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Il piccolo mondo della Curva Sud costituito da I Caimani del Piave e dalla New Generation, quattordici anni gli uni dodici gli altri, ma uniti da una consolidata Amicizia, dall'Amore verso i colori biancocelesti e sopratutto dal profondo divertimento che ci dà il tifare Sandonà . Una Fede, Un Mito, Un Amore Infinito |
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VENEZIA - SANDONA' 1922 6 - 0 (3 - 0)
RETI: 17' Filippini, 25' E. Brevi, 42' Moro; 47' Momentè, 65' Veronese, 73' Poggi (V)
VENEZIA primo tempo: Aprea; Grighini, O. Brevi, Mei, Scantamburlo; Collauto, E. Brevi, Romondini, Filippini; Gennari, Moro.
VENEZIA secondo tempo: Lotti; Bono, Melucci, Teso, Teoldi; Poggi, Pederzoli, Mattielig, Rebecca; Veronese, Momentè. Allenatore: Giancarlo Corradini.
SANDONA' primo tempo: Visentin; Romano, Severi, Rosolen (40' Favaro); Biondo, Da Riz, Bravo (40' Bincoletto), Santagata; Wekouri; Bovo, Mirabelli.
SANDONA' secondo tempo: Visentini; Perissinotto (35' Madotto), Natalicchio, De Carli; Montagnan (35' Cibin), Agnoletto, Gerlin, Pagliarin; Silvestrin; Maccagnan, De Lazzer. Allenatore: Giovanni Colella.
ARBITRO: Manera di Castelfranco Veneto
NOTE: pomeriggio inizialmente soleggiato, con spruzzata di pioggia nei dieci minuti finali. Spettatori duecento circa. Calci d'angolo 5-1 per il Venezia
Secca sconfitta per i biancocelesti nella loro prima uscita stagionale. Era ampiamente prevedibile un esito simile data la diversa caratura delle squadre oltre ovviamente ad un livello di preparazione ancora approssimativo degli uomini di Colella che solo da lunedì scorso hanno iniziato gli allenamenti. Due formazioni diverse per il Sandonà con i possibili titolari equamente divisi nei due tempi, mentre al test mancava capitan Davanzo attualmente in allenamento differenziato dopo la piccola operazione subita ad un ginocchio. Poche indicazioni quindi per mister Colella, una gara giust'appunto per spalmare un pò dell'acido lattico di questa settimana di lavoro, una boccata d'ossigeno in quel di Cavalese prima di ritornare a faticare nel caldo sandonatese. Perdere in modo così eclatante può fare una brutta impressione, ma l'amichevole ha sempre un clima particolare e i tanti innesti hanno sempre un dazio da pagare. Se andiamo indietro con i ricordi viene alla mente un rotondo 0-5 subito dal Sandonà di Rocchi in Coppa Italia in casa del Mestre, quel Sandonà poi conquistò la C1. Come si suol dire, è solo calcio d'agosto, ma dato che siamo ancora a luglio questa gara fa ancora meno testo. Giovanni Colella: "Che dire. Avete visto che la mia squadra non ha ancora le "gambe" per affrontare un match intero, anche perchè sono appena cinque giorni che ci stiamo allenando assieme. Vogliamo però cogliere la possibilità di fare quest'esperienza di affrontare il Venezia qui in ritiro e non posso che dirmi soddisfatto. Non credo si possano emettere dei giudizi dopo un match del genere: l'ho già detto, è poco che siamo assieme e per giunta molti ragazzi sono nuovi. Sono soddisfatto della prova dei più giovani che hanno saputo tenere il campo anche contro una squadra forte come il Venezia che è inoltre più avanti nella preparazione di quanto lo siamo noi. Buone intenzioni ne ho viste in più di un'occasione ma se ti mancano le "gambe" difficilmente riesci a mettere in pratica anche i presupposti più buoni". (Fonte Intervista: Il Gazzettino)
Nuovi Arrivi: Maccagnan e Wekouri
Il Sandonà si sta allenando a ritmo serrato da lunedì scorso ma il mercato di rafforzamento non sembra essere concluso. Si diceva che l'attacco era un pò sottostimato con i vari
De Lazzer, Mirabelli, Bovo e con il duttile Santagata, ebbene un nuovo attaccante di categoria è arrivato a rinforzare il reparto, si tratta di Alessio Maccagnan classe 1979 che, reduce da un paio di esperienze non felicissime in C2, ha scelto la squadra biancoceleste per il suo rilancio dopo essere stato corteggiato da molte società di D. Casale e Pro Vasto le sue ultime due stagioni, ma nelle due precedenti è stato brillante attaccante del Portosummaga con il quale conquistò prima la C2 per poi mantenere la categoria segnando in tutto 22 reti. Prima ancora ha lungamente giocato nel Sevegliano in serie D. Giocatore quindi che può far bene in una squadra come quella sandonatese ben conscia dei propri mezzi. Oltre a Maccagnan si è aggregato alla truppa allenata da Giovanni Colella anche il centrocampista, nazionale congolese, Wekouri Akewedjganni (o più semplicemente Jean Claude). Classe 1986 il giocatore con anche passaporto francese ha
iniziato nelle giovanili del Paris Saint Germain per poi giocare in svizzera nell'Aarau quindi è arrivato alle giovanili del Padova, segnalato da un fine conoscitore del calcio africano quale Nardino Previdi. Un fratello di due anni più giovane, Jacques Wekouri, è tesserato nel Cittadella e lo scorso anno ha giocato ad Alghero in D. Jean Claude invece nella passata stagione ha militato in serie D girone D tra le fila del Castellarano, sfiorando la promozione alla serie C2 e totalizzando 15 presenze e 1 rete. Le possibilità che possa essere incluso nell'organico biancoceleste sono molto concrete. La prima uscita ufficiale dei biancocelesti è prevista per domenica prossima, quando saliranno sino a Cavalese per affrontare gli arancioneroverdi del Venezia.
Ricominciano i Giochi
Ieri si è radunato il Sandonà per iniziare una stagione impegnativa come quella del ritorno in serie D. Le fatiche dello scorso anno non sono un ricordo, dato che se pausa c'è stata ha avuto un lasso di tempo impercettibile e gli echi dello spareggio sono ancora tuttora vivi a ricordarci le gioie e le fatiche di un campionato finalmente vincente. La Sud come di prammatica dovrebbe ripartire con il campionato ma si preannuncia un succoso turno di Coppa Italia che ci dovrebbe veder opposti ad un certo Città di Jesolo il cui destino si è "ingroppato" nel recente passato e che merita la giusta attenzione non foss'altro per la prima volta ufficiale degli Ng nella loro Jesolo. Ci apprestiamo comunque ad una nuova avventura da raccontare passo passo anche se il ritmo per il momento sarà ridotto come lo può essere un tono muscolare che dolcemente riacquista la propria forza. Inseriamo quindi il post che potrete trovare anche sul blog gemello dedicato all'intero campionato seriedgironec.splinder.com in attesa degli ultimi arrivi in casa biancoceleste a completare una rosa che possa essere all'altezza dello Spirito della Sud.
Matricola nobile, i biancocelesti non sono degli sconosciuti in questa categoria essendo una delle squadre italiane che dal 1959-60 ad oggi vi hanno militato per più volte. Vi mancano dalla stagione vincente 1993-94 che li catapultò in serie C e questa è la loro 26^ stagione nella categoria. E' comunque una neopromossa e della stagione passata ha mantenuto praticamente intatta l'ossatura provvedendo però ad un radicale ringiovanimento a parimenti di ciò che sono i dettami del campionato che andrà a giocare che richie un 87, due 88 e un 89 costantemente in campo. Dicevamo ringiovanimento, ma anche una riconferma "storica" quale quella di Walter Mirabelli, classe 1968, che solo un campinato fa è riuscito nell'impresa di vincere la classifica cannonieri con 17 segnature alla veneranda età anagrafica di 39 anni. Campagna acquisti quindi volta a rinforzare specialmente la difesa con la coppia Natalicchio-Severi a sostituire quella Bolletta-Siviero, mentre è prossimo l'ingaggio di quell'attaccante di categoria capace di affiancare al meglio De Lazzer e costituire una valida alternativa a Mirabelli. Tanti i giovani, molti dei quali provenienti dallo stesso vivaio biancoceleste che lo scorso anno ha vinto il proprio campionato juniores. Queste le dichiarazioni del confermato mister Colella: "Sulla carta il campionato lo vogliono vincere in dieci, ma sappiamo bene che lo vincerà uno solo. Siamo i nuovi arrivati, ci presentiamo con umiltà e carichi delle giuste motivazioni. A differenza dell'Ecellenza ci sono quattro posti ai play-off, un particolare che valorizza tutta una stagione. L'ossatura del gruppo è rimasta la stessa, abbiamo dovuto cambiare qualcuno a causa dei regolamenti, colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che sono andati via, ricordando che la promozione è anche merito loro. La serie D impone regole diverse con la presenza massiccia degli under e la società ha dovuto fare delle scelte, ringiovanendo la rosa. A questo riguardo abbiamo puntato su giocatori di qualità e motivati, con un occhio sempre rivolto anche alla persona, che è sempre stata la caratteristica di questa squadra." (Fonte: Il Gazzettino, La Nuova Venezia)
La Rosa: PORTIERI - Visentin Mattia '88 (17 -), Baldassar Erik '88 (5 -), Visentini Michele (Cattolica, - -); DIFENSORI: Nstslicchio Paolo '85 (Chioggia S., 17 1), Severi Lorenzo '76 (Este, 30 1), Rosolen Riccardo '89 (12 -), De Carli Filippo '86 (- -), Romano '86 (26 -), Perissinotto Riccardo '88 (Triestina Prim., 21 -), Favero Riccardo '89 (8 -), Cibin Sandro '89 (- -); CENTROCAMPISTI: Agnoletto Piero '89 (Breda, 23 -), Bravo Fabio (Venezia Berretti), Montagnan Mattia '88 (Verona prim., 10 1), Davanzo Augusto '76 (23 8), Da Riz Ivan '82 (26 1), Pagliarin Nicola '84 (26 3), Gerlin Alessandro '81 (15 2), Biondo Andrea '87 (19 -), Madotto Tommaso '90 (1 -), Bincoletto Andrea '89 (1 -); ATTACCANTI : De Lazzer Flavio '86 (Belluno 5 -/ Sandonà 19 7), Mirabelli Walter '68 (22 17), Santagata Michele '86 (16 3), Bovo Davide '89 (Venezia Berretti). ALLENATORE: Giovanni Colella
Il Mercato Biancoceleste
In prossimità del raduno di lunedì prossimo al Centro Sportivo Davanzo si vanno definendo i contorni della campagna acquisti della formazione biancocelesti. Malgrado i tanti silenzi molti dei sussurri che eravamo riusciti a carpire sono risultati veri. Due comunque i nomi trattati che sicuramente non arriveranno in riva al Piave, nè Sessolo rimasto al Trento nè Mazzeo accasatori all'Alto Adige saranno a disposizione di Giovanni Colella ma vi sono trattative in corso per poter ingaggiare comunque un attaccante e un centrocampista capaci di dare lustro alla rosa sandonatese. Per intanto, riscattati Baldassar e Rosolen dal Venezia, sette sono le new entry al momento. Da Cattolica arriva il portiere Michele Visentin classe 1982, in difesa sono stati ingaggiati dal Chioggia Sottomarina Paolo Natalicchio (1985, 17 presenze, 1 rete) e dall'Este Lorenzo Severi (1976, 30 presenze e 1 rete). A centrocampo dal Treviso via Breda arriva Piero Agnoletto (1989, 23 presenze), dal Venezia arriva l'under Bravo mentre dalla primavera dell'Hellas Verona l'88 Mattia Montagnan. Per l'attacco sempre da venezia arriva l'under Davide Bovo.
2001-02 Orgoglio Biancoceleste
Tutto ha una fine, come tutto ha un inizio, a volte però la fine è solo un punto d'inizio. Così si potrebbe riassumere questa fase della storia biancoceleste. Nel momento nel quale il Sandonà seppe raggiungere il punto di massima esaltazione e trasformarsi in Leone scoprì che un giorno può far storia ma non sempre ha futuro. Quel rotolare all'indietro non dipese solo dall'aver voluto raggiungere una cima troppo oltre le proprie possibilità ma molto è da imputare ad un insieme di fattori che non seppero convogliare nel momento giusto le energie necessarie per mantenere la squadra tra i professionisti. La cessione del titolo fu un atto sportivamente grave e che servì unicamente a mettere una pezza ai tanti errori di valutazione tecnica che negli ultimi due anni accompagnarono la Storia biancoceleste. Bilancio in profondo rosso e futuro nero come la pece per chi il Sandonà ha seguito da sempre. Con il titolo sportivo e molto molto altro ceduto al Lido di Jesolo, San Donà visse per un mese in un limbo ancorati al fardello di un passato prossimo avaro di soddisfazioni. A nulla servirono i tentativi di evitare la grande cessione, in tempi eroici si era soliti consegnare la squadra al Sindaco, tenersi il rosso causato e cercare una soluzione di continuità. In periodi moderni non esiste continuità nè rispetto della Storia, si cerca di ridurre le perdite economiche, il vil denaro non conosce Storia. E' curioso che a far ripartire la Storia biancoceleste furono a questo punto Flaviano Mucelli e Orfeo Granzotto che supportati da Graziano Masiero poi vero volano degli anni a venire, da ex presidenti diedero nuovo impulso riuscendo quantomeno ad agganciare una Promozione, vale a dire due campionati sotto da D, titolo monetizzato dal Lido di Jesolo. Dal punto di vista tecnico la formazione della squadra partì quantomai in ritardo, venne chiamato il tecnico Mauro Tossani a far parte del progetto e si cercò di amalgamare una squadra che potesse essere competitiva ai massimi livelli sin da subito. Tanti i giocatori che già in passato per Sandonà passarono come Tomaselli, Pasqualini, Burato, Bisiol, Manzato come pure alcune pedine importanti e che si rivelarono fondamentali quali Costoli e Cecchinato. La Promozione era categoria oscura per tutti, tanto che trovare una dimensione vera non fu semplice venendo da una realtà che era tutt'altro che il calcio degli allenamenti serali della nuova categoria. Ma proprio per questo necessitava assolutamente il calarsi sin da subito nel nuovo campionato con i giusti propositi. Non fu facile vincere il torneo anche se le 20 vittorie su 30 gare potrebbero dire altrimenti. Sino all'ultimo la squadra biancoceleste ebbe nel Breda un tenacissimo avversario che a dispetto del suo essere neopromosso sino al termine rimase incollato ai sandonatesi questo grazie anche all'abilità in certi casi nel complicarsi la vita dei biancocelesti nel girone di ritorno con le tre sconfitte consecutive in trasferta a Mareno, San Martino e Mel. Il 5 maggio 2001, che coincide nel calcio che conta ad una data storica, per il Sandonà vi fu la vittoria in quel di Godega che diede ai biancocelesti la matematica vittoria nel campionato e l'ascesa dopo solo un anno nel campionato di Eccellenza, il Futuro iniziò sotto i migliori auspici, l'Orgoglio Biancoceleste ebbe modo di rislendere sin da subito. Questo campionato per la Curva Sud fu un punto di svolta per la propria avventura Ultrà. Sarebbe stato difficile pensarlo in quella prima giornata di campionato giocata a Motta di Livenza quando ci inoltrammo nella nuova realtà un pò titubanti, ma sin da quella strana domenica quei pochi divennero molti e quel che è più importante tante facce nuove si avvicinarono alla Sud. L'attaccamento alla squadra crebbe di pari passo con la possibilità di poter seguire la squadra in ogni gara in casa come in trasferta, cementando un gruppo che lentamente si arricchi dell'importanza che ognuno vide nascere in sè dell'esserci. La qualità del tifo si affinò nonostante stadi, o meglio campi sportivi dove l'arrivo di questi strani tifosi era visto sempre con sorpresa e meraviglia. Qui iniziò la seconda vita della Curva Sud, non meno importante di quella tra i professionisti. Promozione ha significato anche sparire dalle pagine dei giornali, proprio per questo noi non ripiegammo in noi stessi accontentandoci del nulla. In quell'annata continuò ugualmente la pubblicazione del Caimani's News seppur in una realtà totalmente sconosciuta e ad esso fu affiancata la Caimani's Newsletter che in periodo di Internet imperante iniziò una capillare opera di informazione sul Sandonà ed il suo campionato che ora comprende anche queste pagine on line del Blog, o megli dei Blog viste le nuove figliazioni avvenute nelle ultime due annate. La statistica: Questi i dati di una stagione che segnò il ritorno alla vittoria del Sandonà in un campionato, l'ultima volta era accaduto nel 1993-94 con la vittoria del Nazionale Dilettanti. (20 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte) segnando 59 reti e subendone 24, capocannoniere del campionato fu Ivan Costoli con 18 reti. Questa la Rosa con presenze e reti: Portieri - Cecchinato (29 -), Miotto (1, -); Difensori - Rumiel (28, -), Mauro Manzato (27, -), Moreno Manzato (20, 1), Burato (26, 2), Pasian (25, 2); Centrocampisti - Sansonetto (18, -), Costoli (28, 18), Camarotto (29, 5), Bassetto (25, 2), Tomaselli (24, 8), Pasqualini (23, 7), Bortoluzzo (18, -), Coppola (14, -), Buratto (8, -), Furlan (1, -); Attaccanti - Bisol (20, 1), Romano (23, 3), Castelli (16, 5), Oliva (12, 4), Gallo (3, -), Dei Rossi (4, 1), Carpenedo (1, -). Allenatore Mauro Tossani
Aggiornameno a rilento in questi giorni del Blog, una storia a puntate che sembra non trovare conclusione ed un'estate che lentamente sta arrivando al suo culmine che curiosamente coincide con la ripartenza della nuova stagione. Tanti impegni dunque e nemmeno un pò di tempo per inviperirsi a causa della povertà assoluta di notizie sulla costruzione della squadra per il prossimo anno. Di essa si sà tutto e niente all'unisono. Perchè di nomi ne circolano, qualcuno più vago di un fantasmino altri con già la convocazione in mano per il ritiro del 23, ma inspiegabilmente non vi è la conferma ufficiale da parte della società. Ehi, siamo in D suvvia un pò di maggiore comunicatività non guasterebbe affatto, anzi deve essere la norma. E visto che noi non siamo troppo normali, trasgrediamo. Sul fronte partenze si è già detto su quello degli arrivi solo in parte. Confermati quelli degli under Bovo e Bravo dal Venezia e di Perissinotto dalla Triestina, a guidare la difesa vi sarà Severi che proviene dalla padovana di D Este. Al suo fianco si fa insistente il nome di Natalicchio del Chioggia Sottomarina (85). Un portiere a nome Visentini dovrebbe affiancare il suo quasi cognonimo Visentin, questi sarebbe un 82 di cui ancora non si conosce la provenienza. A centrocampo il nome nuovo dovrebbe essere quello di Mazzeo, lo scorso anno al Portogruarosummaga in C2 che dopo aver atteso la chiamata di una squadra di C dovrebbe alla fine aver optato per la piazza sandonatese. L'attaccante è forse il cruccio maggiore in casa biancoceleste con una non nascosta corte a Sessolo del Trento che alla fine dopo aver portato a spasso parecchi ds interessati a lui ha deciso di rimanere in quel di Trento. Dovrebbero essere certi gli arrivi di due under importanti e naturalmente si cercherà di completare il tutto con una punta che supporti il duo Mirabelli-De Lazzer. Nell'attesa del campionato intanto vi è un nuovo nato tra gli impegni di ErSTE e questi è il nuovo Blog dedicato alla D seriedgironec.splinder.com/ che sostituirà quello di Eccellenza, una partenza di venerdì 13 non è cosa da tutti.
Eppur si move.....
Fervono le trattative di mercato nella serie D, tutti annunciano colpi, segnalano arrivi e partenze, tutti dicevamo tranne il Sandonà. Muoversi sul mercato non è mai semplice, specie per una società che lentamente si sta ristrutturando per affrontare al meglio la nuova categoria. La serie D si sà è la prima riserva dove vanno a pascolare quelle figure fameliche chiamati procuratori e sono proprio queste volitive persone che ancor più dei loro assistiti spesse volte decidono per un verso o per l'altro la destinazione finale di un giocatore. Del resto la serie D è solo all'apparenza il primo campionato dilettantistico, qui fioccano i denari, eccome, ed il semiprofessionismo è solo un termine eufemistico. E' solo questione di ore comunque ed il Sandonà dovrebbe annunciare i suoi acquisti come dovrebbero esser resi noti i nomi dei nuovi soci. La nuova cordata che affiancherà il presidente Masiero era già impegnata nel calcio lo scorso anno e solo i tempi tecnici della loro uscita da un'altra realtà ha rallentato la definizione. Suspence dunque su chi sono, anche se i più avezzi avran già capito da quali cime possono discendere. Severi, Bravo, Bovo, Perissinotto sono solo alcuni nomi cui dovrebbero aggiungersi due under particolarmente ricercati, oltre a qualche senior di peso, il tutto a rinforzare una squadra che, non dobbiamo scordarcelo, ha vinto il difficile campionato di eccellenza solo qualche mese fa e che non è stata per nulla smembrata. Quello che sembra certo è che l'attaccante Sessolo che in tanti mercatini si era offerto dalle alpi alla pianura, alla fine della fiera ha deciso di ritornarsene in quel di Trento in virtù di una parola già data ma è evidente che tanta virtù difficilmente può risiedere in chi tante trattative aveva imbastito. Riguardo poi al girone C, dovrebbero essere proprio le trentine le due squadre sacrificate sull'altare di un girone solo veneto-friulano. Mancherebbe una squadra a completare il lotto delle 18, ma sono notevoli le possibilità di ripescaggio dell'udinese Rivignano che surclasserebbe la corazzata dei cugini del Pordenone proprio in virtù di quello spareggio vinto alla conclusione del campionato e che permise loro di giocarsi, perdendo, le speranze di salvezza nei play-out. Quindi è solo questione di ore per conoscere i nuovi arrivi del calcio Sandonà, la Serie D è qui che risplende e noi finalmente siam tornati in una ritmica rivoluzione a ruotarvi intorno.
2001 - Odissea di una Fede
Certamente un capitolo a parte merita la vicenda che colpì il calcio sandonatese in questo frangente della sua Storia. Noi siamo figli di quel periodo ma le nostre radici affondano in una Storia ben più lontana che nemmeno la crudeltà dell'atto più estremo che si può compiere contro una società sportiva è riuscito a sradicare. Per capire e ricordare quel periodo che tutti i veri sportivi sandonatesi tendono un pò a mettere in ombra per non far divampare la rabbia, è stato necessario ripercorrerlo nei ritagli dei giornali di allora, veri testimoni del tempo. Protagonista assoluta di questo atto estremo fu la dirigenza del calcio Sandonà di cui non nomineremo nemmeno i nomi dato che, se è vero che è la stessa che ha portato il Sandonà in C1, è essa stessa quella che ha cercato di vendere la nostra Storia. Il Vento della Sud ne ha però cancellati i nomi dalla propria memoria come fossero granelli di sabbia che rotolano ora in un girone di un nostro Inferno personale. I problemi del calcio Sandonà erano noti da tempo da ben prima della retrocessione subita in C1. Una sorta di terra bruciata aveva cinto il Sandonà e come in un bunker questo è stato vissuto dalla dirigenza biancoceleste, con una Città sorda al Progetto proposto. Sia in C1 che in C2 il profilo della squadra è stato basso puntando su giocatori non di nome e vendendo il vendibile, tutto per sopravvivere e tener duro all'interno delle proprie mura di cinta. Ciò è bastato per alienarsi le simpatie di quell'ambiente sandonatese che seguiva fedelmente le sorti della Squadra e allontanare ogni possibile compratore. Anno dopo anno i problemi si sono acuiti anzichè stemperarsi, difficoltà nell'iscrizione alla C2, nel dover cedere prima di acquistare, un viver d'essenzialità che pezzo dopo pezzo ha intaccato ogni cosa. Scegliere la via del risparmio non sempre è meno oneroso, tant'è vero che in quest'ultima annata il libro paga biancoceleste si allungò a dismisura acuendo un bilancio che secondo voci soleva essere in rosso di 800 milioni di vecchie lire e che il futuro compratore disse essere ancor più profondo. Un'enormità per aver speranze in C2, un'enormità anche per una semplice Serie D. Sin dall'autunno la società praticamente era stata posta in vendita, ma quel rosso indubbiamente fungeva da freno a qualsiasi possibile trattativa tanto che ogni compratore avrebbe avuto un conto parecchio salato da pagare. Ma ben si sà compratori e venditori tante volte hanno interessi differenti e spesso sono figli di situazioni passate, come si suol dire questa Società non aveva mercato a San Donà, nessuno voleva accollarsi i loro debiti. Qualche interesse da parte di Dino Mio del Portosummaga, ma il vero interlocutore è sempre stato quel Pavanetto che del Lido di Jesolo (Promozione) era presidente. La cosa però prese subito dei contorni particolari in quanto non vi era interesse ad acquistare il calcio Sandonà quanto il titolo sportivo da portare poi in quel di Jesolo. Questa operazione non poteva esser fatta in serie C ma solo tra i dilettanti e l'essere città confinanti dava un'ulteriore corsia preferenziale. Poco male, a marzo quando prese il via la trattativa la situazione era bella che compromessa e poca quindi fu la fatica affinchè le condizioni per le quali tale operazione potesse avvenire si verificassero. E' bastato che l'ultima giornata spirasse che già i giornali titolavano di un Lido di Jesolo di D e di un Sandonà oramai oggetto del passato. Come un oggetto vecchio portato allo sfasciacarrozze tutto venne fatto in punta d'inventario. Titolo sportivo, prima squadra, beretti, settore giovanile, tutto in quei giorni passò al Lido con tanto di pullmini che facevano la spola Jesolo-San Donà-Jesolo per recuperare il vettovagliamento fresco d'acquisizione. Merito di un dirigente vecchio stampo se in quei frangenti su quei pullmini non son stati caricati anche i tanti trofei conquistati in anni di Storia (it.wikipedia.org/wiki/Sandon%C3%A0_1922). La Storia, quella non l'hanno potuta comperare come chi si è dimostrato indegno di tale passato non ha potuto venderla, anche se qualche anno dopo proprio l'acquisto virtuale di quella storia fruttò al Lido di Jesolo (it.wikipedia.org/wiki/U.S._Citt%C3%A0_di_Jesolo), rinominatosi Città di Jesolo, la Serie C2 e divenne la prima squadra d'Italia a passare dalla Promozione alla C2 senza mai aver vinto un campionato. Nè hanno potuto assorbire la nobiltà del tifo che, strano a dirsi, seppe resistere alle proposte indecenti del presidente jesolano poco avvezzo a ciò che vuol dire Mentalità Ultras. Essere di Jesolo e essere un Ultrà del Sandonà non vuol dire riporre una bandiera e prenderne un'altra, se sei un Ultras non vi è possibilità di trapianto di Cuore alcuno. Di lì a qualche settimana la generosità del Lanzichenecco portò alla cessione (onerosa) del titolo sportivo di Promozione alla costituenda società Sandonà 1922 così da dare una continuità alla Storia ottantenne del calcio sandonatese. Come una Fenice il Sandonà risorse, non senza memoria, non senza rabbia, ma con un orgoglio immenso di essere Ultras sandonatesi e di averlo sempre dimostrato prima, durante e dopo quest'episodio della Nostra Storia.
2000-01 - Tra le Fiamme dell'Inferno
Raccontare questo capitolo potrebbe esser semplice e al tempo stesso complicato perchè verrebbe semplice iniziare a raccontare questo pezzetto di storia dalla fine che poi non è solo un qualcosa legato ad una semplice parola, un'appendice indolore la cui soluzione è lasciata ad un bisturi ed ad una piccola cicatrice, qui in realtrà si è trattata di una maestosa peritonite che ha rischiato veramente di lasciare la città di San Donà senza squadra di calcio e con essa cancellare un qualcosa che dal 1922 ad oggi si è sempre chiamato calcio Sandonà. Come detto non inizieremo da lì ma dal dopo retrocessione che vide acuirsi quello status di crisi che aveva accompagnato la squadra biancoceleste in quello storico campionato di serie C1. Sembra strano come il traguardo più grande non abbia portato a convogliare attorno alla squadra biancoceleste le forze più nobili di una Città che di ricchezze non è poi tanto aliena ma che forse non ha trovato nella società biancoceleste la giusta interlocuzione capace di stimolare un interesse che vada aldilà della semplice vil moneta. Il cammino di basso cabotaggio che era stato adottato per costruire la squadra biancoceleste nell'anno della C1 si è ancor più perseguito in questa C2 che posizionò i biancocelesti nel grigio girone A con tante realtà nobili dell'Alta Italia ma al tempo stesso prive di quello spirito che tante volte abbiamo avuto la fortuna di incrociare sui campi del girone B. In soli due anni della formazione che conquistò la C1 praticamente non rimase nessuno se non il terzetto
Conte-Stampetta-Temporini, tutti gli altri presero la via di altre squadre chi per scelta chi ceduti per esigenze di un bilancio che solo alla fine di questo torneo scopriremo di una tonalità incredibilmente rosso fallimento. Tante quindi le partenze al termine di una C1 giocata con troppe turbolenze esterne e i cui passi sui carboni ardenti non seppero risollevare un'evidente povertà tecnica più che economica che esisteva rispetto alla categoria. Per rinascere nella categoria inferiore la società sposò una via di giovanilità pescando a piene mani nella serie D approffittando così di una corsia preferenziale che le società professionistiche hanno nei confronti di quelle dilettanti ma che alla fine non pagò in quanto la C2 è ben altra cosa e una miscellanea di giocatori che mai avevano calcato i campi professionistici non sempre porta a concretizzare gli obiettivi sportivi minimi che una squadra solitamente si prefigge. Nemmeno uno Zamuner al canto del cigno e presto appiedato da un infortunio nè un Dal Compare a comandare la difesa seppero portare per mano i tanti debuttanti nella categoria assieme ai moltissimi giovani che il Ds Galtarossa amalgamò per l'occasione. La conduzione tecnica incerta affidata al debuttante Manzo cui l'ancor più incerta dirigenza sostituì poi con Bodo, poi con Rocchi per poi tornare a Manzo, fu solo un granello di un ingranaggio che mai funzionò a dovere nell'arco di questo campionato. Numeri impietosi per la squadra biancoceleste in questo torneo, se l'anno prima tre furono le vittorie in C1 qui si arrivò a stento a due con la prima a novembre sul terreno amico dello Zanutto con il Moncalieri e la seconda addirittura alla penultima in trasferta a Montichiari che, segno del destino, fu anche la giornata nella quale venne sancita la retrocessione matematica in serie D. Ben 18 furono le sconfitte subite e curiosamente 18 furono anche le reti segnate, come diciottesima fu la posizione alla fine di questo torneo. Il tandem Cominotto-Bisso in attacco dimostrò i suoi limiti segnando unicamente sette reti in due, con un Bisso che già a gennaio venne ceduto alla pari di Vincenzi per una scelta tecnica che sposò le tante esigenze di bilancio che contraddistinsero quelle ultime due stagioni del Sandonà. I biancocelesti praticamente non furono quasi mai in gara per la salvezza, con l'inesperienza a farla da padrona a tutti i livelli con una speranza che deragliò già prima di natale quando nell'arco di poche settimane vennero cambiati tre tecnici e furono inanellate ben sette sconfitte consecutive. Porto di mare diventò lo spogliatoio con ripetuti contrasti al proprio interno e continui arrivi e partenze di giocatori sintomo che la rotta la si era persa di parecchio. In tutto questo marasma di negatività inutile dire che la Curva Sud visse uno dei peggiori campionati che memoria ricordi. La conflittualità con la società fu ai massimi livelli e le giornate di tifo si fecero rarefatte con l'avanzare del campionato, per una realtà da malato terminale cui la squadra sembrava essere impietosamente destinata. Si perdono quasi nella memoria gli striscioni, le contestazioni, il rimanere al
di fuori dello Zanutto, sino a quando ad un certo punto tutti assieme decidemmo di tifare non per la squadra, ancor meno per una Società che non ci rappresentava più, ma per dei colori che tanti anni fa facemmo nostri e a cui concedemmo l'onore delle armi con alcune gare di incredibile intensità. Il mondo ci crollava attorno e noi tifavamo come non mai, come capitani di una nave in mezzo ad una terribile tempesta noi decidemmo di affrontarla dalla parte del Cuore anzichè della Ragione in virtù della nostra Fede. Tant'è vero che nell'ultima giornata, che avrebbe potuto essere l'ultima della nostra Storia, facemmo un eccezionale tifo per...il Sassuolo. Noi retrocessi, i modenesi cui solo la vittoria avrebbe garantito la salvezza e una squadra sandonatese inspiegabilmente pimpante ed in vantaggio. Per quella domenica Sud e Nord si unirono nel tifare, il Sandonà perse, il Sassuolo si salvò e uno schiaffo morale fu dato a chi era riuscito a trascinare il Sandonà in quell'inferno che lentamente ma innesorabilmente stava iniziando ad inghiottirci. Lo Zanutto chiuse il campionato tra gli applausi amarognoli della Sud che strideva con una realtà che avrebbe di lì a poco fatto da palcoscenico al peggiore degli atti che un sandonatese potrebbe fare alla sua città: la cessione del titolo sportivo ad altra città. Ma questo merita un capitolo a parte. La statistica: Questi di una stagione che oltre a bissare la retrocessione dell'anno prima ed il diciottesimo posto in classifica seppe avere dei numeri ancor peggiori (2 vittorie, 14 pareggi e 18 sconfitte) segnando 18 reti e subendone 46, solo 4 reti per il capocannoniere di quell'annata Simone Temporini. Ben sette le sconfitte consecutive tra la decima e la sedicesima giornata. Questa la Rosa con presenze e reti: Portieri - Riato (23, -), Conte (9, -), Guiotto (1, -), Bison (2, -); Difensori - Faloppa (29, -), Visintin (24, 1), Dei Rossi (29, -), Artusi (20, -), Dal Compare (28, 2), Moauro (7, -), Vincenzi (13, -), Benedetto (3, -), Cadeddu (11, -), Villa (1, -); Centrocampisti - Zamuner (8, -), Pinnanossai (18, -), Cecchin (28, 1), Mateos (19, 1), Basso (20, 1), Stampetta (19, -), Carli (13, 1), Canella (22, 2), Morassutti (13, -), Nikitiuk (8, -), Saccher ( -, -); Attaccanti - Temporini (32, 4), Cominotto (29, 3), Bisso (17, 1), Cropano (6, -), Jazgevicius (3, -), Maccarone (5, -), Milan (2, -). Allenatore Andrea Manzo, dalla 12^ Loris Bodo, dalla 15^ Renzo Rocchi, dalla 22^ Andrea Manzo.
Tralasciamo per un momento lo scrivere la nostra Storia visto che ci stiamo facendo una lettura colta sui ritagli di giornale di quell'anno horribilis, per venire a parlare un pò di mercato.
Dire che le bocche siano cucite in questi giorni in casa Sandonà forse è non dire tutto, perchè si è quasi in un bosco dove nemmeno gli uccellini hanno il coraggio di cinguettare. Quando ciò accade può voler dire che non si sta facendo nulla, o che si è praticamente già fatto tutto. Ovviamente propendiamo per la seconda ipotesi anche perchè in un mondo famelico come quello calcistico non sempre è consigliato percorrere la via dei proclami e ammantare la propria squadra come la più forte sulla faccia della terra, ovvero la propria campagna acquisti come la più sontuosa ed oculata che si sia mai vista dimenticando poi che è poi il campo a dare i suoi impietosi responsi qualche mese più in là e le voci dell'oggi saranno solo un vago ricordo spesso non suffragato dai fatti. Tornando però a ciò che non dicono gli uccellini e che si riesce a carpire unicamente dal sottobosco, qualcosa riesce comunque a filtrare dal buio. Molte le non riconferme rispetto allo scorso anno dato la necessità ovvia di ringiovanire una rosa che non subirà troppi stravolgimenti. Non saranno più della compagine biancoceleste il portiere Ballarin, i difensori Siviero (alla Piovese), Bolletta, Martignon, il centrocamista Fortino, gli attaccanti Polesel, Vivian, Fulla...magari me ne son scordato qualcun altro. Quanto agli arrivi il tenuo vociare indicherebbe l'arrivo degli under Agnoletto dal Treviso via Breda, Perissinotto e Trevisiol (il secondo più incerto) di ritorno dalla Triestina ed un p
aio giungerebbero dal Venezia. Un pò più difficile ascoltare i nomi per i cosidetti giocatori con più esperienza, qui i rumori di fondo si fanno più forti, se voci non confermate indicano in Sessolo del Trento 1921 il possibile nuovo terminale d'attacco ed in un centrocampista estroso con trascorsi ultimi di C2 il cui nome non và oltre la consonante M la novità del centrocampo, sembra esser invece filtrato il nome del prossimo centrale difensivo che da Este dove giocava danno per sicuro arrivo a San Donà. Si tratterebbe di Lorenzo Severi, centrale del 1976, reduce da un biennio ad Este in D, ma che in D ha giocato per due stagioni al Borgomanero e una al Casale, mentre in C2 ha giocato a Mestre e per un triennio alla Biellese. Questi invece dovrebbero essere i confermati: portieri - Visentin, Baldassar (?); difensori - Romano, Favero, Rosolen, De Carli; centrocampisti - Pagliarin, Da Riz, Davanzo, Biondo, Silvestrin, Gerlin, Favarato, Bincoletto, Cibin; attaccanti - Mirabelli, De Lazzer, Santagata. Ma nei prossimi giorni, se non nelle prossime ore sicuramente qualche altra bella news inizierà a sbocciare.
Torniamo ora ai ritagli di quell'anno horribilis cui il tempo non ha attenuato i contorni di crudezza per un'annata che si vorrebbe quasi dimenticare ma che invece tanto deve insegnare ora che siamo tornati padroni della nostra Storia.
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