco in qualsiasi direzione, almeno lo spogliatoio grida forte il suo disappunto. Mai era capitato di assistere ad una situazione di simil fattura in tanti anni di calcio Sandonà, l'ambiente oramai ne è disgustato anche in chi, ed eran pochi, un briciolo di fiducia aveva in sti mercanti. Il Tempio è oramai profanato e continua l'esodo di chi disilluso rinuncia a quel poco o tanto di dovuto e se ne va. Lista di svincolo per Gerlin, Visentini, Visentin, Fiscina, De Carli, senza contare i tanti giovani dati in prestito per un tozzo di pane. Bandiera logora al cielo, ma non è quella biancoceleste saldamente nelle mani della Sud, è quella della peste, abbiamo la peste dentro le mura, di quelle peggiori che logora l'animo. Per intanto l'unico angolo sano rimasto, quello del settore giovanile, và in vacanza e si autocelebra. Come son lontani i tempi nei quali i grandi erano l'esempio per i più piccoli, come son lontani i tempi nei quali prima squadra e settore giovanile eran un tutt'uno nello spirito e nella Maglia. Fortunatamente ai più giovani è ancora preservato il contatto con la peste.
Dal Gazzettino
Morale basso in riva al Piave dove la nuova sconfitta nella trasferta contro la Sambonifacese (2-0) è appena mitigata dalla pur buona prestazione messa in campo dai ragazzi di Bellucci. Il Sandonà resta al terzultimo posto in classifica con 12 punti ma per la seconda settimana prosegue il silenzio stampa di allenatore e giocatori. A parlare è il direttore dell'area tecnica Gianni Petrollini: "Abbiamo giocato bene almeno per 70 minuti, certo è mancato qualcosa in attacco ma ci stiamo lavorando. La maggiore amarezza - continua Petrollini in riferimento alla situazione societaria - è per le tante chiacchiere che in questo momento ci fanno molto male. Sarebbe preferibile se su tutto questo si stendesse un velo pietoso. Abbiamo bisogno di lavorare in tranquillità e questa continua pressione ci toglie la serenità, specie alla vigilia di incontri importanti". Secondo il ds Gerace e Zuccon sono stati tra i migliori in campo dei biancocelesti, "ma anche Cionini, tornato tra i pali e nel complesso tutta la squadra non ha sfigurato davanti alla corazzata veronese"......(Davide De Bortoli)
Il vero problema è che non sono chiacchere, sono FATTI. Continui a ballare la tarantella.....chi è causa del suo mal pianga sè stesso.
La Nuova Venezia (di domenica)
ANCHE BATTISTA, L'ALTRO SOCIO, CHIEDE SOLDI A GALLO
Sandonà, è una trasferta proibitiva
A San Bonifacio in pieno marasma societario e senza quattro titolari
Trasferta proibitiva per il Sandonà, che oggi (ore 14.30) sarà di scena sul campo della Sambonifacese, una delle big del campionato. Ma in casa biancoceleste a tenere banco sono ancora le vicende societarie. Dopo l'ex d.g. Roberto Ciavarella, a raccontare la sua verità è Franco Battista, l'imprenditore arrivato dal centro Italia per contribuire alla causa biancoceleste.
«Confido nel fatto che Masiero, con la sua capacità, riuscirà ad aggiustare le cose. E' solo una questione di tempo - spiega Battista - chiaramente voglio rientrare dal mio investimento, circa 80 mila euro, e, in tal senso, non ho intenzione di aspettare oltre fine mese. Ma sono convinto che la situazione si risolverà prima. In ogni caso sto valutando la possibilità di rivolgermi a un legale». Battista spiega il suo arrivo in riva al Piave. «Con Gallo eravamo molto amici - prosegue l' imprenditore - quando è arrivato a San Donà, all'inizio, ha trovato una situazione non facile. E' riuscito a tamponare i debiti pregressi, ma poi ha dovuto cercare altre risorse. E le ha trovate in me e in altri amici»......(Giovanni Monforte)
Il Gazzettino (di domenica)
Sandonà teme più le polemiche della Sambonifacese
Trasferta impegnativa oggi alle 14,30 per il Sandonà chiamato a confrontarsi contro la Sambonifacese, una delle prime della classe. Anche in questa partita l'amministratore delegato Luigi Gallo ha confermato il tecnico Tommaso Bellucci sulla panchina biancoceleste. «In virtù - ha spiegato Gallo - delle belle prestazioni che non hanno scalfito la stima per l'allenatore». Ad accendere la polemica per quanto concerne la società è il direttore sportivo Gianni Petrollini: «Sono indignato per questa tarantella napoletana. Questo non è un momento facile per noi, abbiamo bisogno di tranquillità. Alla gara arriviamo concentratissimi, pronti a fare il nostro. Per tutta la settimana abbiamo lavorato bene, anche contro i mulini a vento».....
Ma a tenere banco sono ancora le questioni societarie. A sostegno dell'ex direttore generale Roberto Ciavarella interviene anche l'imprenditore Franco Battista, tra gli amici di Gallo, che spiega di aver versato circa 80 mila euro nelle casse del Sandonà: «Nell'avventura in riva al Piave mi ha convinto Gallo, con cui ero molto amico ed a cui avevo deciso di dare fiducia perché in questa operazione andava ad affiancare il presidente Masiero, una persona che dà garanzie. A San Donà Gallo ha avuto bisogno di altre risorse e per questo sono intervenuto in accordo con lui, mi spiace ma ora mi rivolgerò ad un legale perché intendo riavere i miei soldi. Confido nel fatto che Masiero aggiusterà le cose. Non ho intenzione di aspettare oltre fine mese, data in cui penso la questione sarà risolta». In fermento anche i tifosi. Sul loro blog ieri si sono aggiunti una ventina di commenti al vetriolo sulle questioni che hanno interessato la società..... (Davide De Bortoli)
Evidentemente l'assenza di Gallo in quel di San Bonifacio non era stategica onde evitare le contestazioni dei tifosi o la fila di chi all'interno della squadra vuole aver spiegazioni, sarà stato a trovare qualche altro amico. Battista il socio non socio, l'amico ex amico, anche lui evidentemente usato in questa cosa dalle mille verità chiamata calcio Sandonà.
Diciasettesima Giornata
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Belluno - Città di Jesolo |
1-1 |
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Domegliara - Itala San Marco |
3-2 |
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Este - Chioggia Sottomarina |
2-0 |
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Eurotezze - Virtus Vecomp |
2-2 |
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Montebelluna - Union Quinto |
2-2 |
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Montecchio M. - Sarone |
1-1 |
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Sacilese - Rivignano |
4-0 |
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Sambonifacese - Sandonà |
2-0 |
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Sanvitese - Tamai |
3-2 |
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Classifica: Itala San Marco, Sambonifacese p.35; Chioggia Sottomarina p.33; Sacilese p.32; Domegliara p.28; Este, Città di Jesolo p.27; Eurotezze p. 26; Union Quinto p.25; Virtus Vecomp, Tamai p.24; Sanvitese p.23; Montebelluna p.19; Belluno p.17; Sarone p.14; Sandonà 1922 p.12; Montecchio Maggiore p.11; Rivignano p.8. |
SAMBONIFACESE - SANDONA' 1922 2 - 0 (0-0)
RETI: 69’ Arma, 85’ Porcino (Sam)
SAMBONIFACESE: Valentini sv, Casanova 6 (46' Greghi 6), Paolo Sarzi 6, Donzella 6.5, Pimazzoni 6, Beghin 6, Bellomi 6.5, Caobelli 6 (54' Vettoretto 6), Correzzola 5.5 (54' Arma 7), Porcino 7, Dimas 6.5. All. Ottoni
SANDONA' 1922: Cionini 6.5, Melani 6, Conti 6 (86' Gerlin sv), Pavani 6, Gerace 6, Bagarollo 5, Zuccon 6.5, Biondo 6 (90' Fiscina sv), Romeo 5.5 (75' Lorecchio sv), Maccagnan 5.5, Marzocchella 5. All. Bellucci
ARBITRO: Rovida di Savona 6.5
NOTE: Espulso: 84' Bagarollo (SD) per fallo di reazione. Ammoniti: Cionini, Conti, Pavani e Romeno (SD), Beghin (Sam)
Un Sandonà rimaneggiato negli uomini e nello spirito, si presenta sul campo di una delle corazzate del campionato cercando di ingarbugliare la manovra veronese e illudendosi quasi di riuscire ad annodare qualche punto per la sua classifica. Pia illusione, è stato sufficente un raggio di sole per far squagliare il tutto. Non poteva che esser così vista la nebulosa situazione societaria che non sembra dissolversi in alcun modo se non in quello peggiore. Nessuna certezza ai vertici, nessuna idea chiara nell'area tecnica e lento ma innesauribile afflosciamento di motivazioni nella squadra già alle prese con limiti sin troppo evidenti di organico. Questa indubbiamente sarebbe stata una gara impossibile già di suo, ma i fardelli che via via stanno venendo alla luce ne hanno incrementato a dismisura le difficoltà. Come potrebbe del resto trovar tranquillità una squadra che non ha certezza di stipendio e che in settimana è stata addirittura messa alla porta dall'agriturismo dove la gran parte dei giocatori avevano dimora per morosità della società, sempre più un salto nel vuoto si sta rivelando questo empirico e per molti tratti oscuro passaggio di proprietà del Sandonà. Vecchio e nuovo si intersecano, ma del vecchio stiamo oramai perdendo tutte le certezze sportive che erano state faticosamente costruite. Gara difficile dunque che la terzultima squadra in classifica, il Sandonà, è andato a giocare in casa della terza in classifica, la Sambonifacese. I veronesi rappresentano una delle certezze del campionato attuale, dei biancocelesti invece ancora incerto è il loro ruolo. Tre squalifiche pesanti per il Sandonà quali quelle di Perissinotto, Patti e Bravo. Due gli under squalificati con relative ripercussioni sull'assetto della squadra che molto prudentemente il tecnico Bellucci ha schierato in maniera più accorta con una difesa che diveniva spesso a cinque e con una maggiore copertura delle fasce. Ovviammente ciò ha comportato il sacrificio del gioco in attacco con Maccagnan spesso e volentieri isolatato in avanti tra i difensori veronesi. In porta ha giocato Cionini, difesa con tre centrali quali Gerace, Bagarollo e Conti con in supporto sulle fasce di Melani e Biondo, a centrocampo Pavani, Zuccon e Romeo, in avanti Marzocchella e Maccagnan. Un solo problema per la Sambonifacese che ha dovuto fare a meno per squalifica dell'esperto Fattori. In porta ha giocato Valentini, in difesa Casanovam Paolo Srzi, Pimazzoni e Beghin, a centrocampo Donzelli, Bellomi, Caobelli e Porcino, in avanti la coppia Correzzola e Dimas. Sulla carta non avrebbe quasi dovuto esserci partita, ma come sempre le gare si devono giocare e per l'intera prima frazione i biancocelesti hanno contrastato bene le manovre della Sambonifacese. Sorprendenti le difficoltà dei rossoblu che han fatto fatica ad arrivare al tiro con molti ultimi passaggi andati a vuoto. Un'unica grossa occasione per gli uomini di Ottoni, con uno scambio veloce al limite dell'area che ha messo in moto Dimas il cui pronto tiro ha trovato un Cionini bravo a respingere. Null'altro da segnalare nella prima frazione tanto che lo stesso tecnico rossoblu già in apertura di ripresa vista la scarsa incisività biancoceleste ha inserito Greghi al posto di Casanova. Migliora il gioco dei padroni di casa nella seconda frazione con un Sandonà che tenta qualche volta di avventurarsi in avanti ma è lampante la mancanza di una vera punta capace di far da punto di riferimento, di tener quella palla avanti in modo che anche la squadra possa rifiatare cercando di giostrare al meglio la manovra. Con l'inserimento poi di Arma al posto di Correzzola il gioco dei rossoblu ha acquistato velocità ed è grazie ad uno scambio veloce tra il nuovo entrato e Dimas che scaturisce l'azione della rete: veloce uno-due al limite dell'area che sorprende i centrali difensivi biancocelesti e mette Arma nelle condizioni di arrivare a tu per tu con Cionini infilandolo di giustezza. Ovviamente qui cambia la partita, forse quest'oggi vi erano più dubbi sul quando piuttosto che sul se la Sambonifacese avrebbe segnato. Subiscono il contracolpo psicologico gli uomini di Bellucci che ovviamente eran consci che il solo pensiero di poter recuperare questa gara una volta andati sotto avrebbe costituito un qualcosa di epico perdurando l'assoluto isolamento di Maccagnan in avanti servito solo con lunghi lanci che spesso lo trovavano in fuorigioco. Manca diverse volte il raddoppio la squadra di Ottoni che lo raggiunge solamente all'85' dopo che Bagarollo si era fatto espellere per un'inutile reazione. E' Donzella ad incunearsi sulla destra e di potenza insaccare la palla che chiudeva definitivamente questa gara. Nessun tiro in porta da parte del Sandonà e qusto la dice lunga sui problemi di gioco attuali, sono un paio di domeniche che la cosa accade sintomo che la situazione societaria non può che influire anche all'interno stesso della squadra. Nuova trasferta da ricordare per la Sud che ha organizzato un pullman nonostante tutto e tutti. La possibilità di sconfitta era un qualcosa ben più di una probabilità remota eppure in molti hanno voluto seguire la squadra, in molti hanno tifato da par loro, non per una Società inesistente, ma per una Maglia. A sorpresa con noi è venuto pure Matteo Patti, uno dei tanti che la situazione biancoceleste attuale mal sopporta, uno dei pochi che non teme di manifestarla. Quanti saranno i giocatori disposti a rimanere in questa situazione priva di dignità per le persone, è difficile dirlo, quel che è sicuro è che in troppi han paura di manifestarlo. La dignità non la si riacquista annegandola nel silenzio. La Sud non ha mai fatto silenzio, i mercanti non hanno mai fatto breccia con le loro promesse, non abbiamo debito alcuno con loro e, per nostra somma fortuna neppure credito. Troppe quelle fatte, tutte si son rivelate assolutamente false, presidente Gallo ne mantenga almeno una: SE NE VADA! Il Sandonà Siamo Noi, Solo Noi!!!
Da "La Nuova" di Oggi
CALCIO SERIE D. L'ex dirigente del Sandonà accusa il proprietario della società: «Ha fatto solo false promesse»
«Gallo non mi ha dato un euro»
Ciavarella spiega le sue dimissioni: «Gestione assurda»
SAN DONA'. «Ecco perché ho deciso di dissociarmi dalla gestione Gallo». A raccontare la sua verità è l'ex direttore generale biancoceleste, Roberto Ciavarella, che per tutelare i propri interessi ha annunciato anche di essersi rivolto ad un legale. «Le mie esperienze calcistiche nascono a Giaveno e Orbassano, sempre in D, oltre che al Casale. Poi un anno fa ho conosciuto l'attuale amministratore delegato del Sandonà, Luigi Gallo - ricostruisce Ciavarella - stava trattando l'acquisto di altre società calcistiche. Affari poi non andati in porto. E così è maturata l'ipotesi Sandonà. L'accordo tra noi era di lavorare insieme e di condurre la squadra tra i professionisti, dove Gallo sosteneva di avere delle risorse per poterla portare. Mi sembrava un ottimo progetto e per questo ho deciso di dargli fiducia, come d'altro canto ha fatto anche Masiero. Io stesso, ad agosto, ho seguito la trattativa e firmato il contratto preliminare con Masiero, che è una degnissima persona. Di tutte quelle false promesse non è stato mantenuto nulla. Per questo ora ho deciso di dissociarmi. A San Donà non si sta facendo calcio. Chi fa andare avanti la società, con il suo lavoro, è il segretario Toniolo, una persona seria e competente». Ciavarella ricorda le contestazioni degli ultras. «I progetti erano di portare questa squadra in C - prosegue l'ex d.g. - ora i tifosi hanno ragione ad essere delusi. E lo sono anche io, dopo che per mesi ho difeso Gallo e ho anche rischiato di prendere botte a Sacile per sostenerlo». Ciavarella entra quindi nel merito delle questioni finanziarie. «Chi ha tirato fuori i soldi sono stati solo Masiero e Franco Battista - prosegue Ciavarella - oltre al sottoscritto, che non viene pagato da agosto, ad avanzare soldi, a quanto mi risulta, sono magazzinieri, custodi e molti fornitori, né sono stati pagati gli atleti andati via. Ai giocatori sarebbero stati versati i compensi fino ad ottobre. Di stipendi in anticipo, ne sono stati pagati solo a due giocatori, perché appena arrivati. E Gallo non può scaricare le colpe su di me. Chi doveva mettere a posto i conti era lui, in quanto sul piano amministrativo gestiva tutto. Io non mi occupavo certo di contabilità, eseguivo solo ciò che Gallo mi diceva».
Quanto alle sorti del Sandonà, Ciavarella non ha dubbi: «L'unico futuro che può avere questa società è che Gallo ceda le quote a qualcun altro e se ne vada via. Altre strade non ce ne sono. Il mio futuro? Ho già contatti con alcune realtà calcistiche, gente professionista».
LA REPLICA DELL'A.D.
«I giocatori sono stati pagati Il dg risponderà delle ingiurie»
SAN DONA'. «Sono solo bugie volte a gettare fango, dall'esterno, sulla società. Di queste ingiurie il signor Ciavarella risponderà nelle sede legali competenti, cui ci rivolgeremo per tutelare il Sandonà». Così l' a.d. biancoceleste, Luigi Gallo, replica alle accuse di Ciavarella. «Dico solo che tutti i giocatori sono stati e, per il momento, per il bene del Sandonà, preferisco non aggiungere altro - prosegue Gallo - Domani ci aspetta una partita delicata contro la Sambonifacese. E già le dichiarazioni di sabato scorso, alla vigilia della sfida col Domegliara, hanno tolto serenità a qualche giocatore. Nei prossimi giorni replicheremo in una conferenza stampa». Gallo sottolinea poi come non ci sia nulla di strano nel fatto che Masiero e Battista contribuiscano alla causa biancoceleste, essendo soci. Quindi aggiunge: «Se non abbiamo potuto mantenere l'obiettivo promozione è perché la squadra iniziale non era adatta. Con i nostri sforzi, siamo riusciti a portare giocatori di categoria superiore, come Patti, Melani e Zuccon. Adesso dovremo limitarci a pensare alla salvezza. Ma, se restassi a San Donà, allestirei una squadra competitiva». (Giovanni Monforte)
Dal Gazzettino
SAN DONÀ «Non ho mai visto un centesimo»
E' guerra tra Ciavarella e Gallo La parola passa alle carte bollate
L'ex direttore generale a tutto campo contro il patron
L'ex direttore generale del Sandonà Roberto Ciavarella spara a zero su Luigi Gallo accusandolo di una gestione poco trasparente. Ciavarella che in riva al Piave si era presentato come il braccio destro di Gallo racconta la sua verità sul conto dell' amministratore della società biancoceleste. Nei giorni scorsi Ciavarella aveva deciso di rassegnare le dimissioni dissociandosi dall'operato di Gallo che aveva dichiarato di avergli consigliato una vacanza di 15 giorni a seguito alcune lacune contabili riscontrate. Tornato ieri a San Donà l'ex dirigente ha aggiunto un nuovo capitolo alla telenovela biancoceleste. "Ho lavorato per 6 mesi come suo referente- spiega l'interessato - e non ho visto un euro, ora dovrò rivolgermi ad un legale per tutelare i miei interessi. Il preliminare di cessione del Sandonà dalla vecchia dirigenza del patron Graziano Masiero a quella nuova guidata da Gallo lo ho redatto io nell'agosto 2007, da allora lavoro per la società sportiva". Come è entrato nella società biancoceleste? "Mi sono fatto convincere da Gallo nell'operazione come del resto il presidente Masiero e l'imprenditore Franco Battista, gli unici che finora hanno sostenuto economicamente il Sandonà. L'accordo verteva nel lavorare insieme per portare la società nei professionisti, ma si è rivelato non averne le risorse e rispetto a questa promessa è già fuori dall' obbiettivo. Gallo sta con chi gli conviene, voleva estromettere Masiero ma non è riuscito a farlo. A quanto mi risulta nella società biancoceleste sono in molti ad avanzare i compensi: fornitori, magazzinieri, custodi, autisti, alcuni ex giocatori, il personale della segreteria. Ai giocatori sarebbero stati pagati fino ad ottobre e solo a due di loro sarebbe stato anticipato qualcosa". In effetti l'armonia del gruppo creata da Masiero in quattro anni si è rotta in questa stagione, con la fuga di quasi tutta la rosa che lo scorso anno ha vinto il campionato. Tra mille difficoltà e con una formazione nuova di zecca da qualche mese si sta e tentato di costruire un gruppo.Lei però finora ha sempre difeso l'operato di Gallo. "E' chiaro che ero dalla sua parte- ammette Ciavarella scuotendo la testa - per lui ho anche rischiato prendere botte dai tifosi, che hanno ragione a contestare. Nel suo progetto c'erano anche altre società sportive ma nessuno ha aderito. La cosa migliore che dovrebbe fare è lasciare il Sandonà". Come siete arrivati al divorzio? "Probabilmente non gli facevo più comodo. Mi ha detto di non aver trovato i conti a posto, ma io non mi occupavo di contabilità, non può scaricare la colpa su di me. E' lui l'amministratore. Chi manda avanti la società, di fatto, ora è Umberto Toniolo una persona seria, competente e disponibile che avanza stipendi da un anno".Luigi Gallo non ci sta alle dichiarazioni della gola profonda del Sandonà: "Domenica abbiamo una gara delicata - taglia corto Gallo - spiace che queste dichiarazioni arrivano adesso per destabilizzare l'ambiente. A queste infamie, ricatti ed estorsioni non intendo replicare ora ma mi sono già rivolto alle istituzioni per tutelare il bene del Sandonà da chi intende infangarlo. Sapremo come tutelarci nelle sedi opportune e per questo mi sono già rivolto ai miei legali. Gli stipendi sono tutti pagati, il problema ora è come salvarci in serie D. A questo proposito abbiamo già pronti quattro nuovi rinforzi per la rosa che saranno presentati nei prossimi giorni. Dovrà andare via qualcuno poiché arrivano i nuovi, si tratta di un difensore di classe '90, un centrocampista dell'86 e due prime punte ('90 e '87), entrambi di origine argentina e passaporto italiano. (Davide De Bortoli)
Dal Caimani's News Anno 13 Nr. 17 (225)
Con Audacia e Onore oltre l'Impossibile
Siamo oramai in dirittura di arrivo del girone di andata, mezzo campionato già se ne è andato che quasi sembra una vita che stiamo qui a parlare, scrivere, tifare e sopratutto dannarci per un'entità nata Sandonà e che poi via via si è sempre più trasformata in un qualcosa che ancor non capiamo bene cosa sia. Son più le cose extra campo che quelle prettamente legate ai risultati a tener banco tanto che or che sto scrivendo questo intervento potrebbe il tutto esser già vecchio e superato dagli eventi. Di sicuro il Sandonà non migliorerà di un centimetro la sua situazione che è deficitaria sotto tutti i punti di vista, dall'aspetto sportivo a quello economico. Con ieri se ne sono andati anche gli ultimi due eroi di quel 5 maggio dal quale prese vita questa nuova avventura in un campionato nazionale. Anche Pagliarin e Visentin hanno trovato altri lidi dove sfogare la loro voglia di giocare e ritornare a sorridere, spiace tantissimo che tutto quello che era stato costruito con tanta fatica nelle passate annate si sia dissolto in così poco tempo. Basta un abbaglio a volte per sbagliar strada e confondere il certo per l'incerto, andando a sbattere e mandando così all'aria anche l'essenza stessa di tutto quello che si è cercato di preservare prima. Sandonà ha una curiosa peculiarità, non dovrebbe mai vincere i campionati, quando ciò accade son dolori per tutti coloro che hanno a cuore i colori biancocelesti.
Chi è in testa perde la testa ed iniziano a prevalere i limiti, una sorta di invincibilità che spesso è cattiva consigliera. E' strano incamminarsi già a dicembre per vie tortuose che curiosamente sembra di aver già percorso, stessi burroni, stesse strade sterrate un pò poverelle, stessa imprudenza dell'autista, affidatosi a viandanti di lungo corso che hanno snaturato il motore del Sandonà. Ed or che il mezzo è ridotto ad una simil caffettiera dobbiamo per forza affrontare le alte cime della classifica senza carburante alcuno con una squadra intera che con le scarpe rotte e gli stinchi immersi nella neve sta cercando di spingere. Impresa ardua questa che ci aspetterà in quel di San Bonifacio, come del resto lo sarà anche nell'antivigilia di Natale in quel di Gradisca. Due gare in cui le sofferenze saran certe e qualsiasi punto raccolto potrebbe esser nettare degli dei. Un nettare difficile da raggiungere quest'oggi con una rosa ridotta all'osso per le squalifiche e le già poche alternative che dovranno cercare di frapporsi agli inevitabili scompensi tattici che una formazione nettamente superiore potrebbero produrre nello schieramento sandonatese. Due punte quantomai ostiche sono il vero problema che il Sandonà dovrà affrontare in questa gara e che sicuramente faranno propendere mister Bellucci per un assetto un pò più prudente rispetto alle ultime gare. Fossero confermate invece le tre punte anche in questa gara potrebbero significare una roulette russa con troppe pallottole nel caricatore. Fossero solo questi i problemi del Sandonà di oggi sarebbe nulla, fosse solo il soffrire per ricercar la salvezza sarebbe nulla per la tifoseria tutta. La nostra realtà è però ben diversa e il far calcio in questa maniera è quanto di peggio poteva augurarsi il Sandonà in questa annata che segnava il suo ritorno in serie D. Per quante volte uno avesse potuto pensare ad un possibile ritorno nella categoria in questi lunghi sette anni, mai e poi mai avrebbe potuto immaginare un punto talmente basso per la propria Storia come l'attuale, vi sarà futuro? E se si, quale Futuro? Di sicuro la Curva Sud cadrà sempre in piedi e con onore, vorremmo dir lo stesso per il Sandonà!!!
De Bello Gallico....l'inizio
Come sempre e più di sempre, siamo in un fosso nel quale l'acqua oramai ci arriva al collo. Che strano destino quello della Curva Sud, un'annata che volevamo tranquilla o magari con una sofferenza normale, si sta lentamente trasformando in un qualcosa di biblico, un cammino tra selve oscure dove è difficile trovare la retta via. Difficoltoso è incunearsi in questi angusti gironi nei quali abbiam sinora trovato di tutto e di peggio. Siamo Ultras in fondo e del calcio abbiamo sempre avuto una visione romantica, abbiamo sempre cercato di vederlo dal lato buono, lavoro, fatica, fortuna sono tutte cose che alla fine ti ripagano sempre qualsiasi sia il livello di difficoltà, qualsiasi sia il risultato finale. In questo nostro girone infernale abbiamo toccato con mano la parte peggiore del calcio, quella fatta sulla pelle dei giocatori, quella che gioca con i sentimenti e mercanteggia il tutto quasi che sia un bene disponibile da far fruttare. E' strano a dirsi, ma vi son persone a cui tutto questo accomoda, magari non ne hanno un gran guadagno ma si accontentano di sopravvivere in questo strano humus. Come facciano poi a viver bene con sè stessi è un mistero, ma è scientifico e riscontrato: esistono. Cosa può fare una Curva che tutto questo abborrisce, che vorrebbe tifare e al tempo stesso contestare questo stato di cose, che pensa alla Maglia ma ne vede i bradelli d'anima che si agitano dentro, che guarda il campionato passato e gioisce, guarda avanti e vede la linea dell'orizzonte
a pochi metri di distanza, cosa può fare? Bella domanda a cui una risposta è difficile trovare ma che proprio perchè l'Ultras è solo Cuore, non può limitarsi a domandarselo. La Sud finora ha cercato di tifare nel miglior modo possibile questa squadra, non la sentiamo troppo nostra e non abbiamo dialogo alcuno con essa se non quello dei novanta minuti ma continueremo a farlo proprio perchè quella Maglia è la Nostra e le loro motivazioni son parimenti difficili da trovare quanto le nostre. Proprio perchè è la Nostra Maglia quella in gioco, la Sud non riconosce questa Società quale portatrice sana di quello che abbiamo sempre tifato in questi tredici anni di calcio Sandonà, non ci riconosciamo in loro e stentiamo solo a pensare che colui che tanto ha lottato per portare il Sandonà in serie D abbia dimostrato così poca avvedutezza da mettere in miseria un'intera Società ed in pericolo una Storia lunga 85 anni. E' ora che l'Orgoglio biancoceleste risorga, è ora che colui che ci ha detto apertamente che del Sandonà non gliene frega nulla riprenda il suo cammino in cerca miglior destino possibilmente lontano dal calcio. In un dicembre tra i più bui della storia della Curva Sud anche oggi gli Ultras Sandonà dimostreranno quanto valga per loro la Maglia biancoceleste, la Curva Sud Non Molla Mai, inizia il nostro De Bello Gallico.
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