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Il piccolo mondo della Curva Sud costituito da I Caimani del Piave e dalla New Generation, quattordici anni gli uni dodici gli altri, ma uniti da una consolidata Amicizia, dall'Amore verso i colori biancocelesti e sopratutto dal profondo divertimento che ci dà il tifare Sandonà . Una Fede, Un Mito, Un Amore Infinito |
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Emergency

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Rai Report
Dal Caimani's News Anno 11 Nr. 23 (204)
Un balzo sin al limitar del Sogno
A volte ci vuol poco a buttare nel burrone un campionato intero, a volte ci vuol poco per afferrare un ultimo appiglio e rimanere comunque sospesi sul crinale. E' forse questa l'immagine che più si addice alla doppia trasferta che ha visto impegnato il Sandonà. Due trasferte e tutto un destino che si è messo a danzare di fronte a noi. Alla vigilia dei due incontri la fiducia era indubbiamente alta, le possibilità di ipotecare il campionato concrete, tanto concrete che forse si è persa un pò la misura e l'eccesso di fiducia ha spalmato la voglia di vittoria come fosse olio solare sulla pelle. La cosa non ci ha preservato da una cocente bruciatura tanto pericolosa e pesante quanto lo può essere una sconfitta senza se e senza ma rimediata a Mestre, con tanti sogni che han corso il pericolo di evaporare. C'è voluta grinta e caparbietà per non precipitare dal burrone nella gara seguente, nemmeno il vento e la pioggia incontrata ad Asolo sono stati capaci di ammansire la compagine sandonatese che quasi miracolosamente ha afferrato il giusto appiglio ed è tornata a un punto dalla vetta. Quasi una combinazione del destino, che rilancia sia noi che l'Asolo, ma che pur sempre vede in testa l'Edo Mestre. Un punto è nulla, un punto può esser tutto, è proprio questo il punto, il Sandonà non può più concedere nulla ora, quattro gare alla fine del campionato e questo spalla a spalla può esser vinto solo ed unicamente tentando di fare il filotto di vittorie. Non impossibili le gare da qui alla fine, ma il discorso rimane sempre quello, una squadra con fame di vittoria può riuscirvi, una soddisfatta di ciò che ha sin qui fatto, può solo fallire. Incontriamo quest'oggi il Favaro che di punti ne ha fatti parecchi ma che non gli son valsi ancora una classifica tranquilla, avversario pericoloso quindi, che memori della pessima gara dell'andata dobbiamo affrontare con la giusta intensità cercando non il bello ma il concreto. Servono punti oggi, serve la vittoria che permetta a quell'essere in bilico sul crinale il giusto slancio per cercare di balzare oltre, là dove il Sogno può divenir Realtà. Se domenica sera sarà primo o secondo posto poco importa ora, l'importante è vincere, l'importante è correre, l'importante è crederci.....Noi ci Crediamo.
La Sud oltre la Bufera
Sole caldo e delusione a Mestre, Vento e Pioggia e gaiezza ad Asolo. Son questi due aspetti differenti che la Sud ha potuto assaporare in questi quindici giorni lontani dallo Zanutto. Una Sud quindi con la valigia in mano che da una parte come dall'altra ha saputo portare il proprio tifo colorato e intenso. Dopo Mestre non era indubbiamente facile affrontare la trasferta di Asolo. Nubi scure si addensavano all'orizzonte, ma non solo a livello meteorologico quanto a quello ben più pregnante del futuro prossimo. Morale quindi non al massimo che curiosamente ha preso la forma di una nuvola, questa sì fisica e ricolma di pioggia che ha accompagnato l'intera domenica della Sud. Eran quindici giorni che la Sud aveva programmato un pullman, come sempre organizzato con l'affanno tipico di chi sa quali sono gli umori del tifoso sandonatese, specie se ferito. Nonostante tutto in molti hanno risposto all'appello, lo zoccolo duro della Sud c'era, ed è questa la parte migliore e che non molla, quella che si porta la croce in spalla e tifa, che ruggisce contro il mondo quando le cose non vanno e che sa apprezzare le sottigliezze più incredibili del tifare. Chi non c'era potrebbe dire che non ha preso una goccia di pioggia, chi c'era è orgoglioso di averla presa, di aver fronteggiato le difficoltà di una gara difficile da tifare, tra gocce impertinenti e venti sferzanti, ma che ha saputo ancora una volta domare il proprio Sogno e riportarlo sulla retta via pronto nuovamente per lanciarsi al galoppo. Un'ora e mezza prima della gara difficilmente era mai accaduto di giungere alle porte di uno stadio, come difficilmente i nostri occhi erano mai stati un tutt'uno nell'osservare il cielo e nell'ammirare la tribuna senza copertura che ci attendeva. La pioggia che ha iniziato a cadere sin dal primo minuto nulla ha potuto contro la voglia di tifare della Sud che anche stavolta ha brillato di luce propria sotto gli acquazzoni...e che acquazzoni!!!. Ed una sorpresa ancor più piacevole è stato vedere che sotto alla pioggia a galloppar col vento assieme alla Sud vi era anche un nutrito gruppo di ragazzi delle giovanili che in casa come in trasferta han capito che è inutile andare in altre zone quando il Cuore tifa Sandonà. La pioggia di domenica aveva lo stesso sapore in ogni zona dello stadio, ma i veri tifosi erano con la Sud. Se a fine gara come d'incanto la pioggia è cessata e un timido sole è spuntato, forse sarà stato perchè abbiamo acceso la risposta giusta, di come si reagisce ad una sconfitta bruciante, tifando ancor più convintamente credendo nel proprio Sogno. Special Guest della gara è stato Cippo che in questa domenica particolare si aggregato alla Sud in pullman, sugli spalti e pure in campo dove se ne andato a scorazzare.....e anche lui quest'oggi sarà con noi a tifare.
Quanti avrebbero potuto essere i Daspo in Valencia-Inter? Fortuna loro che han giocato in Spagna
| Niente tamburi allo stadio e striscioni non autorizzati |
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(M.D.L.) Tifosi allo stadio, ecco il giro di vite. Se ne era parlato abbondantemente all'indomani dei vergognosi episodi di violenza collaterali al derby Catania-Palermo dello scorso 27 gennaio, fattacci che portarono all'uccisione del poliziotto Filippo Raciti. Dopo il Decreto Amato, che ha fatto seguito a quanto già stabiliva il precedente Decreto Pisanu in materia di sicurezza negli stadi, nei giorni scorsi sono state specificate le disposizioni che, d'ora in avanti (quindi già da Venezia-Cremonese di domenica prossima), regoleranno l'ingresso negli impianti. Ecco le principali direttive dell'Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive del Ministero dell'Interno. E' fatto divieto di introdurre in tutti gli impianti sportivi striscioni e qualsiasi altro materiale ad essi assimilabile, compreso quello per le coreografie, se non espressamente autorizzato. Sono altresì vietati i tamburi ed altri mezzi di diffusione sonora (esempio: megafono). Nel limite stabilito dalle società sportive sarà tuttavia possibile introdurre ed esporre striscioni contenenti scritte a sostegno della propria squadra per la gara in programma inoltrando, almeno sette giorni prima dello svolgimento dell'incontro, apposita istanza, anche mediante fax o email, alla società che organizza l'incontro indicando le proprie generalità complete. A tal fine occorrerà specificare: le dimensioni ed il materiale utilizzato per la realizzazione; il contenuto e la grafica compendiati in apposita documentazione fotografica; il settore in cui verrà esposto. Analoga disciplina dovrà essere applicata per le bandiere (drappo di forma rettangolare), fatte salve quelle riportanti solo i colori sociali della propria squadra e quelli degli stati rappresentanti in campo. La presente determinazione dovrà essere recepita nel regolamento d'uso degli impianti, e applicata dal 30 marzo 2007. |
Son proprio andati nel pallone questi ammazzagarbugli che vogliono imprigionare nella burocrazia la passione del tifoso. Non bastavano delle società che si son vendute pure l'anima, ora vogliono anche ciò che di più prezioso esiste per un tifoso i Colori della propria Squadra. Noi giochiamo ai margini del Mondo ma fossimo là al centro optremo perchè i tifosi veri rimangano fuori nei piazzali degli stadi con i loro striscioni e che le curve rimanessero completamente vuote come il Cuore di chi ha in mano le sorti del Calcio. Il silenzio di un cimitero fatto a Stadio, non più un biglietto comprato, non più una maglietta acquistata, zero centesimi alla pay-tv, non più un autografo cercato....se fai la guerra al tifoso, il tifoso è giusto che inizi a boicottare chi decide senza dialogare. Catene umane pacifiche cingano gli stadi, boicotta il campionato, non abbonarti al prossimo. Ma forse sarà vero che gli Ultras sono sul libro paga delle società e ancora una volta accetteranno tutto....Io non lo credo.
Ventiseiesima Giornata
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Asolo Fonte - Sandonà 1922 |
0-0 |
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Breda JDS - Feltreseprealpi |
2-2 |
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Cordignano - Edo Mestre |
1-0 |
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Favaro 1948 - Romano Ezzelino |
2-1 |
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Marosticense - Liapiave |
0-1 |
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Nuova Piombinese - Liventinagor. |
2-1 |
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Opitergina - Cornuda Crocetta |
1-0 |
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Union CSV - Sagittaria Julia |
1-1 |
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Classifica: Edo Mestre p.46; Asolo Fonte, Sandonà 1922 p.45; Liapiave p.40; Union CSV p.38; Sagittaria Julia, Marosticense p.37; Breda JDS p. 35; Feltreseprealpi, Nuova Piombinese p.33; Liventinagorghense p. 32; Favaro 1948 p.31; Cordignano p. 29; Romano Ezzelino p.25; Opitergina, Crocetta Crocetta p.21. |
ASOLO FONTE - SANDONA' 1922 0 - 0
ASOLO FONTE: Bee 6.5, Ganassin 7, Frassetto 6, Moretto 6.5, Simonetti 6, Rostirolla 7, Torresin 6 (65' Bassani 6.5), Carli 6.5 (75' Giuliato sv), Frasson 6, Mammoliti 6.5, Forato 6.5 (78' Ragusa sv). All. Andreucci
SANDONA' 1922: Visentin 7, Rosolen 6.5, Santagata 6.5 (65' Martignon 6), Da Riz 7, Siviero 6.5, Bolletta 6, Pagliarin 7, Gerlin 6.5, De Lazzer 6, Fortino 6.5 (79' Silvestrin sv), Mirabelli 6. All. Colella
ARBITRO: Fabbri di Ravenna 7
NOTE: Ammoniti: Giuliato (A), Rosolen (SD). Angoli: 4-5. Spettatori: 200 con rumorosa rappresentanza ospite
E alla fine ci riscopriamo vivi, sembra essere questa la morale della giornata per i colori biancocelesti. Dopo la grigissima giornata di Mestre nella quale tante certezze sembravano essersi nascoste in angoli sconosciuti, c'è voluta una giornatina climaticamente d'altri tempi per riacquistare l'orgoglio perduto. Cielo grigio un'ora e mezza prima della gara quando il pullman dei tifosi al seguito è arrivato in quel di Fonte, pioggia, tanta pioggia è poi iniziata a cadere accompagnata da sferzate gelide di vento che non hanno mai abbandonato protagonisti e spettatori, eroi in campo, eroi sugli spalti. In questa stranamente temperata stagione c'è voluto il Sandonà per portare a Fonte quelle condizioni climatiche proibitive che una tribuna orfana dalla scorsa estate della propria copertura ha accentuato notevolmente fin oltre i spessi piumini ripresi dal fondo degli armadi. Ma tornando alla gara, se il tempo l'ha fatta da protagonista non meno sono stati i giocatori in campo che hanno dato vita ad una gara viva e corretta al tempo stesso, finalmente arbitrata da un direttore di gara illuminato. Le scorie della gara di Mestre sui sandonatesi avrebbero veramente potuto intaccare molte certezze tanto che il pericolo più grosso di questa gara non era tanto rappresentato dalla forza dei trevigiani quanto dal carattere che avrebbero messo i giocatori sandonatesi in campo e questo finalmente ha prevalso superando le oggettive difficoltà derivate dall'assenza per squalifica di tre giocatori e che ha avuto nel recupero in extremis di Da Riz un proprio punto di forza. In porta ha giocato Visentin, difesa a tre con Rosolen, Siviero e Bolletta ma con Pagliarin e Santagata a cui è stato affidato anche il compito di presidiare le fasce, in mezzo han giostrato Da Riz e Gerlin con Fortino che ha supportato le due punte De Lazzer e Mirabelli. Tre under in campo per la formazione di Andreucci che ha fatto qualche piccola correzione rispetto alla formazione vincente di Romano, in porta ha giocato Bee, sulle fasce difensive Ganassin e Frassetto con Moretto e Simonetti centrali, a centrocampo sulle fasce hanno giocato Torresin e Mammoliti con Rostirolla e Carli al centro, in avanti i due under Frasson e Forato, 15 reti in due quest'anno. Vento e pioggia quindi per tutta la durata della gara e questo ha in parte condizionato il gioco. Tanta battaglia a centrocampo con un buon Sandonà nella parte iniziale del tempo e un Asolo che ha preso confidenza nel corso della seconda parte della frazione pur mantenendo comunque nella sostanza un generale equillibrio di valori tra le due squadre. Infruttuoso l'inizio del Sandonà che pur avendo in Pagliarin un tenace incursore sulla destra ha faticato a mettere in condizione i suoi avanti di andare al tiro. Si deve arrivare al 19' per avere il primo brivido dell'incontro per merito dei padroni di casa che su un corner battuto da Mammoliti vanno vicino alla rete con Ganassin la cui deviazione ravvicinata esalta i riflessi di Visentin sulla cui ribatuta cerca Forato un diagonale ravvicinato risolutivo che si perde però sul fondo. Primo brivido quindi per i biancocelesti che soffrono ancora al 29' su di una ripartenza che mette nelle condizioni Ganassin di calciare dalla tre quarti destra, il suo tiro teso è però deviato in corner con i pugni da Visentin. Il Sandonà fatica un pò nel trovare la porta, ma al 40' ha un'ottima occasione per andare in vantaggio: traversone in diagonale dalla sinistra di Fortino che trova appostato sul palo lungo Mirabelli che di testa serve centralmente De Lazzer il quale preferisce il controllo al tiro immediato venendo così contrastato in modo efficace da Moretto che gli devia il pallone in corner. Sul susseguente corner di Santagata è la difesa rossoblu a liberare con difficoltà. Molto dispendioso il gioco fatto dalle due squadre nel corso della prima frazione, logico quindi che la ripresa sia stata giocata ad un ritmo inferiore forse anche perchè da Cordignano arrivavano notizie circa uno svantaggio della capolista Edo Mestre. Tanta pioggia e tanto vento anche nella ripresa con poche emozioni sotto porta. Il primo vero pericolo arriva al 63' su una punizione di Moretto calciata di potenza che Visentin respinge con i pugni. L'unico vero pericolo portato dalle parti di Bee dai biancocelesti avviene al 75' per merito del tenace Fortino che parte dalla tre quarti, converge al centro e dal limite dell'area fa partire un'insidiosissimo rasoterra che Bee devia in tuffo in corner. L'ultima occasione per i padroni di casa avviene in chiusura di tempo per merito di Bassani che dal vertice sinistro dell'area fa partire un tiro dalla distanza che ancora una volta costringe Visentin alla deviazione. Alla fine una pareggio che accontenta entrambe le contendenti, che riapre i giochi e che sposta i riflettori ora nuovamente sul Baracca dove l'Asolo sfiderà la capolista distanziata solo di un punto. Torna quindi in corsa il Sandonà che da questa gara in fondo attendeva questo, la vetta è tornata ad un punto, nulla finisce tutto ricomincia, a 360' minuti dalla conclusione del campionato sono ancora tre le pretentendenti e il Sandonà c'è. Dire che sia stata una gara epica è dir poco, il pullman che ha portato la Sud in quel di Fonte è stato accompagnato dalle grigie nubi, la gara dall'umidissima pioggia e dal penetrante vento, eppure tutti incuranti son rimasti lì nella tribuna ahinoi scoperta a tifare a più non posso, ad ombrello chiuso e a polmoni aperti. Tanto tifo e tanta pioggia per la Sud oggi, ma vi era da espiare la grossa delusione di domenica e in questa penitenza collettiva la Sud è uscita vincente e pienamente in corsa per centrare il suo sogno più grande.
Attimi di panico nella Sud durante la gara, era sparita la mascotte Cippo, qualche attimo di apprensione e poi eccolo lì solo soletto che stava trotterellando in mezzo al campo, con non chalance si è avvicinato alla panchina dell'Asolo e ha fraternizzato, anche questa volta la Sud ha invaso. Fine degli scontri diretti, ora bisogna solo vincere, ma noi ci crediamo, per questo corriamo, per questo tifiamo.
Dal Caimani's News Anno 11 Nr. 22 (203) E’ ora di Vincere, è ora di Correre, è ora di Crederci Male la prima, questo è il responso del primo big match del campionato cui il Sandonà sembra proprio non aver voluto partecipare. Troppo impalpabile, troppo inconcludente, assolutamente evanescente e quel che è peggio tendente all’isteria. Ancora una volta quindi manchiamo nell’appuntamento più importante, altre volte era successo e questo una squadra che punta alla vittoria del campionato non se lo può assolutamente permettere, e quel che è peggio alla sconfitta ne è seguita una coda disciplinare che arriverà a complicare anche questa gara odierna che il calendario aveva già previsto complicata di suo. Già in precedenza avevamo posto in evidenza l’emergenza ammonizioni che questa squadra si è sempre portata addosso, una collezione di gialli e di rossi a dir poco imbarazzante e che non poteva non aver ripercussioni sul cammino dei sandonatesi. Per la terza volta in questo girone di ritorno ci ritroviamo senza ben tre giocatori per squalifica, se non è un record poco ci manca. Quando una squadra s’inpunta su di un arbitraggio è un segnale di debolezza e non di carattere, quello di domenica più che un arbitro sembrava un insipido autovelox, ma è inutile fermarsi a discutere con una macchinetta amorfa sarebbe stato meglio giocarsela la partita. E’ questo in fondo il peccato più grosso del Sandonà visto a Mestre, non ha dimostrato quella fame di vittoria capace di far ruotare la partita nello stesso verso del pallone. L’Edo ha fatto la solita gara, quella che tatticamente si sapeva avrebbe fatto, è il Sandonà quello che è mancato in campo e anche in panchina, perchè non si può rimanere inerti a vedere la propria squadra galleggiare sotto di una rete senza tentare di invertire la tendenza, prima o poi si affonda. Gara difficile dunque quella di oggi in virtù delle assenze, degli strascichi che la gara di Mestre avrà indubbiamente portato a livello psicologico, ma ancor più difficile per la posta in palio che non è una semplice vittoria, ma sono punti importantissimi da giocarsi nella corsa alla testa della classifica. A due punti dall’Edo nulla è perduto, ma tutto deve essere riconquistato, e l’oggi è un punto di partenza fondamentale in quanto affrontiamo un Asolo che ha saputo ritornare pienamente in corsa e che ora lotta spalla a spalla con i biancocelesti per poter domenica prossima giocarsi anch’esso le proprie chances in casa dell’Edo. E’ inutile dire che in questa gara a tre prevarrà chi saprà capitalizzare al massimo ciò che verrà dagli scontri diretti i cui esiti pur tuttavia se non vorran dire vittoria di campionato daranno comunque degli indubbi vantaggi. Il Sandonà ha già perso un’occasione, non si può permettere di perderne un’altra nonostante le gravi assenze cui dovrà sopperire oggi, serve un’impresa immensa che solo una squadra che ha in sè un’incredibile voglia di arrivare può compiere. E’ora di Vincere, è ora di Correre, è ora di Crederci....se si vuole andare in D! Lotta per la Maglia, Vinci per gli Ultras Vi sono delle volte nelle quali ti domandi perchè quando cerchi di fare la miglior coreografia possibile, il miglior tifo possibile, aggreghi più gente possibile ti ritrovi difronte ad una squadra che non ha in sè la stessa forza di crederci propria della Sud e anzi vedi degli avversari che sembrano esser loro più galvanizzati nel giocare di chi in Cuor tuo vorresti trovasse ancor più motivazione nel lottare per la tua Maglia. Strani dubbi che spesso riaffiorano come immagini già vissute ma che sono solo la lunga scia di un’ennesima domenica di delusione. In tanti ci siam recati al Baracca, tanti i sandonatesi presenti, forse anche più dei mestrini e degli addetti ai lavori messi assieme, ma nonostante una Curva Sud che ha risposto ottimamente deludentissimo è stato il gioco espresso dalla squadra. Nulla di quello sperato dalla Sud è accaduto ed ancora una volta il Sandonà si è infilato in un sentiero buio ma dai contorni sin troppo famigliari. Non si può certo dire che ci scegliamo sempre la via più comoda e la fatica nel riporre gli striscioni domenica scorsa era un tutt’uno con le facce scure di chi in tutto questo campionato ha sospinto fin troppe volte fuori dalle secche il vascello biancoceleste. Ma la Sud non si arrende, non lo ha fatto lo scorso anno e non intende farlo ora che il Sandonà veleggia nell’alta classifica dove è più difficile vincere e non ti puoi accontentare mai. Anche quest’oggi dunque la Sud si è imbarcata in una costosissima trasferta in pullman non per fare una semplice gita, ma perchè nel nostro profondo noi non siam tipi che mollano. Non ci importa chi oggi andrà in campo, perchè noi tifiamo per la maglia non per chi la indossa, non ci importa della pessima gara di domenica scorsa perchè noi pensiamo alla gara di oggi, ma cavolo oggi vogliamo vedere una squadra che lotta con la forza del Cuore non con quella dei nervi, una squadra che lotta per Vincere non che si accontenta di galleggiare anche quando l’acqua arriva al collo. La gara è difficile e la Sud è la prima a saperlo, la tradizione è contraria, solo alla prima gara riuscimmo a vincere, facciamo sì che questa sia l’ultima e che il Sandonà torni vincente. Se vogliamo tornare lassù, e Noi lo vogliamo, allora oggi bisogna Vincere, chi si accontenta non arriverà mai Primo. Un’ora prima della gara inizierem a cantare, un’ora dopo la gara lo vogliamo continuar a fare.....Lotta per la Maglia, Vinci per gli Ultras

GLI ULTRAS SANDONA' NON MOLLANO! 10 euro per la Curva Sud, 10 euro per la Curva Sud.......NESSUN MANCHI!!! (...corsia preferenziale per gli Ultras)
Venticinquesima Giornata
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Cordignano - Union CSV |
1-3 |
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Cornuda Crocetta - Marosticense |
1-0 |
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Edo Mestre - Sandonà 1922 |
3-0 |
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Feltreseprealpi - Opitergina |
1-0 |
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Liapiave - Nuova Piombinese |
1-1 |
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Liventinagorghense - Favaro 1948 |
1-0 |
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Romano Ezzelino - Asolo Fonte |
0-2 |
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Sagittaria Julia - Breda JDS |
1-1 |
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Classifica: Edo Mestre p.46; Asolo Fonte, Sandonà 1922 p.44; Liapiave, Union CSV, Marosticense p.37; Sagittaria Julia p.36; Breda JDS p. 34; Feltreseprealpi, Liventinagorghense p. 32; Nuova Piombinese p.30; Favaro 1948 p.28; Cordignano p. 26; Romano Ezzelino p.25; Crocetta Crocetta p.21; Opitergina p.18. |
EDO MESTRE - SANDONA' 1922 3 - 0 (1 - 0)
RETI: 15' aut. Romano, 87' Minio, 94' Basso (E)
EDO MESTRE: Zilio sv, Furlan 6 (46' Sandi 6), Tagliapietra 6, A. Bertan 7, Chinellato 6.5, M. Bertan 6.5, Silvestro 7 (68' Minio 6.5), Flagiello 6.5, Cominotto 6, Basso 6.5, Ballarin 7 (80' Bertotto sv). All. Buffa
SANDONA' 1922: Visentin 6.5, Romano 5 (71' Rosolen sv), Pagliarin 6, Da Riz 5.5, Bolletta 6, Siviero 6, Biondo 5, Davanzo 5.5, De Lazzer 6 (86' Santagata sv), Polesel 5 (68' Fortino 6), Mirabelli 5. All. Colella
ARBITRO: Zoia di Treviso 5
NOTE: Espulsi: 70' Biondo (SD) per proteste, 85' Davanzo (SD) per somma in ammonizione. Ammoniti: Furlan, A. Bertan, Minio, Chinellato (E), Da Riz, Romano, Siviero, Polesel (SD). Angoli: 8-1. Spettatori: 800
Nella gara più importante il Sandonà fallisce clamorosamente, quella vista quest'oggi al Baracca deve essere stato il prodotto di una clonazione non proprio riuscitissima di quella squadra che era stata capace di balzare in testa alla classifica. A parte il roboante risultato finale che potrebbe trarre in inganno non è stata una bellissima gara, si è vista un'ottima squadra (l'Edo Mestre), un'altra in simil copia di sè stessa (il Sandonà) ed il tutto arbitrato da una giacchetta gialla il cui colore non ha difettato sul metro usato, forse non gli hanno insegnato che il numero dei cartellini non è direttamente proporzionale alla qualità dell'arbitraggio, parecchio avariato quest'oggi. Ma l'arbitro non è stato il colpevole principale della modestissima gara dei biancocelesti, molto più hanno influito i giocatori in campo oltre alle scelte lunari del tecnico Colella. E fa specie ora scrivere della dichiarazione del mister alla vigilia dove sottolineava che la gara con l'Edo sarebbe stata affrontata alla stregua di una qualsiasi altra gara, prima o ultima in classifica la sostanza non sarebbe cambiata, tenuto conto dei tanti punti persi contro le ultime la dichiarazione non ha fatto una grinza se raffrontata alla realtà odierna. Troppo anonima la formazione biancoceleste, troppo sofferente sulle fasce e in difficoltà a centrocampo con un Mirabelli menomato dalla maschera protettiva che già in difficoltà di suo la palla l'ha vista poco o nulla, eppure è stato lasciato lì solo soletto in avanti per l'intera gara. A ciò naturalmente dobbiamo affiancare il fatto che affrontavamo una formazione non ultima in classifica e che una sua organizzazione di gioco ce l'ha da sempre come una sua indubbia pericolosità nel gioco da fermo e che ha costruito la sua fortuna su quel gol trovato grazie ad una deviazione tanto fortuita quanto precisa, più che sufficente però per il Sandonà di quest'oggi. Per l'occasione Colella ha riproposto l'undici in teoria migliore pur se con tutti i distinguo visti i rientri accelerati di Siviero e Mirabelli. In porta Visentin, difesa a tre Siviero centrale con Romano e Bolletta sulle fasce con Pagliarin e Biondo laterali di centrocampo, Da Riz in mediana, Davanzo in regia e con Polesel in supporto delle due punte Mirabelli e De Lazzer. Formazione tipo anche per Buffa che sembra aver trovato la quadratura del cerchio con l'utilizzo del duttile Flagiello a centrocampo. In porta Zilio, gli under Furlan e Tagliapietra sulle fasce con Chinellato e M. Bertan centrali, a centrocampo A. Bertan in mediana con Silvesto e Ballarin sulle fasce e Flagiello e Basso al centro, con Cominotto terminale d'attacco. La gara è sin da subito equillibrata anche se un pò alla volta è l'Edo a prendere il predominio del centrocampo risultando molto pericoloso sulle incursioni sulla sinistra di Ballarin e allo stesso modo sulla destra con Silvestro. La pressione dei gial
loblu è stata costante per tutto il primo tempo ed avuto un pizzico di fortuna nel vantaggio colto al 15': bella ripartenza sulla tre quarti biancoceleste con Ballarin che scende sul fondo sulla sinistra e fa partire l'ennesimo insidioso cross a rientrare, la sfera viene sfiorata di testa da Romano quel tanto che la stessa prende una traiettoria tale che finisce imparabilmente a fil di traversa nell'angolino alto. L'ennesima traiettoria sadica dei nostri confronti con l'Edo, un segno quasi del destino. La reazione sandonatese è pressochè inesistente e l'Edo va ancora vicino alla rete poco dopo con Silvestro, nuova azione sulla sinistra con Romano in difficoltà che viene anticipato dal solito Ballarin che fa partire un cross radente per Silvesto che tutto solo batte a colpo sicuro, ma Visentin è superbo nella deviazione volante in angolo. Nulla da fare per i biancocelesti che non riescono ad imbastire azioni degne di menzione, con un Davanzo e un De Lazzer che si dannano, ma il costrutto è poco e và a pari passo con l'irritazione verso un arbitro dal cartellino facile la cui insofferenza dei biancocelesti è stato il primo segnale di una giornata difficile a livello mentale più che fisico. Ci si attende una reazione nel secondo tempo del Sandonà ma le speranze sembrano vane e nemmeno di fronte ad un'Edo che rallenta il proprio gioco i biancocelesti riescono a trovare la forza per arrivare degnamente dalle parti di Zilio. Troppa timidezza e nervosismo non sortiscono azioni, tanto che i giocatori non capiscono che impuntarsi col protagonismo dell'arbitro non è foriero di piacevolezze e dopo i cartellini gialli arriva il rosso per Biondo a causa di una parolina di troppo. Cerca di cambiare Colella inserendo Fortino al posto di un non incisivo Polesel, mentre Buffa rinforza il centrocampo inserendo Minio. L'uomo in più da un piccolo vantaggio ai padroni di casa che hanno un pò più spazio per incunearsi nel centrocampo sandonatese. La gara così si porta stancamente sino ai minuti finali senza che il buon Colella decida di rischiare accontentandosi di galleggiare sullo striminzito svantaggio, con un Mirabelli innesorabilmente abbandonato in avanti e un De Lazzer alla continua ricerca di palloni sulla tre quarti. Solo qualche mischia in area Edo e nulla più. La svolta avviene al'85' con l'espulsione di Davanzo per il secondo cartellino giallo, Colella si apprestava a concedere i soliti 5 minuti di partita a Vivian, stavolta nemmeno quelli, l'espulsione scompagina i piani e si vede che direttamente da Plutone gli è giunta l'ispirazione di togliere l'unico attaccante con il dono della mobilità, De Lazzer, per inserire Santagata a centrocampo. Sotto di una rete, la mossa non poteva che essere la classica spugna gettata sul ring. Con due uomini in più ed un Mirabelli sempre lassù isolato da tutto e da tutti, per l'Edo è stato un gioco da ragazzi infilare i biancocelesti due volte. La prima con Minio all'86' con un preciso tiro dal limite, la seconda a fil di triplice fischio grazie ad una semi rovesciata dell'ex Basso. Finisce in gloria per l'Edo una gara che il Sandonà praticamente non ha mai giocato e che rischia domenica prossima di buttare alle ortiche un'intera stagione andando ad Asolo in ritardo di due punti, con gli stessi punti dei trevigiani, senza Davanzo, Biondo e Romano e con la concreta possibilità nella negatività che attanaglia l'ambiente tutto in questa domenica di ritrovarci distaccati non solo dal primo ma anche dal secondo posto. Questo è però l'oggi, il domani Deve essere diverso! In tutto questo la Sud è stata protagonista assoluta con il dono prezioso del tifo e per tutta la gara non ha mai smesso di incitare i biancocelesti, cosa improba quest'oggi dato che per vincere bisogna anche volerlo e quest'oggi s'è visto che se ci si accontenta di galleggiare non si fa troppa strada. Tanti eravamo oggi a tifare in una bella Curva colorata e nella quale per l'ennesima volta si è masticato amaro alla fine, la solita sbobba ci è stata servita, noi ne avremmo abbastanza....in attesa domenica la Sud organizza un pullman per Asolo, se qualcuno ha intenzione di mollare quelli non siamo noi. Per Andare in D, bisogna crederci, bisogna correre, bisogna VINCERE! ...Forse sarebbe meglio che coloro che oggi se lo son scordato se lo scrivessero indelebilmente in Cuor loro.
Domenica 18 Marzo 2007
Stadio "F. Baracca" di Mestre ore 15.00
Edo Mestre - Sandonà 1922
Probabile posizonamento in Curva Oberdan, la curva opposta a quella solitamente riservataci. Ritrovo ore 13.15 al parcheggio Inps e successivo congiungimento con gli NG alla bretella dell'aereoporto.
Per Andare in D, Bisogna Crederci, Bisogna Correre, Bisogna Vincere.....Bisogna Tifare. Nessun Manchi!!!
Dal Caimani's News Anno 11 Nr. 21 (202)
Ai confini della Nostra Storia, ritrovammo un Cuore
Esser primi è uno status bello, importante ed impegnativo al tempo stesso, rimanervi è quanto di più difficile possa esistere ancor più quando si è messi difronte ad una gara come quella di oggi la cui intensità la si sente nella mente ma ancor più nella pelle. Tante sono le gare importanti che in questi tredici anni ci siam trovati ad affrontare, a volte valevano per la vittoria di un campionato altre volte per la salvezza della categoria, questa quindi potrebbe essere annoverata come una di quelle, ma nessuna stagione è mai simile ad una precedente come nessuna gara mai lo è. In questa in particolare si addensano tutte le fatiche di un percorso che è iniziato non ieri, non a settembre, ma ben sei anni fa. Sono proprio in questi momenti che è più facile che i ricordi galoppino a ritroso zigzagando quel che è stato sino ad un punto preciso, sino a quel punto nel quale la luce si è spenta e quel poco che era rimasto di biancoceleste prese la via della spiaggia jesolana. Tutto ad un tratto però s'accese una candela e ci ritrovammo in Promozione, e in questo dobbiamo dirci fortunati alla luce anche del fatto che oggi giochiamo in uno stadio dove militava una squadra che non ha avuto questa stessa fortuna. Da allora tante partite, qualche soddisfazione e tante delusioni e poi questo campionato. Questo tornar in testa, questo risvegliarsi del desiderio di vittoria che viene ad intersecarsi con la gara di oggi allo stadio Baracca. Gara importante quindi quella di oggi, gara nella quale ambedue le squadre non arretreranno di un millimetro perseguendo il medesimo obiettivo: vincere il campionato. Per l'occasione il Sandonà dovrebbe recuperare sia Siviero che Mirabelli dando quel tocco di esperienza in più ad una squadra che ha comunque dimostrato di essere un collettivo molto affiatato e con alternative valide. I padroni di casa però non saranno da meno, con tanti ex ad infoltire un organico che da tre stagioni è ai vertici della categoria arrivando due volte ai play-off e a cui logicamente auguriamo sportivamente di mantenere viva la tradizione magari stavolta vincendo. Numeri molto simili per entrambe le compagini e anche a livello cannonieri se i biancocelesti possono annoverare un Mirabelli forte di 14 reti segnate in 16 gare, i gialloblu di casa hanno un Cominotto che di reti ne ha segnate 15 e che ha vinto le ultime due classifiche dei marcatori toccando per ora quota 50. Tante quindi le motivazioni affinchè sia una gara emozionante, che sia anche bella è sempre difficile, ma si sà che il bello nel calcio spesso e volentieri va a braccetto con il risultato finale, ma per Andare in D, Bisogna Crederci, Bisogna Correre, Bisogna Vincere ed in Cuor nostro questo è il nostro Credo, Bisogna Vincere!!!
Una realtà dai colori del Sandonà
Stadio Baracca di Mestre, cominciano ad essere parecchie le gare che hanno visto per protagonista la Sud. Gare più o meno importanti ma sempre contraddistinte dal tifo. Solo in un'occasione la Sud non fu all'altezza ma era la disgraziatissima annata della retrocessione dalla C2 che fatalità vedeva in Polesel e Siviero due pedine fondamentali di quel Mestre. Altri tempi, altri avversari dato che quest'oggi affronteremo quello che sembra essere divenuto un nostro abituale antagonista, l'Edo Mestre. Gli scorsi anni la Sud era costretta ad inseguire sulle ali di un sogno dal volo troppo radente, ma che in questa annata vibra bello alto alla ricerca di una meta ambita ma dai contorni sempre più reali. Gara difficile quindi oggi, come lo sono sempre state le gare contro l'Edo, gara ostica come lo è da sempre il tifare Sandonà dove il facile non sembra essere di casa. Pur nelle difficoltà un qualcosa nel Sandonà di quest'anno sembra essere mutato, una capacità di soffrire e di cercare sempre il risultato che se da un lato non nega alcuna apprensione al tifoso della Sud dall'altro regala sempre la soddisfazione più grande. Primo dunque in classifica il Sandonà e come tale si presenterà quest'oggi al Baracca, per la prima volta da quando ci incrociamo siamo noi a sopravanzare in classifica e dovremo essere ancor più bravi di sempre a mantenere questa posizione. La gara di andata fu in qualche maniera l'inizio della cavalcata dei biancocelesti che presero convinzione delle proprie forze proprio nel momento nel quale le difficoltà stavano mettendo radici. Emblema di quella gara fu la rete di Fulla che in una capriola allontanò la mala suerte che sempre aveva accompagnato le nostre precedenti gare contro i gialloblu. L'impeto positivo di quella gara deve esser trasportato quest'oggi al Baracca dove la Sud ha ancora negli occhi le beffe patite nelle precedenti due gare. Come allora il tifo sarà massimo, più di allora e di sempre il biancoceleste adornerà la Curva dello stadio da dove pulserà l'immenso Cuore del tifo sandonatese. Striscioni, Cori e Colori saranno quelli di sempre, quelli delle grandi sfide alle quali la Sud non manca mai, alle quali nessuno può e vuole mancare. Numeri da gara interna quest'oggi, colori da gara interna, la solita inapagabile Curva Sud Sandonà che crede fortissimamente nel sogno più grande. Vi sono solo sei gare da qui alla fine del campionato, solo sei gare per centrare un sogno e far sì che la realtà si tinga dei colori del Sandonà.
Dal Caimano di Las Palmas (Filippo Pisciotta)
La stranezza del calcio e le sue varianti a volte scompigliano tutti gli schemi e tutte le previsioni possibili. Domenica lo stadio Baracca sarà l'arena di un grande incontro, un incontro da brivido che vede difronte due realta' opposte, da una parte l'Edo Mestre che ha alle spalle, dopo il cambio di panchina, una serie di risultati che li ha prepotentemente proiettati al secondo posto, dando uno schiaffo morale a tutti quei "tifosi" pessimistici che a meta' campionato accusavano la societa' per gli scarsi risultati e per una stagione andata in frantumi; dall'altra parte i nostri beniamini, i nostri undici che dopo 24 giornate di campionato dettano legge da quel picco, il piu' alto di tutti,dal quale guardando verso l'alto si puo' sfiorare il paradiso e sbirciando dal balcone del primato verso il basso si sente ancora l'odore di ingiustizia di 5 anni di eccellenza immeritati sfortunati e strazianti. Il derby di domenica lascera' una impronta profonda a questo campionato straordinario e si prevede una affluenza record per assistere a un incontro pieno di emozioni e di sensazioni impattanti e decisive. L'Edo giochera' tra le sue mura galvanizzato da una trasferta da campioni, una trasferta che e' stata definita come una delle migliori partite dell'anno schiacciando con tre sberloni la compagine del Conegliano e frantumando cosi' le ultime speranze dei trevigiani di accedere alla serie D. Nell'altra meta' del campo c'e' il Sandona' con il migliore attacco del campionato (42 reti all'attivo) che con lotta e sacrificio e' riuscito a strappare la vetta all'Asolo Fonte e che scendera' in campo con la consapevolezza di non poter commettere alcun sbaglio. Domenica il signor Stefano Buffa ha l'occassione per farsi conoscere e aumentare il suo prestigio ed esperienza di allenatore e nonostante questo Mister sia alle prime armi in prima squadra, ha lasciato tutti noi sbalorditi per l'ottimo lavoro effettuato specialmente in una citta' esigente come Mestre . Nella sponda del Piave mister Colella cerchera' il sistema di arginare la furia mestrina squadra ostica e agnostica come direbbe Sacchi, andando alla ricerca di un risultato positivo, fondamentale per la corsa alla serie D, puntando tra l'altro sull'eventuale recupero del veterano Siviero, colonna fondamentale della difesa biancoceleste, e di Mirabelli che ha trascinato a suon di gol il San Donà fino alla vetta. Qualche mese fa nessuno avrebbe teorizzato sull'importanza di questo derby nonostante siano entrambe le squadre sempre state appaiate nelle posizioni alte della classifica altalenando pero' malamente risultati ottimi a deludenti sconfitte; ma nell'ultimo periodo del campionato da una parte il Sandonà ha trovato il ritmo giusto e dall'altra l'Edo grazie all'alta concentrazione e alla rabbia agonistica ha raggiunto la posizione che veramente merita superando clamorosamente l'Asolo che sembrava la indiscussa favorita.
Siamo giunti dunque dopo mille incertezze e sorprese al grand verdetto, dove si incontrano due squadre che da anni stanno lottando per strappare un bacio alla dea della fortuna la quale pero' dimostra di avere un debole per i trevigiani ed ha lasciato a bocca asciutta a tutti i figli della repubblica veneziana. Ma quest'anno le cose sembrano migliorate e in cima alla classifica ci sono le due squadre che piu' di tutti, e ripeto piu' di tutti, meritano veramente la serie D, e delle trevigiane si sente solo l'odore di un Asolo che come una iena affamata fiuta odore di un pareggio tra i due leoni per attaccarli, una volta stanchi, con i suoi artigli, che in passato hanno aperto ferite mortali e che, hanno impedito ad entrambe le veneziane di godere dei piacevoli sapore della carne di gazzella chiamata serie D. La partita di domenica e' dunque l'occassione, nonostante sia un derby d'eccellenza, di vivere il calcio per cio' che e' veramente, un calcio pulito, un calcio senza interessi, un calcio non corrotto dai media e dalla stupidita'di alcuni giudici e dirigenti che stanno rovinando questo fantastico giuogo.
In quanto alla partita di andata, vorrei prendere in atto e la responsabilità (come umile rappresentante dei Caimani del Piave) delle offese lanciate da qualche "vecchio rimbambito" contro i supporter dell'Edo Mestre, ribadendo che nessun vero ultras Caimano o N.G. si permeterebbe di insultare senza essere anteriormente provocato; porgo dunque le mie piu' umili e sincere scuse a chi si e' sentito giustamente offeso, e spero che la gente di Mestre non consideri la partita di domenica come una vendetta, ma come una occasione per schiaffeggiare moralmente a tutta quella gente ipocrita che a mazzate di ignoranza sta infragendo la vetrina calcistica. E come si dice.....che vinca il migliore
Filippo Pisciotta.
(membro dei Caimani del Piave Sandona')
Domenica 18 Marzo 2007
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