Il piccolo mondo della Curva Sud costituito da I Caimani del Piave e dalla New Generation, quattordici anni gli uni dodici gli altri, ma uniti da una consolidata Amicizia, dall'Amore verso i colori biancocelesti e sopratutto dal profondo divertimento che ci dà il tifare Sandonà .

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Medici Senza Frontiere

Rai Report

 
lunedì, 26 febbraio 2007

Novità circa la situazione diagnostica di Mirabelli. Scongiurate dalla tac eventuali complicanze più gravi dopo l'impatto avuto con il portiere avversario, i problemi non vengono dalla mandibola cui in primo momento era stato accennato, vi sarebbero invece un paio di microfratture allo zigomo. Se da un lato non viene scongiurata la necessità di un'operazione per la loro riduzione quantomeno i tempi di recupero dovrebbero essere meno complicati del preventivato e quel mese di assenza ridursi. Il giocatore sarà al più presto operato all'ospedale di Mestre. Ora più che mai forza Bomber.

Postato da: ErSTE a 17:33 | link | commenti (1)
news

domenica, 25 febbraio 2007

Recupero Ventesima Giornata

 

Asolo Fonte - Sagittaria Julia

0-0

Favaro 1948 - Cordignano

0-0

Liventinagorghense - Liapiave

0-0

Marosticense - Breda JDS

1-2

Nuova Piombinese - Union CSV

2-1

Opitergina - Edo Mestre

0-2

Romano E. - Cornuda Crocetta

4-1

Sandonà - Feltreseprealpi

3-1

Classifica: Asolo Fonte p.39; Sandonà 1922 p.38; Edo Mestre p.37; Marosticense p.34; Breda JDS p. 33; Liapiave p.32; Union CSV p.31;   Sagittaria Julia p.29; Nuova Piombinese, Liventinagorghense, Favaro 1948 p.28; Feltreseprealpi p. 26; Romano Ezzelino p.25; Cordignano p. 20; Opitergina p.18; Crocetta  Crocetta p.14.

SANDONA' 1922  -  FELTRESEPREALPI     3 - 1   (2 - 0) 

RETI: 9' Mirabelli, 44' e 73' Davanzo (SD)  82' Gheller (F) 

SANDONA' 1922: Visentin 7.5, Rosolen 6.5, Santagata 7, Gerlin 6.5, Romano 6.5, Martignon 6.5, Pagliarin 7, Davanzo 7, De Lazzer 6.5 (77' Fortino sv), Polesel 7, Mirabelli sv (10' Vivian 6.5). All. Colella 
FELTRESEPREALPI: Sgrò 6.5, Polesana 6, Pilotti 5.5 (62' Pannilunghi 6), Andrighetti 5.5, Scopel 5 (71' Barp sv), Gottardo 6.5, Zanvettor 5.5, Buffon 6 (67' Zucco sv), Cittadella 5.5, Maset 6.5, Gheller 6. All. Tollardo
ARBITRO: Pozzobon di Castefranco Veneto 6.5

NOTE:
 Espulso: 69' Zanvettor (F) per somma in ammonizioni. Ammoniti: Gerlin, Polesel, Santagata (SD), Maset (F). Incidente di gioco a Mirabelli che in uno scontro con Sgrò ha riportato la sospetta frattura alla mandibola. Al 48' Zanvettor (F) si è fatto parare un calcio di rigore da Visentin

Serviva un lampo d'orgoglio che al culmine delle difficoltà desse un segnale circa le ambizioni biancocelesti in questo frangente del torneo e questo è arrivato bello e potente. La gara in calando di domenica scorsa è stata archiviata e il successo di oggi galvanizza enormemente un morale che poteva avere subito delle ripercussioni dal risultato di domenica, invece il mondo gira dalla parte giusta e il Sandonà con lui. Un solo punto ora distanzia i biancocelesti dalla testa, cosa che non accadeva da cinque turni e quel che più rende fiduciosi è che la capolista Asolo Fonte sembra sia in frenata prigioniero dei pareggi, mentre biancocelesti hanno dimostrato di saper vincere. Irto di fifficoltà si presentava questo incontro con tre squalificati iscritti in tabella punizione, un Siviero operato di menisco in settimana e sulle spalle la magra figura di domenica. Tanti ingredienti che potevano incutere timore in quanto la Feltreseprealpi che scendeva allo Zanutto si presentava con la necessità assoluta di far risultato stante la pericolosa classifica nella quale anche quest'anno sembra essere impigliata. Alla fine il Sandonà ha trionfato anche se il costo non è stato lieve nè dal punto di vista degli infortuni (Mirabelli fuori per un mese), nè da quello disciplinare (Polesel e Santagata squalificati nella prossima gara), ma sicuramente è una formazione biancoceleste che da questa gara è uscita rafforzata nel morale come non mai. Finalmente si è rivisto Visentin in porta, il suo momentaneo accantonamento (il momentaneo è puro eufemismo) ci aveva lasciati a dir poco perplessi dato che permetteva di utilizzare un under valido dando al contempo maggior spazio a chi necessariamente doveva star fuori. Per inciso Visentin è stato forse il migliore in campo con tre interventi superlativi e un rigore parato, ma è tutta la squadra che ha giostrato bene riuscendo ad ovviare a evidenti problemi di organico nel reparto difensivo. Tre quindi le assenze per squalifica con Biondo, Da Riz e Bolletta costretti al forzato riposo e con Colella che doveva un pò rimescolare le carte. Difesa a tre quest'oggi con Pagliarin a destra e Santagata a sinistra che all'abbisogna venivano in supporto. In porta ha giocato Visentin, in difesa a destra Rosolen, al centro Romano e a sinistra Martignon, a centrocampo sulle fasce Pagliarin e Santagata con Gerlin e Davanzo  in mezzo e con Polesel a supporto delle due punte De Lazzer e Mirabelli. Dall'altra parte mister Tollardo ha ridisegnato un pò la difesa tenendo in panchina sia Bergamo che Pannilunghi mantenendo in avanti il tridente. In porta ha giocato Sgrò, sulle fasce difensive Polesana e Pilotti con Gottardo al centro supportato da Scopel, a centrocampo Andrighetti, Buffon e Zanvettor con Maset a supporto delle due punte fisse Gheller e Cittadella. Il primo tempo è stato bello e combattuto che ha avuto fra l'altro all'inizio una pausa piuttosto lunga per l'infortunio a Mirabelli. La prima occasione è per la Feltrese che non sfrutta un malinteso difensivo del Sandonà, con Buffon che si viene a trovare praticamente solo di fronte a Visentin che gli si oppone alla grande. Ma è subito il Sandonà a rispondere prima con una punizione dal limite di Polesel e poi con la rete del vantaggio. Azione di Santagata sulla sinistra, il giocatore viene contrastato irregolarmente sul vertice dell'area, l'arbitro concede il vantaggio con Polesel che và sul fondo ed effettua un perfetto cross sul secondo palo che trova Mirabelli pronto ad insaccare di testa. In un vano quanto involontario tentativo di rinviare la palla il portiere Sgrò si scontra con Mirabelli che riporta la peggio. Colpito al viso, l'incidente sembra molto grave da subito tanto che il giocatore sembra aver perso i sensi, apprensione in campo e sulle tribune (il fatto è avvenuto sotto la Sud), poi lentamente si riprende e riesce ad uscire con le proprie gambe. Il colpo al viso è stato molto violento tanto che il giocatore è stato subito portato in ambulanza all'ospedale. La tac ha escluso complicanze ma a quanto pare ci son problemi allo zigomo e, come già accaduto a dicembre a Polesel, l'assenza dovrebbe essere di circa un mese. Sandonà in vantaggio quindi, ma costretto sin da subito a rinunciare a Mirabelli con il conseguente inserimento di Vivian. Il Sandonà comunque non demorde e mantiene l'iniziativa cercando il raddoppio con un attivissimo Pagliarin sulla fascia destra. La Feltrese fatica, pur tuttavia nella seconda parte del tempo riesce ad avere una bella occasione con Cittadella ma è bravissimo ancora una volta Visentin ad opporvisi, mentre poco dopo vi è una rete annullata a Maset per fuorigioco sugli sviluppi di un'azione di Gheller. Biancocelesti che hanno comunque il merito di non smettere mai di cercare la seconda rete, sfiorandola prima con Davanzo dalla distanza e poi con De Lazzer di testa, ma Sgrò comunque fa buona guardia. Nulla però può fare il portiere al 42': punizione dal limite da posizione centrale, sul pallone Davanzo e Polesel, tutti aspettano la battuta di Polesel invece è Davanzo di potenza ad infilare il pallone tra la barriera con Sgrò che impotente si vede sfilare il pallone sulla sua destra. Bella quindi la gara delle due squadre che non si son risparmiate e che nel secondo tempo han dovuto fare i conti anche con la pioggia che ha iniziato a cadere, come la Sud del resto imperterrita a tifare. Subito una grande occasione per i biancocelesti in apertura di ripresa, cross dalla sinistra di Polesel e colpo di testa a centroarea di Vivian, è bravo però Sgrò a riuscire a parare la stoccata ravvicinata. Sembra destino che i primi minuti riservino le emozioni più grandi dato che la Feltrese avrebbe la più ghiotta delle occasioni per riaprire la gara. Azione filtrante sulla sinistra di Cittadella che viene contrastato da Rosolen, il giocatore finisce a terra e per l'arbitro è rigore. Sul pallone si porta Zanvettor, ma ancora una volta è bravissimo Visentin ad intuire la battuta del giocatore granata e ad accartocciarsi sulla sfera alla sua destra. L'episodio rinvigorisce ancor più i biancocelesti che giocano bene in avanti limitando alquanto così le occasioni granata dalle parti di Visentin, che è comunque bravo a volare alla sua sinistra a deviare un tiro dalla distanza molto angolato che avrebbe potuto riaprire la gara. Sono però i biancocelesti a far la gara nel secondo tempo sfruttando le fasce grazie a Santagata e Pagliarin e sono numerosi i cross che cercano la testa di Vivian e De Lazzer, la difesa fa buona guardia e quando ciò non avviene ci pensa Sgrò a sbrogliare la matassa. Al 68' Tollardo tenta il tutto e per tutto inserendo anche Zucco al posto di Buffon, ma subito dopo vi è l'espulsione di Zanvettor per somma in ammonizione che complica ancor più la gara dei bellunesi. Al 75' arriva finalmente la terza rete dei sandonatesi ancora una volta grazie a capitan Davanzo che schiaccia di testa liberissmo un bel cross dalla sinistra di Santagata. Triplo vantaggio che chiude praticamente la partita con la Feltrese che trova la rete della bandiera all'80' con Gheller bravo a conquistare un pallone sulla tre quarti e involarsi verso Visentin superandolo in dribbling e depositando in rete. Alla fine squadra e Curva sotto la Sud a festeggiare sulle note di un Per andare in D, bisogna Crederci, bisogna Correre, bisogna Vincere, grondanti d'acqua ma ebri di gioia. Un credo che quest'oggi è stato seguito alla lettera da chi era in campo e ancor più da chi era in Curva dove anche sotto la pioggia, o gli acquazzoni come sottolineava uno dei tanti cori lanciati quest'oggi, la Sud ha dimostrato che non molla. Sabato nell'anticipo di Motta di Livenza i biancocelesti possono toccare con mano la testa della classifica, magari solo per poche ore, è dalla quarta giornata che non lo facciamo....bisogna Crederci, bisogna Cantare, bisogna Vincere!!!  Per finire logicamente un grosso in bocca al lupo al Bomber che quest'oggi è arrivato in vetta alla classifica dei marcatori, 14 reti in 16 gare, vinciamo per Te!

Postato da: ErSTE a 18:37 | link | commenti
campionato

sabato, 24 febbraio 2007

Dal Caimani's News  Anno 11  nr. 18  (199)

DIAMO FIATO AL CUORE....E' ORA DI CORRERE

E' proprio curioso questo campionato che come ad una marionetta cui gli sono intreccati i fili vede tutta l'alta classifica immobile ed incapace di muovere un solo braccio. L'Asolo fa un passetto in avanti mentre tutte le altre sono incappate in una giornata disastrosa. Cade rovinosamente il Sandonà che dopo la roboante vittoria in quel di Cornuda vede sfunare l'unico zero che poteva ancora vantare in classifica, quello delle sconfitte in casa. Contando le due dello scorso campionato l'imbattibilità dello Zanutto è durata dodici gare, la tredicesima è risultata fatale. Ma non è un fattore cabalistico quello che ha causato questo inaspettato stop, i biancocelesti avevano iniziato bene la loro gara contro il Liapiave, il vantaggio, un gioco che sembrava prevalere su un avversario ostico e quantomai temibile in trasferta come quello sanpolese, tante piccole cose che forse inconsciamente han fatto volare il pensiero a quello che stava facendo l'Asolo. E quasi non accrogendosene il Sandonà è ricaduto in uno dei suoi soliti avvitamenti che sconcertano e nell'arco di pochi minuti è riuscito a prendere due reti che ne hanno condizionato il resto della partita. Non è facilmente spiegabile il perchè accada, ma non è una novità della gara di domenica. Accadeva lo scorso anno, e accade anche quest'anno piccoli errori difensivi che possono pesare come dei macigni specie se l'intenzione è quella di vincere il campionato e che solo in parte sono imputabili all'assenza di Siviero alla guida della difesa. Vi è la sensazione che manchi sempre qualcosa là dietro dove basta un piccolo errore per condizionare un risultato, specie se davanti non si segna a sufficenza, una sorta di coperta corta che a volte lascia scoperti i piedi. Molte alternative nel reparto offensivo, austerity assoluta dietro dove si deve fare anche i conti con l'enorme computo di ammonizioni che la squadra sta rimediando, 56 con 6 espulsioni, e che anche oggi costringerà il Sandonà a fare a meno di tre squalificati. Dove non arrivano i numeri però, deve arrivare il carattere perchè quest'oggi arriva una Feltreseprealpi che di regali nel corso del campionato sembra averne fatti troppi, avendola noi già omaggiata con dei presenti nella gara di andata, sarebbe giusto quest'oggi che all'apice delle difficoltà trovassimo finalmente la giusta via per riprendere una strada che passando per Asolo ci porti lassù in vetta. Lo vogliamo vincere stò campionato sì o no, armiamoci e partiamo, diamo fiato al Cuore..è ora di correre.

Non ci resta che Vincere

Vi son gare che sembrano legate con il filo sottile dei ricordi e difficilmente riescono a liberarsene. Quando una tradizione si consolida in questo modo anche il tifare logicamente è sempre in salita. Prima di questa gara San Polo richiamava alla memoria partite dagli esiti amarissimi come solo delle sconfitte brucianti hanno la capacità di rimarcarlo. Se quel 4-5 evocava il massimo del farsi del male per i colori biancocelesti e anche la gara dello scorso anno non è stato da meno, che dire di questa nuova sconfitta patita in casa contro il San Polo se non che è il passato che ritorna. Sembra quasi che il fato abbia intinto il pennino nel lato più amaro del cuore della Curva tanto che ci ha donato anche il privilegio di vedere in diretta le due reti proprio sotto la Sud. Bravi loro o polli noi, questa in fondo era la domanda che eccheggiava nella Sud domenica. Una squadra che vuol vincere il campionato non può accontentarsi di essere "carne bianca" e le facce attonite di chi domenica ha tifato e cercarva risposte ai suoi perchè sono fedele testimonianza di come la Sud pur continuando a tifare al massimo non si sente ancora ripagata con pari moneta. Viaggiare da prima della classe non è la stessa cosa che cercare la salvezza anche se la velocità di crociera può essere la stessa, bisogna dare di più perchè gli avversari si impegnano molto di più. E' proprio per questo che la gara di oggi è difficilissima, basti ricordare l'andata quando una Sud ebra di gioia e della schiumosa birra di Pedavena non ebbe nemmeno il tempo di scoccare al cielo il primo coro che eravamo già sotto di un gol e con Mirabelli in tribuna. La testa è a tre punti, come tre sono anche le gare che mancano prima dei due doppi scontri diretti in trasferta contro Edo e Asolo, quindi il momento è catartico. La Sud aveva ed ha fortemente in sè un unico desiderio, ma per esaudirlo ha bisogno di una squadra che gli faccia eco e che abbia in sè la forza e la grinta per seguire il ritmo della Sud. Siamo a tre punti dalla testa, se in testa abbiamo la testa, in testa dobbiamo arrivare. Per farlo vi è un'unica via Vincere, più facile a dirsi che a farsi, ma per la D è l'unica via. La Sud volentieri andrebbe avanti a marcare la strada, ma temiamo che aspetteremo invano, per cui orsù tutti assieme partiamo la vetta è poco più sù.

Postato da: ErSTE a 13:00 | link | commenti
caimanis news

mercoledì, 21 febbraio 2007

Allarme Giallo

Bandiera Gialla in casa Sandonà, non è tanto un allarme che proviene dall'iperattiva infermieria biancoceleste, ma è un curioso quanto ingombrante problemino che lentamente sta montando e che in questa giornata di decisioni del Giudice Sportivo sarà reso più eclatante. I biancocelesti soffrono di un mal sottile che mal si confà a chi cerca di trovare continuità di formazione prima, di risultati poi e si spera di primato in classifica. Troppe sono le ammonizioni che i biancocelesti hanno rimediato in questo campionato, sintomo di un'agitatezza che fa più rima con avventatezza che con consapevolezza dell'esser una squadra vincente. Non è possibile infatti che anche in una gara come quella di domenica scorsa i biancocelesti abbiano rimediato qualcosa come cinque ammonizioni, alcune evitabilissime, che avranno tutte un loro riverbero nella prossima gara. Tre giocatori erano già diffidati, due lo saranno oggi con una formazione che se ne andrà ancora una volta in alto mare e che con una ciurma notoriamente composta di attaccanti farà inclinare lo scafo da una parte vista la scarsità endemica di difensori disponibili. Biondo, Da Riz e Bolletta squalificati, Polesel e Martignon diffidati non possono che far sorgere spontanea un'esortazione....DATEVI UNA CALMATA! E cercate di vincere le gare con l'agonismo, non con i nervi nonostante una scacchiera resa un pò ballerina da una gamba zoppicante.

Tanto Tuonò che Piovve.  Squalifica per UNA gara per recidivita' in ammonizione (VIII infraz)   DA RIZ IVAN (Sandonà 1922)  Squalifica per UNA gara per recidivita' in ammonizione (IV infraz.)    BIONDO ANDREA (Sandonà 1922) BOLLETTA FABIO (Sandonà 1922)  Ammonizione con diffida (III infrazione)     MARTIGNON LORENZO (Sandonà 1922) POLESEL STEFANO (Sandonà 1922)

Postato da: ErSTE a 09:46 | link | commenti
news

domenica, 18 febbraio 2007

Ventiduesima Giornata

Asolo Fonte - Cornuda Crocetta

1-1

Breda JDS - Edo Mestre

2-0

Favaro 1948 - Feltreseprealpi

1-0

Marosticense - Cordignano

0-2

Nuova Piombinese - Sagittaria Julia

1-4

Opitergina - Union CSV

2-3

Romano Ezzelino - Liventinagorgh.

1-1

Sandonà 1922 - Liapiave

1-2

Classifica: Asolo Fonte p.38; Sandonà 1922 p.35; Edo Mestre, Marosticense p.34; Liapiave, Union CSV p.31; Breda JDS p. 30;  Sagittaria Julia p.28; Liventinagorghense, Favaro 1948 p.27; Feltreseprealpi p. 26; Nuova Piombinese p.25;  Romano Ezzelino p.22; Cordignano p. 19; Opitergina p.18; Crocetta  Crocetta p.14.

SANDONA' 1922  -  LIAPIAVE       1 - 2   (1 - 2) 

RETI: 19' Mirabelli (SD)  29' Lopez, 35' Poles (L) 

SANDONA' 1922: Ballarin 5.5, Romano 5.5, Martignon 6 (80' Vivian sv), Da Riz 6, Bolletta 5.5, Rosolen 5, Biondo 6 (80' Favero sv), Davanzo 6, Fortino 6 (63' De Lazzer 6.5), Polesel 6.5, Mirabelli 6.5. All. Colella 
LIAPIAVE: Cima 7.5, Fava 6.5, Toniolo 6, Girardi 6.5, Bello 6, Furlan 6, Buondonno sv (18' Gandin sv/ 33' Granziera 6), Cagnato 7, Lopez 6.5 (46' Cava 6), Poles 7, Zanette 6. All. Marcelli (Moradin squalificato)
ARBITRO: Sozzo di Bassano del Grappa 5.5

NOTE:
 Ammoniti: Martignon, Biondo, Bolletta, Polesel, Da Riz (SD), Toniolo (L). Angoli: 7-2. Spettatori: 400

Di bizzarie biancocelesti parlavamo nel Caimani's e puntualmente in questa giornata dove tutte le grandi perdono, i biancocelesti ne fanno vedere un paio che gli costano la prima sconfitta in casa del campionato e, quello che è più grave, mettono in evidenza una sorta di presunzione con la quale in genere non si vincono i campionati. Dopo la bella prova di Cornuda questa era una gara fondamentale per i biancocelesti per vedere se veramente la convinzione di poter competere per la vittoria finale si fosse cementata in loro, esame fallito. Dopo un buonissimo avvio è bastato il prender un gollonzo per far svanire molte certezze e far affiorare quella fragilità psicologica che spesso è risultata fatale in molte gare di questo campionato. A questo vi è poi da sottolineare un errore di fondo nella costruzione della squadra che dalla cintola in su pullula di ottimi elementi, tanto che alcuni faticano a giocare, mentre il reparto difensivo è quantomai carente e con giocatori costretti a giostrare in ruoli non loro. Problema difensivo ancor più evidente se solo si pensa alla perdurante assenza di Siviero (rientro tra circa un mese) che con la sua esperienza fa praticamente reparto da solo. Colella in questa giornata ha dovuto rinunciare anche al duttile Pagliarin, ma poteva comunque contare sui rientri di Davanzo, Biondo e Gerlin. In porta quindi Ballarin, sulle fasce Romano e Martignon con Rosolen e Bolletta centrali, a centrocampo Da Riz e Davanzo con Biondo e Fortino sulle fasce, in avanti Polesel e Mirabelli. Qualche problema per Morandin (quest'oggi squalificato) che doveva rinunciare ai due under titolari Martina e Bassan (squalificati) recuperando al contempo dal primo minuto Poles. In porta Cima, con Fava e Toniolo sulle fasce e Furlan e Bello centrali, a centrocampo sulle fasce Buondonno e Zanette con Girardi e Cagnato in mezzo, in avanti Lopez e Poles. La prima frazione è stata indubbiamente quella più avvincente con due squadre che si son fronteggiate a viso aperto, del resto le due squadre disponevano di due attacchi che assieme avevan segnato qualcosa come 64 reti in questo campionato. Inizia bene il Liapiave che sfrutta abilmente la mobilità in avanti di Poles e Lopez, mentre sin da subito i biancocelesti hanno fatto vedere una difesa non proprio in giornata. Comunque con il passar dei minuti è il Sandonà a prender l'iniziativa. Al 19' arriva la rete del vantaggio, palla sulla tre quarti a Davanzo che con un bel lancio a scavalcare pesca Mirabelli in area, l'attaccante riesce a controllare e a battere il portiere Cima. Sulle ali del vantaggio i biancocelesti continuano a spingere e pochi minuti dopo sfiorano la rete ancora con Mirabelli: punizione sulla fascia sinistra, batte Polesel, palla sul primo palo dove svetta Mirabelli che incorna benissimo di testa, ma il portiere Cima riesce a respingere. Nella continuazione dell'azione, Mirabelli viene pescato bene in area, ma il suo tiro in scivolata viene ancora una volta respinto abilmente da Cima. Un bel Sandonà che gioca e controlla bene la gara e nulla farebbe presagire ciò che avviene poco dopo. E' un errore dei biancocelesti al 29' a causare il pareggio del Liapiave: manca clamorosamente il rinvio dal limite dell'area Rosolen, stranamente schierato da centrale, sulla palla si avventa Poles che prima sembra perdere l'attimo propizio, poi fa partire un tiro da posizione angolata che si insacca sotto la traversa con Ballarin in disperata uscita. Pareggio che ha il potere di dare insicurezza ai biancocelesti, come sempre accade quando si subisce una rete per propria colpa, e Liapiave che giustamente ne approffitta andando in vantaggio con Poles pochi minuti dopo: azione personale sulla sinistra, l'attaccante converge al centro e fa partire un tiro che sorprende Ballarin insaccandosi nell'angolino. Dal possibile 2-0 all'1-2, le stranezze del calcio che spesso accompagnano il Sandonà di questi ultimi anni, quante ne abbiamo viste. Inesistente la reazione dei biancocelesti nei minuti finali del primo tempo, con gli ospiti che son costretti in questa prima frazione ad una doppia sostituzione per dei risentimenti muscolari prima di Buondonno e poi del suo sostituto Gandin. La ripresa non si apre in maniera più fortunata per il Liapiave che deve rinunciare da subito anche a Lopez, uscito per un colpo alla schiena, addottando così un assetto tattico più accorto. Biancocelesti comunque più pimpanti in questa ripresa, con Colella che finalmente mette Rosolen sulla fascia ma tarda a cambiare qualcosa in avanti. La squadra sandonatese cerca di porre d'assedio l'area avversaria ed in qualche maniera ci riesce pur non brillando troppo in fase conclusiva. Tante palle in mezzo ma scarsa fortuna quest'oggi con una difesa del Liapiave talvolta in difficoltà ma che riesce comunque a reggere. Da segnalare solo un colpo di testa di Davanzo che attraversa lo specchio della porta non trovando nessuno che vada alla deviazione e una punizione di Polesel di poco a lato. Per il Liapiave qualche ripartenza, ma la squadra trevigiana ha badato più che altro a mantenere il prezioso vantaggio. Quasi a sottolineare lo scarso feeling che la formazione biancoceleste ha con i segnalinee nelle gare contro il Liapiave, al 78' palla in mezzo per Mirabelli che riesce a controllare bene tra due avversari, con Bello che scivola e da terra smanaccia il pallone, per l'arbitro nessuna esitazione a fischiare il calcio di rigore per poi avvedersi di una segnalazione del guardialinee e, dopo una rapida consultazione, tornare sulla sua decisione e accordare al Liapiave una punizione per fuorigioco. Chissà se "occhio di lince" avrà visto giusto, di certo poco prima aveva sbagliato, ma è una giornata un pò così e anche quest'anno come lo scorso non siamo troppo fortunati con gli assistenti, di sicuro comunque i problemi di oggi non son dipesi da un segnalinee. Nei minuti finali Colella tenta la carta Vivian che come spesso accade mette in apprensione la difesa ospite, ma ormai è troppo tardi per centrare un nuovo miracolo...dieci minuti lo sono sempre. Di certo che anche quest'oggi i biancocelesti non possono che recitare il mea culpa, l'ennesima gara gettata al vento.....l'ennesima delusione per la Sud, cui i risultati che arrivavano dagli altri campi non hanno avuto che l'effetto di gettare altro sale nelle ferite. Non è possibile complicarsi la vita in modo così scellerato anche quest'anno, a nulla vale tifare a più non posso se poi basta un nonnulla per mandare in tilt questa squadra, vi è sempre un qualcosa per il quale la Sud non può mai dirsi contenta, una linea del destino che fatica nel farsi largo tra i rovi del cammino che ci siam scelti, ma è la nostra via. Tre punti dalla prima, poteva andar peggio...deve andar meglio!!!

Postato da: ErSTE a 18:40 | link | commenti
campionato

sabato, 17 febbraio 2007

Dal Caimani's News Anno 11 Nr. 17 (198)

Oltre la Linea del Piave, a Cavallo della Linea del Cuore

Tante incognite attorniavano questo ritorno in campo. Logicamente nel calcio maggiore queste erano suddivise equamente dentro e fuori lo stadio. Per chi invece il calcio lo vive dal versante privilegiato dei dilettanti nulla è cambiato e come sempre ha prevalso la voglia di calcio giocato. Quello su cui molti sportivi sandonatesi si interrogavano non era l'iper-improbabile duello testa a testa nel campionato maggiore, quanto se finalmente il Sandonà sarebbe riuscito nella mastodontica impresa di riuscire a vincere una gara contro chi la classifica dell'Eccellenza quest'anno la chiude. Dubbio amletico questo visti i numerosi punti persi e sopratutto l'essere o non essere che prima della sosta forzata in quel di Concordia aveva portato il bel gioco sandonatese a soccombere inopinatamente di fronte alla concretezza concordiese per poi riuscire nell'impresa di pareggiare la gara in 9. Davvero bizzarra la propensione a complicarsi la vita dei biancocelesti tanto che sembrava che anche l'incipt di Cornuda fosse un'altra di queste bizzarie. Sotto di rigore in un minuto e bravi nel rimontare di rigore dopo un'altra manciata disordinata di secondi. Poi finalmente il Sandonà si è dimostrato Squadra ed è stata vittoria, ampia, comoda e sopratutto utile ad assotigliare un distacco dalla testa che ora è di due punti. Dal possibile meno sei di due domeniche fa, al meno due attuale, sembra che il vento del girone di ritorno stia finalmente girando. E' curioso, ma in questo calcio sempre più preciso bisogna fare i meteopatici e consultare la rosa dei venti per vedere dove alzare le vele. Solitamente questo è il periodo nel quale il Sandonà và meglio per cui dobbiamo approffittare anche se l'avversario di oggi è di quelli storicamente ostici. Basterebbe pensare a come è andata a finire la gara allo Zanutto lo scorso anno, oppure quel funambolico 4-5 che molti ricordano con raccapriccio, o è sufficente andare solo alla gara di andata. Tanti episodi dunque che indicano quanto difficile a volte sia superare quest'avversario qualunque sia la forza di cui si dispone. Ma noi non dobbiamo farci trarre in inganno dalle sottigliezze, il Sandonà ha oramai una sua personalità, una sua voglia imprescindibile di vittoria che è la prima essenza per diventare dei vincenti. Un Mirabelli che in 14 gare giocate ti fa 12 reti, non è un miracolo della natura, ma è un giocatore che vuol tenere ancora in tasca il chiodo dove appendere le scarpe semplicemente perchè ancora si diverte a giocare a calcio e questo è l'insegnamento più grande che chi ha esperienza può dare ai tanti giocatori più giovani. Ciò ovviamente accomunato alla comune voglia di vincere, che oramai è una malattia endemica dell'ambiente biancoceleste che si può combattere in un'unica maniera: Vincendo il Campionato, ma per questo non basta solo volerlo...Oltre la linea del Piave, a cavallo della linea del Cuore.

Sognando...Tifando...Vincendo

Poteva essere una domenica strana per la Sud ed invece è stata partita vera, domenica vera, tifo vero. Perchè questa è la Sud, quella a cui piace sopratutto tifare. Non poteva che essere così e nulla di quello che ha infarcito la settimana di chiacchere ha fatto venir meno quella che è una filosofia di vita della Sud e che curiosamente all'unisono è stata ribadita da un lato sul Caimani's e dall'altro nell'emblematico striscione che la Sud ha esposto a Cornuda: "Ultrà x Noi è un Ideale. Un deliquente con bombe e lame è e rimarrà un infame". Un lungo percorso il nostro, ricco di sofferenze sportive ma anche di soddisfazioni che ci ha fatto conoscere il piacere del tifare e che l'essere assieme val più di qualsiasi vittoria. Non era facile la trasferta di Cornuda, anche se il risultato finale potrebbe dire altrimenti. La strana evoluzione della gara di Concordia aveva riempito di gioia la Sud per come era riuscita a pareggiare ma altresì ancora una volta vi era in noi la convinzione che in fondo anche quella avrebbe potuto/dovuto essere una gara da vincere e non lo era stato. Punti preziosi finiti fuori dal forziere, sperando che non diventino spreco. Cornuda quindi segnava un punto di svolta, vincere per continuare a sognare. Quel gol a freddo in fondo è stato come una zanzara che ti si posa sul naso mentre inizi a dormire e sino a quando non la scacci sai che non puoi permetterti di tornare sognare. Cinque interminabili minuti è duranto il ronzio a minacciare i nostri sogni, poi Mirabelli ci ha ricondotto al sogno ed ora siam tornati allo Zanutto per dare concretezza ulteriore. Il nostro viaggio prevede il Liapiave quest'oggi e subito siam qui a pensare al prima, durante e dopo la gara di quello strano 8 dicembre 2005 quando il mondo sembrava essersi messo di traverso al Sandonà, quando veramente un tornado si abbattè sullo Zanutto e una scolorita terna seppe condizionare una gara che non ne aveva bisogno alcuno. (....strano che uno di quei due guardialinee sia con noi oggi a questa commemorazione). Su quelle macerie il Sandonà è risorto, la Sud ha ricostruito. Un Ultras non vive di passato, ma si nutre di presente per far crescere il futuro. E' per questo che la Sud vuol continuare a dar concretezza al suo sogno, vuol continuare a vincere per portare il suo modo di tifare là dove il destino ci colse impreparati ma che sarebbe ancora poco rispetto a ciò che la Sud ha dimostrato nel corso degli anni di saper meritare.

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caimanis news

domenica, 11 febbraio 2007

Ventunesima Giornata

Breda JDS - Opitergina

1-0

Cordignano - Nuova Piombinese

3-1

Cornuda Croc. - Sandonà 1922

1-5

Edo Mestre - Liventinagorghense

3-1

Feltreseprealpi - Asolo Fonte

1-1

Liapiave - Romano Ezzelino

1-1

Sagittaria Julia - Favaro 1948

0-0

Union CSV - Marosticense

1-3

Classifica: Asolo Fonte p.37; Sandonà 1922 p.35; Edo Mestre, Marosticense p.34; Liapiave, Union CSV p.28; Breda JDS p. 27; Feltreseprealpi, Liventinagorghense p.26; Sagittaria Julia, Nuova Piombinese p.25; Favaro 1948 p.24; Romano Ezzelino p.21; Opitergina p.18; Cordignano p. 16; Crocetta  Crocetta p.13.

CORNUDA CROCETTA  -  SANDONA' 1922       1 - 5   (1 - 3) 

RETI: 2' rigore Guidolin (C)  7' rigore Mirabelli, 30' Fortino, 38' Mirabelli, 77' Polesel, 80' rigore Mirabelli (SD) 

CORNUDA CROCETTA: Bertoncello 6.5, Ndiaye Pape 5, Zolin 6, Giazzon 6, Guidolin 6.5, Soffiato 5, Marinello 5.5 (70' Galbano sv), Moretto 5.5 (46' Bellini 6), Collet 5 (38' Marchiori 6.5), Barp 6, Bosaglia 6.5. All. Mori 
SANDONA' 1922: Ballarin 6.5, Romano 6, Martignon 6, Da Riz 6.5, Bolletta 6, Rosolen 6.5, Pagliarin 6 (46' Santagata 6), Girardi 7.5, Fortino 7 (63' De Lazzer 6.5), Polesel 7.5, Mirabelli 7 (80' Vivian sv). All. Colella
ARBITRO: Cecchin di Bassano del Grappa 6.5

NOTE:
 Espulsi: 80' Bertoncello (C) per fallo da ultimo uomo. Ammoniti: Zolin (C)  Girardi, Martignon, Bolletta, Da Riz (SD). Dall'80' in porta per il Cornuda il giocatore Guidolin, ultimi minuti padroni di casa in 9 per l'uscita per infortunio di Zolin.

Nonostante un pit stop al secondo giro di lancette finalmente il Sandonà sà essere grande anche con le squadre della "bassa". Già questa è una gran bella notizia viste le molte volte in questo campionato che la formazione biancoceleste ha trovato delle difficoltà con questo tipo di squadre. La gara non è stata particolarmente brillante con un Sandonà che ha brillato ad intermittenza e un Cornuda Crocetta che effettivamente ha degli indubbi limiti come del resto testimonia anche la classifica che ora lo vede innesorabilmente all'ultimo posto a tre punti dal Cordignano. I trevigiani tra l'altro nelle utime tre gare hanno subito la bellezza di 13 reti, vulnerabilità ben evidenziata anche in questa gara al cospetto di giocatori quali Polesel e Mirabelli che quando in giornata sanno inoltrarsi sicuri tra i sentieri delle difese avversarie. Biancocelesti quindi che mettono nel carniere tre punti importanti che li riportano sulla scia della capolista, ora a solo due punti più su. In questa gara i biancocelesti dovevano fronteggiare le assenze contemporanee degli squalificati Davanzo, Biondo, Gerlin, dell'indisposto Silvestrin e con un Pagliarin a mezzo servizio. Qualche problema durante la gara è stato palesato, ma la buona prova del neoacquisto Fortino, sommata all'ottima gara del giovane Girardi hanno contribuito a rendere semplice una partita che poteva nascondere delle insidie. Colella quindi in questa gara ha dovuto reinventarsi il reparto centrale, mentre in difesa i problemi al menisco di Siviero hanno tolto al tecnico sandonatese un inamovibile punto di riferimento. In porta ha giocato Ballarin, sulle fasce difensive hanno giostrato Romano e Rosolen con Martignon e Bolletta centrali, a centrocampo in mediana Da Riz, sulla destra Pagliarin e in mezzo Girardi, con Polesel e Fortino che a turno supportavano la punta Mirabelli. Mister Mori ha schierato Bertoncello in porta, Ndiaye Pape e Zolin sulle fasce difensive, con capitan Giazzon e Soffiato centrali, a centrocampo Guidolin, Marinello, Moretto, con Barp in supporto delle punte Bosaglia e Collet. Minuto di raccoglimento ad inizio gara per i noti fatti calabresi e siciliani con le due squadre schierate unite a centrocampo. Non fa in tempo ad attenuarsi il prolungato silenzio dello stadio che subito il Cornuda Crocetta passa a sorpresa in vantaggio. Azione in area di Bosaglia che vien contrastato da Pagliarin, nessuna esitazione per l'arbitro che decreta il rigore, trasformato senza problemi da Guidolin che insacca alla sinistra di Ballarin. Gara quindi subito i salita per i sandonatesi che per una volta riescono a trovar un subitaneo pareggio: calcio franco sulla destra, traversone centrale dove cerca di svettare Mirabelli che viene vistosamente danneggiato da un difensore, rigore che lo stesso Bomber trasforma alla destra dello specialista Bertoncello (due rigori parati per lui in questo campionato). Il pareggio immediato da tranquillità alla compagine sandonatese che giostra con autorevolezza il pallone mostrando già una bella intesa raggiunta fra Fortino-Polesel e Mirabelli. La pressione sandonatese è costante e al 30' arriva il meritato vantaggio: bella azione di Mirabelli sulla sinistra, preciso cross in mezzo per Polesel che di prima intenzione di testa porge all'indietro al limite dell'area dove un accorrente Fortino non ha problemi a far partire un preciso rasoterra che si insacca alla destra di Bertoncello. I padroni di casa subiscono il colpo non riuscendo a proporre una reazione concreta. Al 33' è ancora Polosel a trovare Mirabelli in area avversaria ma il suo controllo è difettoso e Bertoncello è abile ad anticiparlo in tuffo. La rete biancoceleste arriva comunque al 38' quando Mirabelli parte sulla fascia destra in contropiede, converge verso il centro contrastato da un difensore, con Polesel che contemporaneamente si allarga sulla sinistra, giunto al limite dell'area l'attaccante anzichè servire Polesel fa partire un tiro precisissimo che si infila a fil di palo sulla sinistra di Bertoncello, quasi sorpreso dal tiro. Gara quindi messa in archivio già nella prima frazione, almeno questo è quel che deve essere balenato anche nella testa dei giocatori biancocelesti che al rientro dagli spogliatoi cedono quasi inspiegabilmente il pallino del gioco ai padroni di casa. Evidentemente causa anche la sostituzione di Pagliarin, le assenze a centrocampo hanno tolto ai biancocelesti qualcosa in fase di costruzione e di questo ha cercato di approffittare la squadra trevigiana non riuscendo comunque a concretizzare quel paio di situazioni favorevoli che i biancocelesti le han concesso. Con il passar dei minuti e sopratutto con l'entrata in campo di De Lazzer la situazione per i biancocelesti è migliorata. Al 68' è Girardi a tentare la conclusione dal limite, ma è bravo Bertoncello a parare. Ancor più bravo è il portiere qualche minuto più tardi a smanacciare in corner un colpo di testa ravvicinato di Bolletta svettato ad incornare un preciso traversone di Polesel su una punizione dalla sinistra. La gara praticamente si chiude al 77' allorquando lo stesso Polesel vien lanciato centralmente in area, si presenta solo davanti a Bertoncello, lo fà "sedere" con una finta per poi superarlo in dribbling ed insaccare a fil di palo. Veramente un gran gol. Qualche minuto dopo arriva anche la quinta rete, lancio in area per De Lazzer, esce a valanga Bertoncello che travolge l'attaccante causando il rigore e rimendiando il cartellino rosso. Avendo già fatto le tre sostituzioni tocca a Guidolin infilarsi i guanti e andare in porta a cercare di parare il rigore che Mirabelli da par suo segna spiazzandolo. La gara da parte biancoceleste si chiude qui, mentre con orgoglio è Bosaglia a cercare la rete all'88' ma Ballarin è bravo a deviare la bordata ravvicinata, sul pallone si avventa Zolin che di testa manda di poco a lato. Nell'azione vengono in contatto Ballarin e Zolin con il difensore costretto ad uscire anticipatamente per problemi ad una spalla, a fine gara è arrivata anche l'ambulanza per lo sfortunato giocatore. Finisce in gloria per i biancocelesti che rosicchiano due punti alla capolista e mettono nel mirino il primo posto, ma da qui alla fine del campionato vi son dieci gare e come ben sappiamo tutto e il contrario di tutto può ancora accadere. In questa strana ripartenza del campionato la Sud ancora una volta l'ha fatta da protagonista in terra trevigiana ribadendo come sempre il lato migliore dell'essere Ultras: il tifare con il Cuore. Sono in momenti come questi nei quali il mondo intero spara a parole incatenate le peggiori nefandezze contro chi si onora di considerarsi Ultras, che proprio chi lo è veramente nel suo profondo deve dare dimostrazione che essere Ultras ha in sè una nobiltà superiore, una forza del Cuore che prevale su tutto e tutti. Cosa sono gli stadi senza tifo, di entrambe le parti, se non muti televisori su cui immaginare le emozioni per cuori a scheda ricaricabile....No al Calcio Moderno.

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campionato

sabato, 10 febbraio 2007

Dal Caimani's News  Anno 11  nr. 16 (197)

Voler vincere...Dover Vincere!!!

Ricomincia l’avventura, ricomincia il viaggio all’interno di questo campionato di Eccellenza ma indubbiamente è una cosa strana tornare a scrivere dopo una pausa tanto breve quanto infinita come quella che ha inghiottito l’intero calcio italiano. Tutti fermi, anzi no, tutti a parlare, a discutere, a far la morale....agli altri. E’ curioso infatti come tutti erano ben consci del vicolo buio nel quale il calcio italiano si era infilato ma nessuno che abbia avuto il coraggio di accendere la luce. Tutti prigionieri dell’antichità di uno sport solo a parole Campione del Mondo. E così il calcio ancora una volta è andato a sbattere, a farne le spese stavolta è stato un poliziotto, prima era accaduto ad un dirigente dilettante, prima ancora ad un ultras, a più di un ultras. Mai che accada ad un megadirigente, a quelli è permesso anche rubare. E’ un calcio sempre più prigioniero di sè stesso, di decadenti stadi non a norma (chi se ne importa), di partite sempre più brutte e televisive (chi se ne importa), giocate a orari e giorni improponibili (chi se ne importa).....Chi se ne importa, siamo in Italia e lo spettacolo deve sempre e comunque andare avanti in questo assurdo e anacronistico Calcio Moderno. Riprende quindi l’Eccellenza e ci vien difficile tornare con la mente alle emozioni di quell’ultima gara a Concordia nella quale i biancocelesti stavano ancora una volta gettando tutto alle ortiche per poi gettarvisi coraggiosamente in mezzo e in nove riuscire a recuperare un pareggio a quel punto insperato. Se il Sandonà saprà trarre insegnamento da questo ennesimo camminar sull’orlo del burrone lo potremo vedere sin da subito in questo nuovo inizio nel quale i biancocelesti saranno ospiti del Cornuda Crocetta, ultimo in classifica, ma proprio per questo avversario capace di assopire la carica agonistica degli uomini di Colella. Sembra infatti questo lo strano destino che accompagna il Sandonà di quest’anno, non saper vincere contro le ultime, se mai oggi finalmente si vincesse allora potrebbe anche succedere che i biancocelesti tornino ad essere una delle favorite. Ma non esistono nè se nè ma in questa gara, mancheranno tre titolari per squalifica, ma una squadra dalle ambizioni quali quella sandonatese oggi può e deve solo vincere.

 

Essere Ultras, nonostante questo calcio

La Curva Sud il centro del tifo sandonatese, la Curva Sud il nucleo gioioso del tifar Sandonà, la Sud gli Ultras del Sandonà. Sembra quasi una parola scomoda da pronunciare in questi giorni, un qualcosa che identifica, che ti veste addosso abiti sporchi, macchiati di sangue. Quante parole si stanno rincorrendo in questi giorni, quanti inviti alla repressione, al punire, all’emarginare. Si invita a chiudere le curve, a eliminare gli striscioni, le bandiere, a togliere l’identità a questi cattivoni che domenica dopo domenica generano solo violenza e danni. Ma siam prorprio sicuri che tutti gli ultras siano realmente come li si vuole dipingere in questi giorni da questi fini osservatori della tribuna o dei media? Certo molta parte del mondo ultrà è sul crinale sottile che divide tifo vero e tifo violento, non son per così dire dei "stinchi di santo", ma la maggior parte è sul versante del tifo vero, colpire tutti per colpire il violento è sintomo di debolezza, è un voler dire che si abbandona ogni possibilità di dialogo e ciò non è mai foriero di un futuro migliore. Negli ultimi anni tante son state le scelte sbagliate di chi avrebbe dovuto gestire con oculatezza il giocattolo calcio, si è preferito seguire l’interesse mercantile a scapito di chi questo sport lo ha sempre seguito con passione nel suo palcoscenico naturale. Il risultato è stato un tutto contro tutti che ha solo esasperato il clima all’interno e all’esterno degli stadi. Difficile dire cosa ci riserverà il futuro, per quanto dura, non sarà una legge a mutar le cose, è tempo che gli uomini tornino a pensar da uomini e il tifo torni ad essere la vera quint’essenza del calcio. La Sud non ha di questi problemi, nella nostra piccola dimensione il tifo è tifo e quello della Sud è unico e incontrastato protagonista delle nostre domeniche. Oggi riprendiamo il nostro cammino ed in questo clima strano vi sarà ancor più voglia di cantare, ancor più orgoglio nell’alzare una sciarpa o una bandiera perchè in questa settimana orgiastica di parole in troppi han dimenticato che essere ultras non è sinonimo di violenza ma è seguire una squadra ovunque e comunque, aldilà della vittoria e oltre la sconfitta, una filosofia di vita che unisce e non divide.

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mercoledì, 07 febbraio 2007

Riprende il Campionato

Facendo riferimento alle deliberazioni di cui sopra adottate dalla F.I.G.C. e dalla L.N.D.; verificato che il calendario gare pubblicato all'inizio dell'attività prevede una giornata di sosta per domenica 25 febbraio p.v., il C.R. Veneto ha stabilito di recuperare in tale data: domenica 25 febbraio 2006, con inizio alle ore 15.00, tutte le gare dei Campionati di Eccellenza, Promozione, 1^ e 2^ Categoria (5^ giornata di ritorno) rinviate il 4 febbraio u.s.

Riprende quindi il campionato con il suo normale calendario e quindi con la ventunesima giornata: Breda Jds-Opitergina; Cordignano-Nuova Piombinese; Cornuda Crocetta-Sandonà; Edo Mestre-Liventinagorghense; Feltreseprealpi-Asolo Fonte; Liapiave-Romano Ezzelino; Sagittaria Julia-Favaro 1948; Union CSV-Marosticense.

Il Sandonà sarà quindi di scena domenica prossima in casa del Cornuda Crocetta (inizio gara alle ore 15.00) per poi giocare domenica 18 febbraio in casa con il Liapiave e quindi domenica 25 ancora allo Zanutto per il recupero della ventesima giornata affrontando la Feltreseprealpi.

Domani dovrebbe essere il giorno in cui il calcio maggiore otterrà il permesso di continuare il suo cammino, ma che calcio sarà è difficile da dire. Già di per sè stessa questa si presentava come una stagione strana, lo scandalo che ha travolto la serie A, l'Italia Campione del Mondo, l'Inter schiacciasassi... ma questo stop and go sembra aver disilluso tanti sulla reale grandezza del calcio nostrano. Se i dirigenti calcistici non sono più in grado di organizzare al meglio neppure le gare, allora bisogna avvisare urgentemente la sala rianimazione: il paziente si è di molto aggravato. Riusciamo ad avere squadre di serie A (troppe) con decine di giocatori superpagati in eccesso e non riusciamo a garantire stadi degni di questo nome dove giocare le partite. Fatturati milionari ingabbiati in stadi comunali, un professionismo calcistico che poggia su pile di traballanti faldoni contenenti proroghe di comodo. Oggi il capro espiatorio è la violenza dei tifosi ma siam proprio sicuri che questo sia il solo problema? In realtà è una delle molte facce di questo pallone malato e non sempre quella più impresentabile. Se anche un solo stadio sarà costretto a rimaner vuoto mentre in campo si giocherà comunque non sarà colpa degli assenti ma dei presenti che guardandosi allo specchio non hanno capito che il Re è Nudo. Forse qualcuno dovrebbe rivestirsi e andarsene, ma siamo pur sempre in Italia....Campioni del Mondo.

E' ora che paghino tutti

tessera non riconosciuta....tessera non riconosciuta

Perché non potranno voltare pagina  (www.repubblica.it)
di GIUSEPPE D'AVANZO

NON C'È UN SOLO MOTIVO - uno solo - per credere che il calcio volterà pagina. Né una ragione concreta per pensare che lo costringa a farlo una qualche pubblica o quasi pubblica autorità (governo con un urgente provvedimento; parlamento con nuove leggi; Coni, Federazione con nuove regole).
Le giaculatorie ipocrite, seguite alla morte di Filippo Raciti, assomigliano come gocce d'acqua alle litanie che abbiamo dovuto sorbirci dopo il fallimento finanziario del sistema o le tiritere che hanno accompagnato la scoperta, grazie al telefono di Luciano Moggi, che "il campionato più bello del mondo" era autentico come un assegno a vuoto.
Il bello del calcio italiano è che non ha nulla di misterioso e occulto. E' tutto lì alla luce del sole. Chiunque può guardare dentro il giocattolo e sfiorarne i meccanismi. Quella gigantesca giostra del contraffatto è del tutto trasparente. La trasparenza della sua opacità è, anzi, la sua forza. Obbliga chiunque incroci gli affari del calcio, chiunque debba occuparsene per ufficio (o per una maledizione) a farsene complice, corresponsabile, protettore. A meno di non voler rompere il giocattolo che crea un appetitoso consenso per molti (politica, impresa, amministrazione, media), bisogna ipocritamente far finta di non vedere quel che il calcio italiano è, vuole essere, sa essere: un mondo a parte. Con una propria medicina, che prevede il doping. Un proprio diritto societario, che accetta per statuto il falso in bilancio e fantasiosi trucchi contabili. Una propria Borsa con azioni truffa. Una propria giustizia che mai prevede colpe e responsabilità degli attori, ma soltanto impunità per gli addetti: dai presidenti agli arbitri.
Ora appare chiaro quel che il calcio pretende in quest'occasione: un proprio autonomo e particolarissimo ordine pubblico. Il fallimento delle iniziative che il governo approverà oggi è già, si può dire, nelle iniziative stesse. Non sono nuove. Sono più o meno i provvedimenti varati dal precedente ministro dell'Interno, Beppe Pisanu. Questi come quelle saranno sconfitte, nonostante l'allarmata determinazione di Giuliano Amato, dalle pressioni, dalle lobbies, da un mondo che prevede un'alterità assoluta, che nella sua alterità intravede il solo modo di sopravvivere. E' già scritto nelle cose. E' già chiaro davanti ai nostri occhi, come sempre per le cose del calcio: la grottesca richiesta delle società di "salvare" gli abbonati negli stadi vuoti perché illegali è il primo passo verso il consueto appeasement.
Soltanto un'ipocrisia sgradevole può così impedirci di non cogliere la cinica, realistica verità delle parole del presidente della Lega, Antonio Matarrese. L'uomo è un gaffeur, quindi onesto. Dice quel che pensa. E pensa che lo spettacolo deve continuare; che un morto non può fermarlo; che le società non hanno nessuna voglia di impegnare qualche centinaio di migliaia di euro nell'adeguamento degli stadi alla normativa del governo (telecamere ad alta definzione, biglietto nominativo, tornelli, steward); che i padroni delle curve - quei ceffi che i presidenti delle società si portano in giro, a cui sacrificano un giocatore, un allenatore, a volte se stessi - non possono essere espulsi, se non si vogliono affrontare guai maggiori.
E allora che lo spettacolo continui, senza stare a perdere troppo tempo e troppi soldi per un ghirigoro demagogico. Qualcuno dei presidenti delle grandi società che lo hanno eletto ha forse smentito Matarrese? Nessuno. Zitto Galliani (Milan). Silente Cobolli Gigli (Juve). Silenziosa la Sensi (Roma). Ambiguo, come sempre gli capita quando c'è tempesta, Moratti (Inter). Matarrese li rappresenta. Ha rappresentato con spregiudicata, impudente rozzezza i loro interessi, la loro volontà. Davvero qualche anima candida può credere che rispediscano Matarrese nella sua Bari?
Il bello del calcio italiano è che non ha nulla di misterioso. Tutto quel che tocca, inquina, deforma, paralizza. Anche la polizia, il lavoro della polizia che è poi quel che voleva dire, nella sua sconsideratezza, un altro gaffeur, Francesco Caruso, anch'egli liquidato con alti lai dall'ipocrisia nazionale. Quella testa matta, al contrario, ha detto una verità spiacevole, ma appunto autentica. La polizia non sa fare, meglio non può fare il suo mestiere. Trasforma la smania violenta di pochi capataz, in cerca di prestigio, visibilità, potere, influenza, affari, in un criminogeno fenomeno sociale. Invece di rendere impotenti quei pochi - e se ne conoscono identità, indirizzi e traffici - si preferisce simulare ogni domenica un corpo a corpo, una battaglia campale come se si avesse a che fare con un pericoloso soggetto sociale collettivo, come se l'ultras fosse "un'unica e monolitica figura". Non lo è, ma l'escamotage serve a lasciare tutto com'è, a evitare di perseguire responsabilità individuali che, se colpite davvero e duramente, provocherebbero contraccolpi seri a un sistema incapace di autoriformarsi. E' un capovolgimento che provoca l'odio diffuso e indistinto di tutte le tifoserie, ma è il prezzo che la polizia, l'ordine pubblico, gli appassionati pagano a una politica incapace di far rispettare la legalità a un mondo che si ritiene e vuole essere "a parte", sciolto da ogni legge, ordine, regola.
Potrà durare? Sì, potrà durare. Durerà, vedrete. Nonostante i morti di oggi e, dio non voglia, di domani.

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martedì, 06 febbraio 2007

Le decisioni del governo (www.corriere.it)

Ecco le leggi Decreto legge e disegno di legge: le nuove normative per fermare la violenza negli stadi 
ROMA - «Fare prestissimo»: è stata questa la parola d'ordine a Palazzo Chigi, nella riunione di lunedì e nei contatti che l'avevano preceduta per preparare il consiglio dei ministri straordinario di mercoledì, quando il Governo varerà il decreto legge e un disegno di legge per contrastare la violenza nel calcio. Prodi da Lussemburgo si è tenuto in costante contatto con il sottosegretario Enrico Letta, probabile martedì ci sarà una riunione per preparare il consiglio di mercoledì. Di sicuro, sono già al lavoro i tecnici dei ministeri interessati, l'Interno, la Giustizia, lo Sport.
C'è ancora da sciogliere un nodo politico, quello del dl: sarà una legge delega o no? Nel primo caso, la formulazione dei principi della legge sarebbe molto più rapida, spetterebbe poi al governo il compito dei decreti attuativi. Nel secondo, i tempi di approvazione si allungherebbero. Per questo è possibile anche il doppio binario: parte della legge in delega, parte in norme dirette. Punto per punto ecco i passaggi dei due provvedimenti.
DIVIETO STADIO PREVENTIVO, A PULIRE I BAGNI (nel decreto): cambia il famoso DASPO, l'interdizione dalla partita che finora colpiva chi si era reso colpevole di reati da stadio. Sarà svincolato da aspetti penali, basterà cioè una denuncia o un rapporto di polizia che segnali la pericolosità sociale. Così, l'interdizione riguarda anche i minori. Per evitare che la firma in questura tra primo e secondo tempo sia seguita da un viaggio allo stadio il Viminale pensa di impegnare i diffidati in lavori di pubblica utilità per tutta la partita: esempio citato da Amato, «pulire i bagni». La diffida salirà, dai tre anni fino ai possibili 10, come in Inghilterra.
ARRESTO IN DIFFERITA SALE A 48 ORE (dl): la polizia potrà arrestare in flagranza di reato differita fino a 48 ore chi è riconosciuto colpevole di un reato grazie a una foto o ad altri mezzi (riprese); cade la dizione «con altre prove», che aveva sollevato dubbi di costituzionalità.
TRASFERTE PIÙ CONTROLLATE, NO BLOCCHI BIGLIETTI (dl): sarà vietato alla società ospitante di cedere a quella ospitata per la vendita blocchi di biglietti: i tifosi che vorranno andare in trasferta dovranno comprare singolarmente, e nominativamente, i tagliandi. In sostanza, niente più torpedoni di ultras.
SICUREZZA E STADI, NIENTE PIÙ PREZZO DEL POLLO (dl): basta al cosiddetto 'prezzo del pollo', ovvero quelle società che per aggirare il limite dei 10.000 posti entro il quale adeguarsi al decreto Pisanu dichiarano agibilità per 9.999 spettatori: la soglia entro la quale lo stadio deve essere a norma sicurezza (tornelli) sarà 6.500-7000 posti.
STOP AGEVOLAZIONI A TIFOSI CHE PROPAGANDANO VIOLENZA (dl): sarà fatto divieto ai club di offrire agevolazioni ad associazioni di tifosi non in regola, o che propagandino con ogni mezzo la violenza.
BASTA CON LA MALA INFORMAZIONE (dl): è il punto più delicato del decreto, i tecnici già sanno che sarà difficile tradurlo. Ma ci sarà l'obbligo di mettere in campo un'informazione adeguata e persuasiva contro quella di alcuni organi locali (il pensiero è alle radio) fautori dell'idea «avversario=nemico».
PENE PIÙ SEVERE ED AGGRAVANTI (disegno di legge): saranno inasprite le pene per chi detiene o per chi lancia oggetti contundenti o violenti. L'incremento sarà modulato anche per rendere inattaccabile l'arresto in flagranza differita. Introdotta l'aggravante specifica del danno alle forze dell'ordine
STRISCIONI AL BANDO (ddl): è solo un'ipotesi, sulle tracce della ricetta spagnola dove sono vietate anche bandiere. È un punto che divide gli esperti, si vedrà in queste ore se introdurre il divieto di esposizione di striscioni di qualsiasi tipo.
BASTA DEROGHE, STADI A NORME O PORTE CHIUSE (ddl): l'indicazione di prassi è già immediata, l'ha fornita Amato annunciando che d'ora in poi se lo stadio non è a norma si gioca a porte chiuse. Ma nel ddl ci saranno «misure immediate per l'applicazione e l'adattamento del decreto Pisanu» in materia di stadi.
LA POLIZIA FUORI, GLI STEWARD DENTRO (ddl): sarà stabilito che l'ordine pubblico al di fuori degli impianti spetta, di norma, alle forze di pubblica sicurezza. Dentro, invece, ogni club dovrà avere una propria forza privata, i famosi steward, per controllare il pubblico. Sarà il Coni a formare e pagare l'istruzione di questi 'agenti'.
E IN FUTURO STADI DI PROPRIETÀ (ddl): il disegno di legge stabilirà un principio per gli anni avvenire. Le società di calcio potranno solo avere stadi di proprietà o in concessione pluriennale.

La medicina amara
di GIANNI MURA
(www.repubblica.it)

Va bene, è la medicina amarissima che si manda giù per cercare di guarire. Dopo i fatti di Catania, il calcio non poteva aspettarsi un buffetto sulla guancia e un paterno invito a mettere la testa a posto, a darsi una ripulita dall'odio e dal sangue. Tanto meno poteva aspettarselo dopo le pessime esternazioni di Matarrese, cui conviene dimettersi per decenza prima di combinare altri guai. È grottesco (ma anche sintomatico) che i presidenti del calcio campione del mondo si facciano rappresentare da un personaggio del genere.
Passiamo alle cose serie, i provvedimenti usciti dalla conferenza stampa del ministro Amato. Vanno bene, lo ripeto, e capisco il momento particolare, la richiesta diffusa di sicurezza, di ordine pubblico rinforzato. Però il calcio, come tante cose, è anche convivenza civile, trasmissione di valori che si danno per scomparsi ma tenacemente da qualche parte resistono. Trovo solo norme repressive, niente di preventivo, di costruttivo, di educativo. Non compete al ministero dell'Interno, si dirà. Certamente no. Infatti mi aspettavo qualcosa di più da quello dello Sport, magari d'intesa con Fioroni.
Qualcosa che mi facesse sperare che un bambino che oggi ha nove anni tra altri nove non tirerà una bomba carta né a un poliziotto né a un tifoso avversario. Arriveranno più in là certe iniziative, forse. Non sono progetti che si fanno in pochi giorni. Mi va bene l'osservatorio sulla comunicazione sportiva, legato al progetto di traghettare dalla cultura del nemico a quella dell'avversario, ma serve altro, di più. Per intanto, guardiamoci allo specchio tra di noi.
Gli aspetti salienti, le novità vere sono due: il divieto di vendere blocchi di biglietti per le trasferte per scoraggiare gli esodi (spesso pericolosi) del tifo organizzato e, novità più difficile da gestire, partite a porte chiuse ovunque tranne che negli stadi in regola con il decreto Pisanu. Sono quattro in tutta Italia: Roma, Palermo, Torino e Siena, ma possono diventare di più a causa del divieto alle trasferte dei tifosi. Sabato si ricomincia, ma intanto si intravede un campionato assolutamente anomalo, qualcosa di mai visto.
Prima di Catania, il decreto Pisanu era criticato da molte parti: inefficace e lacunoso erano gli aggettivi più usati. Sì, ma solo perché applicato in modo monco, ha replicato il diretto interessato. Ora il suo decreto viene riproposto e potenziato (vedi diffida preventiva anche per i minori, su cui ho qualche dubbio ma aspetto di vederci più chiaro).
I dubbi maggiori li ho sugli stadi chiusi. Fermo restando che i biglietti nominali, fin qui, sono stati un buco nell'acqua e che molti normali cittadini hanno smesso di andare allo stadio per la lunghezza delle code. Gli stadi che resteranno chiusi hanno avuto deroghe, o problemi oggettivi. Non credo che in tutti gli altri stadi d'Italia abbiano fatto i furbi sperando nella solita conclusione all'italiana. Chi li metterà di corsa in regola, adesso, visto che nessun club è proprietario dell'impianto?
Ma è la generalizzazione che non mi piace, forse perché mi interessano più le persone delle cose. Non è lo stadio, più o meno a norma, che dà il certificato di buona condotta a una tifoseria o a una città. È, appunto, la condotta, il modo di occupare e vivere lo stadio. È salire o scendere da un bus senza sfasciarlo. È tifare per i propri colori senza insultare gli avversari né aggredire i poliziotti.
Questi posti non stanno su Marte, ci sono anche in Italia e anche in Serie A. Basterebbe chiedere a un poliziotto, di quelli che ogni domenica sono sui campi, se ritiene più a rischio lo stadio del Chievo che non ha i tornelli o l'Olimpico che ce li ha. Chi non ha colpe né precedenti, sul fronte dell'ordine pubblico, paga come chi ne ha parecchi. L'innocente vale il pregiudicato.
Allo stesso modo, uno stadio chiuso toglie la droga festiva agli scalmanati, che avranno modo di riflettere, ma anche il divertimento a un sacco di brava gente. È fin troppo ovvio dire queste cose, ma vanno dette con molta serenità, forse anche con la stanchezza di chi va per stadi da più di cinquant'anni e molti discorsi gli suonano già sentiti, molte situazioni già viste.
Dunque, le trasferte degli ultrà, spesso spedizioni paramilitari, non sono vietate ma rese piuttosto problematiche, perché vietare la vendita in blocchi di biglietti ha l'effetto di sciogliere il gruppo, o almeno di renderlo meno compatto (anche in caso di disordini).
A parte un accenno della Melandri sulla recisione dei legami con gli ultrà da parte dei club, resta irrisolto il problema degli ultrà casalinghi. Altri ne sorgono, di tipo economico, di fronte ai cancelli chiusi: gli abbonamenti da rimborsare, per esempio. Ma sui problemi economici voglio sorvolare, c'è gente pagata per pensarci.
Voglio solo aggiungere che non sono gli stadi chiusi la migliore reclame per riportare le famiglie alla partita. Sono gli stadi aperti, ripuliti dalla violenza di ogni tipo e colore, sicuri, festosi. Con o senza steward, è poco importante adesso. Se all'inglese o alla tedesca, idem. Serviva un giro di vite. Eccolo. Norme nuove o rilucidate. Eccole. La medicina è amara ma bisogna mandarla giù, e poi ogni tanto controllare se è scesa la febbre.

Postato da: ErSTE a 11:02 | link | commenti

 




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